«Devo difendermi dal branco, ho paura»: 14enne porta una pistola scacciacani a scuola. La preside: «Era stato aggredito»
Apre lo zaino in classe, tira fuori una pistola e la mostra ai compagni. Ha 14 anni e frequenta la prima superiore. L’arma, una scacciacani, viene subito presa dall’insegnante. Poco dopo arriva la polizia. Ma agli agenti il ragazzo dà una spiegazione diversa da quella che ci si aspetterebbe: «L’ho portata con me per difendermi. Perché ho paura».
La pistola mostrata ai compagni
È successo in una prima classe dell’istituto Plana di Torino. Secondo quanto ricostruisce La Stampa, il ragazzo avrebbe mostrato la scacciacani ai compagni, che gli si sono radunati intorno. A interrompere tutto è stata la docente appena entrata in aula. Ha fatto sedere gli studenti, ha preso l’arma e avvisato la preside. Nel giro di pochi minuti sono arrivati gli agenti, che hanno accompagnato fuori da scuola il 14enne. La pistola era priva del tappo rosso. Il ragazzo è stato quindi indagato dalla Procura per i minorenni per il porto abusivo dell’arma. «Non ho fatto male a nessuno e non ho mai usato quella pistola», avrebbe spiegato agli investigatori.
«Era stato aggredito alla fermata del pullman»
Dietro il gesto, secondo la dirigente scolastica Valentina Paterna, ci sarebbe però un episodio avvenuto pochi giorni prima. «Il ragazzo era stato aggredito alla fermata del pullman e per sentirsi più sicuro ha portato la scacciacani», ha spiegato la preside. «Il motivo in questo caso è la paura».
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La scuola ha contattato la famiglia e attivato il supporto psicologico. Nelle prossime settimane dovrebbe essere convocato anche un consiglio di classe straordinario per affrontare la situazione. «Vorrei dire ai ragazzi che possono fidarsi degli adulti», ha aggiunto Paterna. «Possono chiedere aiuto quando hanno delle difficoltà. Non cavarsela da sé, perché il rischio è di non rendersi conto delle conseguenze».
Il racconto del 14enne: «Un gruppo mi ha preso di mira»
Agli investigatori il ragazzo avrebbe raccontato di essere finito nel mirino di un gruppo di coetanei. «Mi hanno minacciato e costretto a dare loro delle cose», è la versione riferita dal 14enne. Da qui, sempre secondo il suo racconto, la decisione di portarsi dietro la scacciacani: «Ho paura che mi capiti di nuovo. Volevo solo avere qualcosa per difendermi».
Gli accertamenti sul presunto branco
Gli inquirenti stanno ora cercando di verificare anche questo aspetto della vicenda. La polizia ha avviato accertamenti per capire se esista davvero il gruppo che avrebbe minacciato il ragazzo e se ci siano stati episodi di estorsione alla fermata dell’autobus o nei dintorni della scuola. Resta da chiarire anche chi abbia acquistato la pistola a salve. Secondo La Stampa, potrebbe essere stato un fratello o un altro familiare maggiorenne, mentre i genitori non sarebbero stati a conoscenza della situazione. Il 14enne, fino a questo episodio, non aveva precedenti né segnalazioni.
Foto copertina: PEXELS/ALI AHMAD DANESH | Immagine generica di un’aula, 7 ottobre 2026

