Navigator, al via il concorso: che cosa c’è da sapere (in tre minuti)

In 54mila affronteranno il test di 100 domande, 3mila diventeranno i tutor di chi riceve il Reddito di cittadinanza

Oggi, 18 giugno, presso la Fiera di Roma, parte la seconda fase della selezione dei navigator, coloro che assisteranno nella ricerca di un lavoro chi percepisce il reddito di cittadinanza. Può accedere solo chi si presenta munito di un documento di identità e della copia firmata della domanda di partecipazione alla selezione.

Le prove si svolgono dal 18 al 20 giugno. Durante il test non possono essere utilizzati dispositivi elettronici né supporti cartacei per la scrittura, secondo le regole stabilite dall’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro).

Il test

I candidati devono affrontare un test di 100 domande a risposta multipla. I quesiti riguardano 10 diversi argomenti e i partecipanti hanno a disposizione 100 minuti per completare la prova. Ecco i temi su cui si basa il test:

  • cultura generale
  • psicoattitudinali
  • logica
  • informatica
  • modelli e strumenti di intervento di politica del lavoro
  • reddito di cittadinanza
  • disciplina dei contratti di lavoro
  • sistema di istruzione e formazione
  • regolamentazione del mercato del lavoro
  • economia aziendale

I risultati

Al termine di ciascuna sessione d’esame Anpal, in forma anonima e automatica, procederà alla correzione delle prove dei candidati e al calcolo dei relativi punteggi. Il punteggio finale del candidato viene ottenuto sommando un punto per ogni risposta esatta a una penalizzazione di 0,4 punti in caso di risposta sbagliata (zero punti verranno assegnati per domande a cui non verrà data risposta).

Il punteggio

Per superare la prova bisogna raggiungere un punteggio di 60/100. I candidati idonei che non rientreranno nelle 3mila assunzioni con contratto co.co.co., potranno essere chiamati, sempre in base alla graduatoria, a coprire eventuali posizioni vacanti all’interno di province limitrofe a quella per la quale è stata presentata la candidatura.

La prima selezione: i requisiti

Per poter accedere alla prima parte della selezione bisognava essere in possesso della cittadinanza italiana o di un regolare permesso di soggiorno, avere la fedina penale pulita e aver ottenuto una laurea. Soltanto alcuni corsi di studio davano accesso alla professione. Ecco quali:

  • scienze dell’economia (LM‐56 o 64/S)
  • scienze della politica (LM‐62 o 70/S)
  • scienze delle pubbliche amministrazioni (LM‐63 o 71/S)
  • scienze economico aziendali (LM‐77 o 84/S)
  • servizio sociale e politiche sociali (LM‐87)
  • programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali (57/S)
  • sociologia e ricerca sociale (LM‐88)
  • sociologia (89/S)
  • scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua (LM‐57 o 65/S)
  • psicologia (LM‐51 o 58/S)
  • giurisprudenza (LMG‐01 o 22/S)
  • teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica (102/S)
  • scienze pedagogiche (LM‐85 o 87/S)

Il bando

Il bando era stato avviato lo scorso 18 aprile sul sito dell’Anpal e nelle prime 6 ore, dalle 10.00 alle 16.00, erano arrivate 3.415 domande. La stessa Anpal chiariva nel documento che sarebbero stati scelti solo 20 candidati per ogni provincia, secondo il criterio del miglior voto di laurea.

Il ruolo dei navigator nei Centri per l’impiego

I navigator saranno chiamati ad assistere gli operatori dei centri per l’impiego (i nuovi assunti saranno 4mila) e dovranno aiutare i cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza nella ricerca di un lavoro, di un’opportunità formativa o di reinserimento professionale.

La polemica fra Anpal e Di Maio

Il processo di selezione che porterà all’assunzione dei 3mila tutor del lavoro oltre che dalle polemiche politiche è stato segnato anche da uno scontro fra il ministro del Lavoro Luigi Di Maio e i dipendenti dell’Anpal che chiedevano la stabilizzare i dipendenti dell’Agenzia prima di assumere i 3mila navigator (allora se ne prevedevano 6mila, poi la cifra è stata dimezzata).

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