Crisi di governo, evitare l’aumento dell’Iva è quasi impossibile – L’intervista

Open ha chiesto a Filippo Diodovich, economista e analista Ig Italia, quali possibili scenari potrebbero aprirsi per evitare che scattino le clausole di salvaguardia

La crisi di governo nei prossimi giorni arriverà in Parlamento ed è ormai l’ora di fare i conti con il tema su cui, da quando il governo è in bilico, tutti gli analisti avevano puntato il faro. La prossima legge di bilancio e le clausole di salvaguardia da scongiurare, pena l’aumento dell’Iva dall’attuale 22% al 25%.

Per capire se si potrà evitare l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto è necessario analizzare i possibili scenari politico/economici dei prossimi mesi. Open ha chiesto a Filippo Diodovich, economista e analista Ig Italia, chi e come può risolvere il nodo della legge di bilancio e della clausole di salvaguardia.

Si riuscirà a evitare che scattino le clausole di salvaguardia?

«Il problema sarà quale governo avremo. Al momento, con le tempistiche che si prefigurano, è quasi impossibile che ci sia l’insediamento di un governo prima del 15 ottobre quindi prima della predisposizione della legge di bilancio. Si andrà all’esercizio provvisorio, sarà tutto rimandato e sarà molto molto difficile che ci sia la possibilità entro fine dicembre di riuscire ad avere un governo che possa trovare i 23 miliardi che servono per evitare le clausole di salvaguardia. È un momento molto delicato per l’economia italiana».

Cambierebbe qualcosa per la legge di bilancio se ci fosse un governo di transizione?

«Ci sono due possibilità, due tipi di governo. O un governo elettorale o un governo tecnico. Se ci fosse un governo elettorale, quindi dedicato soltanto ad arrivare il prima possibile alle elezioni (che potrebbe avere anche la fiducia di gran parte del Parlamento) non avrebbe a nostro avviso la forza per fare una legge di bilancio. Potrebbe sbrigare solo gli affari correnti. Nascerebbe praticamente soltanto per evitare che l’attuale ministro dell’Interno abbia il controllo della macchina elettorale…»

Che è quello che si auspicano 5 Stelle e Pd…

«E probabilmente anche Mattarella. L’altra soluzione, che è quella che potrebbe portare a una legge di bilancio, o al tentativo di evitare comunque il rialzo dell’Iva, è quella del governo tecnico. Il problema del governo tecnico è che, a nostro avviso, è molto difficile che abbia la fiducia in Parlamento. Inoltre vista la storia passata, c’è lo spetto del governo Monti: questo governo, che potrebbe durare dai sei ai nove mesi, per votare poi nella prossima primavera, potrebbe essere utilizzato dalle forze politiche che non l’hanno sostenuto contro quelle che l’hanno sostenuto».

«Dovrà decidere, tra l’altro, il livello del deficit/Pil da portare alla Commissione europea. Decisione politico/economica molto importante: ci vorrebbe un governo tecnico molto rappresentativo e che potesse contare anche sul voto delle forze politiche che al momento hanno un atteggiamento più rigido nei confronti della Commissione europea. Al momento sembra molto difficile che si riesca a trovare il nome di una persona che possa riuscire a raccogliere questo consenso trasversale. Probabilmente, comunque, nelle consultazioni Mattarella un tentativo lo farà».

Riassumendo quindi le possibilità sono tre: il governo Conte in esercizio provvisorio, oppure il governo elettorale, oppure il governo tecnico. I primi due non avrebbero la forza e il mandato per bloccare l’aumento dell’Iva; il terzo lo potrebbe avere, ma non ha i voti in Parlamento.Quindi è molto difficile che le clausole di salvaguardia vengano bloccate…

«Molto difficile a meno che non si voti il prima possibile, cioè a metà ottobre, e ci sia l’insediamento del governo verso fine novembre. E che questo governo riesca a trovare le coperture e che riesca ad accordarsi con la Commissione. Sarebbe comunque una situazione molto molto delicata».

Anche per i mercati?

«Sì, perché probabilmente la soluzione adottata per risolvere in tempi brevi il nodo sarebbe quello di fare un deficit/Pil molto elevato. Immaginiamo: si va al voto, vince la Lega che fa un’alleanza con Fratelli d’Italia (che sembra lo scenario più probabile secondo i sondaggi) e propongono un deficit vicino al 3%. O appena al di sotto del 3%.

Di Maio, in queste ore parlava di una Lega che voleva proporre un 3,5

«3,5% è molto difficile perché andrebbe contro i vincoli. Già chiedere attorno al 3% sarebbe un’azzardo: sappiamo che l’ultimo era stato proposto a 2,4% e poi ridotto al 2,04%. Già proporre un deficit vicino al 3% sarebbe andare allo scontro. Ma anche con un deficit di quel tipo sarebbe difficile far passare la flat tax, e tutte le manovre care alla Lega: sarebbero proprio al limite».

Non c’è la possibilità che l’Italia chieda una proroga alla data del 15 ottobre?

«La proroga la può anche chiedere, il problema è che le clausole di salvaguardia scattano comunque a fine dicembre. È quello il discorso più problematico: trovare un governo che si insedi a fine novembre, primi di dicembre, e che riesca a fare tutto in poche settimane».

«In una fase delicata anche dal punto di vista dei mercati. Ci si dovrebbe consultare con la Commissione europea…intendiamoci, potrebbe essere anche una strategia politica, quella di avere un confronto molto duro con la Commissione europea in un breve periodo di tempo, forzare un po’ la mano, dicendo: “Vogliamo utilizzare il deficit per evitare l’amento dell’Iva”».

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