Salvini parte per il beach tour? Le “balconiadi” si spostano al mare

Prosegue la campagna elettorale del leader leghista nel Sud Italia, dove però viene accolto anche da striscioni di contestazione

Comizio che vai, striscione che trovi. Tra la Basilicata e la Calabria, regioni protagoniste del tour estivo leghista di campagna elettorale in piena crisi di governo, sono comparsi diversi striscioni di contestazione contro il leader della Lega Matteo Salvini.

L’esponente del Carroccio è stato contestato a Policoro, in Basilicata. Ad “accoglierlo” un gruppo di manifestanti che intonava Bella Ciao e che ha gettato, in segno di protesta, dell’acqua sul volto di Salvini. Ma a dare il “benvenuto” a Salvini son tornati anche gli striscioni di contestazione, sulla scia di quelli delle “balconiadi” di Milano della primavera scorsa.

Ed è così che sugli stendardi esposti appaiono le scritte che rimandano ai trascorsi e agli scandali del Carroccio, dalle parole riservate al Sud ai tempi della Lega Nord, sino allo scandalo dei fondi russi: «Salvini beach party – ingresso: 5 rubli», «Il Sud non dimentica» e «Salvini parla, L’Iva aumenta».

L’incandescente tappa di Soverato

Cancellata invece per motivi logistici non meglio specificati la tappa di Amantea, in provincia di Cosenza. Intanto anche a Soverato sono apparse scritte e striscioni di contestazione contro Salvini: «Soverato non si Lega». E da alcuni balconi han fatto capolino alcune scritte: «L’Umanità al Potere. Mai con Salvini», «Porti aperti», «I 49 milioni vanno bene anche in rubli» e anche «Non puzzo più?», firmato: «Una terrona».

Ma la protesta è andata avanti pacificamente anche sul lido di Soverato, dove alcuni ragazzi han portato in spiaggia lo striscione: «Salvini vattene! Non siamo al Papeete beach!».

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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