Caos a Torino, occupate 20 scuole: professori feriti, pc e aule devastati, migliaia di euro di danni. Ecco perché protestano gli studenti
Scontri ai cancelli, professori feriti nel tentativo di fermare un’occupazione, estintori azionati nei corridoi e aule danneggiate. È un autunno di fuoco per le scuole di Torino, dove un’ondata di occupazioni studentesche sta paralizzando almeno venti istituti superiori. Quella che inizialmente sembrava una mobilitazione circoscritta ad alcuni licei cittadini sta assumendo dimensioni più ampie, con i collettivi intenzionati a coinvolgere scuole diverse e a portare le rivendicazioni fuori dagli istituti. «Fare come in Francia non sono più parole, ma fatti concreti», annunciano i collettivi.
Le ragioni della protesta
Al centro delle occupazioni ci sono le politiche del governo sull’istruzione, le condizioni degli edifici scolastici e le risorse destinate alle spese militari. Nei comunicati diffusi in questi giorni, il collettivo studentesco Osa denuncia un sistema scolastico sempre più distante dalle esigenze degli studenti e accusa l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di aver ridotto i finanziamenti alla scuola, mentre aumentano gli investimenti negli armamenti.
Nel mirino dei collettivi ci sono anche i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto), accusati, in alcuni casi, di avvicinare gli istituti agli interessi dell’industria militare e di aziende israeliane. Gli studenti parlano di «vere e proprie scuole-caserma» e contestano un modello educativo che, a loro giudizio, finirebbe per preparare «menti e braccia per guerre che non ci sono mai appartenute». Tra le critiche rivolte al governo compare anche quella di utilizzare il «razzismo di Stato» come strumento di propaganda, distogliendo l’attenzione dai problemi strutturali della scuola pubblica.
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Gli scontri tra studenti di destra e sinistra e gli studenti feriti
Tensione all’istituto professionale Colombatto, dove studenti favorevoli e contrari all’occupazione si sono scontrati davanti all’ingresso della sede centrale. Secondo le ricostruzioni circolate dopo i fatti, ci sarebbero stati insulti, spintoni e petardi. La polizia è intervenuta sul posto e la situazione è successivamente tornata tranquilla. Le tensioni erano iniziate già il giorno precedente, quando un primo tentativo di occupazione della sede centrale era stato impedito. La mattina seguente, un nuovo gruppo di giovani avrebbe provato a entrare nell’edificio. Nel gruppo di chi si opponeva alla protesta erano presenti militanti di Azione Studentesca, organizzazione giovanile di destra legata a Fratelli d’Italia. «Gravissimo quello che è successo questa mattina al Colombatto di Torino, dove Azione Studentesca e Gioventù Nazionale hanno tentato di bloccare con la forza gli studenti all’entrata per impedire l’occupazione dell’istituto», denuncia il collettivo Osa. Nel tentativo di impedire l’irruzione all’istituto Peano sono rimasti feriti un professore e un collaboratore scolastico.
Un 20enne denunciato per i danni alla scuola
Tra i casi più gravi c’è quello avvenuto all’istituto Paolo Boselli di via Montecuccoli, dove un tentativo di occupazione si è concluso con la denuncia di un ventenne e danni per diverse migliaia di euro. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, una quarantina di studenti si sarebbe introdotta nell’edificio dopo aver forzato alcuni infissi al primo piano. Una volta all’interno, il gruppo avrebbe danneggiato le porte antipanico, azionato gli estintori e imbrattato i muri con la schiuma. Banchi e sedie sono stati inoltre accatastati lungo i corridoi, anche davanti a un’uscita di emergenza. Tra i materiali danneggiati figurano anche sette computer con i relativi monitor. Le condizioni dello stabile hanno portato a dichiarare l’edificio inagibile.
L’appello di Osa: «Facciamo come in Francia»
La mobilitazione torinese guarda a quanto sta accadendo in Francia, dove gli studenti sono protagonisti di proteste contro le condizioni degli istituti e le politiche delle istituzioni scolastiche. L’obiettivo dei collettivi è trasformare le singole occupazioni in una protesta più ampia, capace di coinvolgere studenti di scuole diverse e di saldare le rivendicazioni del mondo dell’istruzione con quelle dei lavoratori. Osa ha annunciato la partecipazione allo sciopero studentesco nazionale e ha invitato a prendere parte anche allo sciopero generale previsto per venerdì 30 ottobre, insieme ai lavoratori. Nel suo appello, il movimento attacca quelli che definisce «presidi-sceriffo» e le riforme che, a suo giudizio, penalizzano giovani e lavoratori. «Le scuole sono di chi le vive e di chi lotta. Facciamoglielo capire svuotando le scuole e scioperando in massa domani nello sciopero studentesco nazionale e venerdì 30 ottobre assieme ai lavoratori in sciopero generale. Facciamo come in Francia», conclude Osa.

