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Torino, il figlio cambia casa per sfuggire alla madre. Lei compra l’appartamento di fronte per spiarlo: a processo per stalking

14 Ottobre 2026 - 12:06 Antonia Verderosa
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La 63enne avrebbe perseguitato il figlio, la nuora e le due nipotine tra appostamenti, insulti e minacce. Per controllarli avrebbe persino cambiato abitazione. La Procura chiede nove mesi di carcere
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Avevano venduto casa e traslocato per allontanarsi dalla suocera. Ma la donna, 63 anni, avrebbe venduto a sua volta il proprio appartamento per comprarne un altro proprio di fronte al loro. Da lì avrebbe continuato a controllare il figlio, la nuora e le due nipotine, osservandoli dal balcone. A Rivoli, alle porte di Torino, la donna è ora a processo per stalking e diffamazione. La Procura ha chiesto una condanna a nove mesi di carcere. La famiglia, costituita parte civile, reclama 120mila euro di risarcimento. A raccontare la vicenda è il Corriere della Sera.

Perché la suocera aveva iniziato a perseguitare il figlio e la nuora

Tutto comincia nel maggio 2021, dopo la morte del marito della donna. La 63enne dona al figlio l’appartamento in cui vive con la moglie e le bambine. Lui non può permettersi un mutuo, ma quello che inizialmente sembra un aiuto diventa presto motivo di scontro. Secondo l’accusa, la madre comincia a pretendere dalla coppia pagamenti mensili, come se la casa fosse in affitto, chiedendo cifre sempre più alte.

Nel settembre 2022 iniziano anche gli appostamenti. La donna si sarebbe presentata ogni giorno in auto sotto casa del figlio, accompagnando le richieste di denaro con insulti e minacce. In un’occasione avrebbe minacciato di spaccargli la testa con un martello. In un’altra, di danneggiare i cantieri della sua impresa.

Il trasloco della famiglia e la casa comprata di fronte per controllarli

A un certo punto la coppia decide di andarsene. Vende l’appartamento e cambia abitazione, sperando di mettere fine agli appostamenti. Ma non basta. La 63enne vende anche la propria casa e ne acquista un’altra di fronte a quella del figlio. Dal balcone avrebbe continuato a osservare la famiglia, tentando anche di avvicinare le nipotine. La donna avrebbe inoltre insultato i genitori davanti alle bambine e accusato la nuora di infedeltà.

Le conseguenze dello stalking sulla nuora e sulle due nipotine

Secondo la Procura, i comportamenti della donna avrebbero provocato nei coniugi un «grave e persistente stato d’ansia». La nuora avrebbe attraversato una forte crisi psicologica, fino a compiere un gesto autolesivo che avrebbe reso necessario il ricovero. Anche le figlie avrebbero cominciato a manifestare segnali di malessere. Una delle bambine, preoccupata che potesse accadere qualcosa alla madre, sarebbe uscita più volte da scuola lamentando «palpitazioni».

In aula è stato anche ricordato un episodio risalente alla gravidanza della nuora. La suocera avrebbe cercato di convincerla ad abortire, dicendole: «Se non interrompi, mio figlio non ti sposa». L’episodio è stato ricordato in aula, ma non rientra tra le condotte contestate nell’imputazione.

Il processo alla suocera: la richiesta di nove mesi e il risarcimento

La 63enne deve rispondere anche di diffamazione. Secondo l’accusa, avrebbe raccontato ai conoscenti che il figlio e la nuora non pagavano l’affitto, definendoli «ladri» e accusandoli di aver sottratto denaro e il furgone del padre. Avrebbe inoltre sostenuto che i due le impedivano di vedere le nipoti. «Nessuno può ricorrere a minacce e pedinamenti per recuperare un credito», ha dichiarato dopo l’udienza Luca Tommaso Calabrò, legale della famiglia. Le quattro parti civili hanno chiesto un risarcimento di 30mila euro ciascuna, per un totale di 120mila euro. Di tutt’altro avviso la difesa della donna. L’avvocato Wilmer Perga parla di una «strumentalizzazione» del processo e contesta che i contrasti familiari possano essere qualificati come atti persecutori.

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