Ultime notizie Delitto di GarlascoHackerIsraeleLeonardo Del VecchioUcraina
ATTUALITÀPokémonRomaScuolaSparatorie

«Pokémon a chi spara alla prof». La chat choc nella scuola di Centocelle dove fu accoltellata la prof

08 Novembre 2026 - 15:31 Stefania Carboni
pokemon
La scuola media “Verga”, a Roma Est, finisce di nuovo sui giornali. Stavolta per un messaggio intercettato dai genitori di alcuni alunni sui loro smartphone
Google Preferred Site

Torna l’allarme all’istituto comprensivo Giovanni Verga di Roma, nel quartiere Centocelle, già segnato lo scorso 18 settembre dall’aggressione a una docente di storia, accoltellata da un alunno tredicenne mentre trasmetteva in diretta su Telegram. A distanza di due mesi, un nuovo episodio scuote la comunità scolastica: una professoressa è finita nel mirino di un gruppo WhatsApp denominato «Assenza di massa», all’interno del quale è comparsa la macabra proposta di «spararle» mettendo in palio, come ricompensa, un mazzo di carte collezionabili Pokémon.

L’aggiunta nella chat «Assenza di massa», l’allarme del padre di uno dei ragazzini

A far emergere il caso, riporta il Messaggero, è stato il genitore di uno studente di prima media, allarmato dopo aver scoperto che il figlio e altri compagni erano stati inseriti nella chat a loro insaputa. Il genitore ha diffuso l’avviso nei comitati di quartiere e sui social: «Nella classe di mio figlio, scuola Verga, prima media, alcuni ragazzi sono stati aggiunti a loro insaputa al gruppo “Assenza di massa” all’interno del quale erano stati pubblicati messaggi inappropriati». Nello specifico, il messaggio incriminato recitava: «Chi spara alla professoressa Fa### riceve un mazzo di carte Pokémon in regalo». Nella sua segnalazione, il padre ha precisato che «la situazione è stata subito segnalata, il gruppo è stato chiuso e gli amministratori sono stati convocati dalla Dirigente», rinnovando l’invito alle altre famiglie a vigilare costantemente sulle conversazioni digitali dei figli.

Convocato anche il ragazzo che ha inviato il messaggio

Secondo quanto riporta Il Messaggero la dirigente scolastica Vanda Giacomini, informata dai genitori trattandosi di una chat privata non riconducibile all’istituto, ha convocato gli studenti coinvolti. Tra loro anche l’autore delle frasi più pesanti, che avrebbe ammesso la gravità dell’accaduto comprendendo l’errore commesso. Al momento la scuola considera l’episodio rientrato e non ha formalizzato denunce alle forze dell’ordine.

Resta tuttavia viva la preoccupazione per il rischio emulazione, soprattutto alla luce dei recenti trascorsi del plesso: l’aggressione di settembre fu sventata soltanto dal tempestivo intervento di un compagno di classe congolese che disarmò l’aggressore, mentre il 13enne autore del ferimento, dopo un lungo ricovero al Policlinico Umberto I, è stato da pochi giorni affidato a una comunità educativa.

(in copertina foto di Thimo Pedersen su Unsplash)

leggi anche