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Caso Regeni, i genitori al governo: «Chieda il risarcimento all’Egitto». E sui 150 mila euro: «Sono subito esecutivi»

01 Ottobre 2026 - 15:34 Antonia Verderosa
paola deffendi claudio regeni
Paola Deffendi e Claudio Regeni chiedono all’esecutivo di «riscattarsi» dopo la sentenza e di rompere i rapporti con il Cairo. Poi la precisazione insieme all’avvocata Alessandra Ballerini: per incassare la provvisionale riconosciuta a Palazzo Chigi non bisogna attendere che la sentenza diventi definitiva
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«Il governo ora ha modo di riscattarsi». Paola Deffendi e Claudio Regeni tornano a chiedere all’esecutivo di agire contro l’Egitto dopo la sentenza sul sequestro, le torture e l’omicidio del figlio Giulio. La richiesta è di reclamare il risarcimento riconosciuto nel processo e di rompere i rapporti con il Cairo. E sulla provvisionale da 150 mila euro assegnata alla presidenza del Consiglio precisano: è già esecutiva, non serve aspettare che la sentenza diventi definitiva.

«Il governo non ci ha sostenuto»

Intervistati da Repubblica, i genitori del ricercatore italiano accusano i governi che si sono succeduti in questi anni di non aver fatto abbastanza per ottenere collaborazione dall’Egitto. «Noi abbiamo avuto finalmente verità e giustizia, lunedì, in un’aula di tribunale, da una Corte che era l’unica legittimata a riconoscerle», spiegano. Ma sul piano politico, aggiungono, il sostegno è mancato: «Non si può certo dire che il governo del nostro Paese ci abbia sostenuto nell’ottenere collaborazione dal regime egiziano». Una collaborazione che, secondo la famiglia, non c’è mai stata. I Regeni ricordano i depistaggi delle autorità egiziane e l’opposizione del Cairo allo svolgimento del processo in Italia, fino alla mancata comunicazione del domicilio degli imputati.

La richiesta a Palazzo Chigi

Per Paola Deffendi e Claudio Regeni, la sentenza apre ora una nuova fase. Palazzo Chigi, sostengono, può «dimostrare ai cittadini, con un reale moto d’orgoglio, che la dignità di un Paese non è negoziabile e che la nostra democrazia non può costantemente essere presa in giro e messa in un angolo dall’arroganza di un regime». E aggiungono: «Anche se in quel regime ci sono riserve energetiche». La richiesta è esplicita: «Reclamare il risarcimento del danno come richiesto dall’Avvocatura dello Stato e rompere i rapporti con un Paese che è lontano dall’essere sicuro, tanto che tortura e uccide anche i cittadini degli Stati amici».

«I 150 mila euro sono subito esecutivi»

La famiglia Regeni interviene anche sulla provvisionale da 150 mila euro riconosciuta alla presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile nel processo. Insieme all’avvocata Alessandra Ballerini precisa che non è necessario attendere la fine dell’iter giudiziario. «Come risulta evidente dalla semplice lettura dell’articolo 540 del codice di procedura penale nonché dallo stesso dispositivo della sentenza, la provvisionale di 150 mila euro assegnata alla presidenza del Consiglio dei ministri è immediatamente esecutiva, non bisogna quindi attendere che la sentenza diventi definitiva», affermano.

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