A Napoli il popolo del Pride 2019: «Questa città ci ama: le cose stanno cambiando» – Il video

L’attacco di De Magistris: «Questo governo incita all’odio, alla caccia al diverso, tutto questo clima discriminatorio, di rancore e odio»

Si è concluso intorno alle 19.30, sul lungomare di Mergellina, il corteo del Napoli Pride 2019 partito da piazza Dante un paio di ore prima. Le aspettative degli organizzatori erano alte e l’ambizione sulla partecipazione al corteo anche: «Quanta gente c’è? Sarà sempre meno di quanto necessario», dice Carlo Cremona di iKen, uno dei portavoce della manifestazione. In piazza, oggi, c’è «il popolo dei diritti».

«C’è ancora tanto da fare, ma le cose stanno cambiando». Alessia, in testa al corteo, regge lo striscione dell’Associazione Transessuale Napoli. «All’epoca mia, 20 anni fa, venivo picchiata in mezzo alla strada. Oggi possiamo mettere il genere femminile sulla carta d’identità anche senza operazione. E anche con il lavoro va molto meglio. La gente sta cambiando».

L’affondo di De Magistris

Napoli «è da sempre in prima linea nella lotta per i diritti, per le libertà civili», dice all’Ansa il sindaco Luigi de Magistris. Le aggressioni di cui sono vittime le persone della comunità Lgbt «sono un fenomeno che può essere arginato. Serve però una rivoluzione culturale e dei diritti. Questo governo incita all’odio, alla caccia al diverso, tutto questo clima discriminatorio, di rancore e odio, non aiuta per nulla», dice De Magistris.

«Sono aumentate le violenze fasciste contro le persone fragili, le violenze anche per chi lotta per le libertà civili contro ogni forma di discriminazione», dice il sindaco di Napoli. «È evidente che c’è una responsabilità politica e morale anche di chi all’interno di questo Governo alimenta politiche di questo tipo. Questa piazza è completamente antitetica anche al concetto di ‘comunione’ di questo governo. Abbiamo sempre fatto battaglie, anche controcorrente, per i diritti civili, dando anche la cittadinanza a Ruben che ha due mamme, prendendoci denunce da chi rappresenta l’ordine costituito attraverso lo strumento violento della legalità formale».

Il Mediterranean Pride of Naples

È ancora onda arcobaleno, questa volta all’ombra del Vesuvio, nel Pride Month 2019, il mese dei gay pride in cui la comunità LGBTQ+ celebra la propria libertà con cortei in molte città del mondo. Oggi, sabato 22 giugno, è la volta della sesta edizione del Mediterranean Pride of Naples 2019, l’annuale manifestazione organizzata dalle principali associazioni LGBTQ+ del territorio e dal Comune di Napoli.

Da piazza Dante, il corteo è arrivato in via Partenope, all’altezza dell’università Federico II, passando per via Toledo, piazza Trieste e Trento, piazza del Plebiscito, via Cesario Console e via Nazario Sauro. Il party serale si terrà a Edenaldia, il parco giochi più antico d’Europa, simbolo di lotta all’omotransfobia.

«L’apertura dell’Edenlandia alle istanze della persone LGBT+ e alle famiglie omogenitoriali è un segnale importante per la città in un momento storico delicatissimo per la difesa e l’avanzamento dei diritti civili nel nostro Paese e in Europa», dicono gli organizzatori.

Un’immagine del Napoli Gay Pride 2018, 14 luglio 2018. Ansa/Ciro Fusco

«Legittimi diritti»

Lo slogan politico scelto quest’anno è «legittimi diritti»: per rimarcare «il vero problema di sicurezza nel nostro Paese in un momento di manifesta ostilità all’avanzamento dei diritti civili, in Italia e nel mondo».

Il problema, cioè, «di una violenza crescente ai danni delle persone socialmente più fragili: donne, migranti, LGBT, disabili, anziani, che vivono in tutto il Paese, ma soprattutto a Sud, in condizioni di grande marginalità sociale e per questo più esposti a violenze e discriminazioni che spesso purtroppo non riescono a trovare la strada giusta per una pubblica denuncia».

Napoli Pride 2019, piazza del Plebiscito/Angela Gennaro

Quest’edizione del Mediterranean Pride of Naples, spiegano ancora gli organizzatori, è fortemente legata al Roma Pride, con cui la comunità LGBTQ+ italiana ha celebrato il 25esimo anniversario del primo Pride italiano, a Roma nel 1994, e il cinquantesimo anniversario dei moti di Stonewall, «vera e propria pietra angolare dell’identità culturale e politica della comunità LGBT+».

Il tema della sicurezza

Se è vero che nel 2018, in Italia, scrivono ancora gli organizzatori in una nota ufficiale, citando dati del Viminale, «si sono registrati meno delitti (-9,5%), meno omicidi (-14%), meno furti (-8,7%) e meno rapine (-11%), restano drammaticamente alti i numeri relativi alla violenza di genere». Sul totale degli omicidi – infatti – il 37,6% sono femminicidi, di cui il 68,7% consumato in ambito domestico.

«Inoltre, quando ad uccidere sono partner o ex partner, i femminicidi superano l’85% degli omicidi». Dati che però, sottolineano ancora gli organizzatori del Napoli Pride, non permettono di «rilevare con precisione la portata della violenza esercitata dalle famiglie eteronormate contro le persone Lgbtq+».

«È necessario invertire la rotta», concludono. «Siamo convinti che solo l’amore e una cultura di solidarietà, pace ed eguaglianza sociale possono restituire un futuro sereno a un Paese che ha un vitale bisogno di reinvestire sulla felicità dei propri cittadini e delle proprie cittadine».

In copertina Napoli Gay Pride 2019, Piazza del Plebiscito/Angela Gennaro

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