Chef Rubio, nessuna critica contro i lampedusani, ma «un invito a svegliarsi contro la malavita»

Nei giorni scorsi lo chef è andato a Lampedusa insieme a Richard Gere e ha fatto visita alla nave della Ong spagnola Open Arms

Non solo l’isola dei pescatori dal cuore immenso, ma anche quella del traffico di stupefacenti nelle mani della mafia. La denuncia arriva da Chef Rubio, che nei giorni scorsi è andato a Lampedusa insieme all’attore Richard Gere e ha fatto visita alla nave Open Arms.

La nave della Ong spagnola, con a bordo 147 persone salvate nel Mediterraneo centrale, è in mare da 15 giorni e attualmente si trova a pochi metri dal porto di Lampedusa, in attesa del permesso per attraccare.

Lo chef ha servito pasti sul ponte della nave, ha parlato con la gente, si è congratulato con l’equipaggio e, come scrive lui stesso su Instagram, «poco altro».

Oltre a porre l’accento su «la gente di mare che rispetta il prossimo e l’ambiente, gli attivisti e la resistenza, le donne e uomini coraggiosi», Rubio ha anche ricordato che Lampedusa è «l’isola della cocaina, della mafia e della camorra, dell’abusivismo edilizio e del nero, dei razzisti e dei parassiti, dei radar e dei tumori, del lager nella fossa e dell’indifferenza».

Per Rubio, che da anni si esprime su temi sociali, «Lampedusa è un mondo nel mondo che si rivela in pochissimo tempo, ma di un tappeto non si possono guardare solo le magnifiche trame, bisogna alzarlo e vedere quanta polvere è stata nascosta sotto negli anni».

Al post dello chef hanno però reagito alcuni lampedusani, secondo i quali Rubio si era espresso senza conoscere nei dettagli la realtà dell’isola siciliana.

«Razzisti? È vero siamo molto razzisti, ma caro la droga a Lampedusa? Ahahaha rido.. a Lampedusa è tanto che arriva il cibo e deve arrivare la droga? In una settimana hai visto cose che a Lampedusa non sono mai esistite e mai esisteranno», scrive per esempio Rossella Mannino, e aggiunge, «non ci importa di 4 cretini che scrivono senza conoscere la nostra bellissima isola».

La risposta di Chef Rubio

Chef Rubio, travolto dalle critiche dei lampedusani, non ci sta e, in un’intervista all’Adnkronos, precisa: «Il mio primo post era una critica ai turisti che vengono per spendere soldi per le case abusive, era uno ‘Svegliatevi’, non era una critica al lampedusano. Se mi incazzo è perché ho conosciuto persone per bene. Esiste anche la micro criminalità, con persone che combattono e hanno paura». 

«Il mio voleva essere un gesto di affetto per Lampedusa. In due settimane ho conosciuto persone bellissime, ma nel mio post su Instagram ho voluto anche ricordare i lati meno positivi dell’isola. E se mi incazzo è proprio per invitare i lampedusani a svegliarsi», precisa Rubio. 

«Se una persona da fuori – continua lo chef – ti fa notare che ci sono anche defezioni, ti devi arrabbiare con te stesso, con le istituzioni che non hanno mai fatto un piano regolatore ad esempio, persone che hanno case abusive, o gente che fa ha fatto scempio di un’isola bellissima e non possono arrabbiarsi con chi fa notare queste cose». 

E, nonostante abbia ricevuto minacce a causa della sua presenza sull’isola in supporto dei migranti, Rubio annuncia: «Tornerò a Lampedusa, ci sono molte persone che mi aspettano. Appena potrò tornerò sull’isola. Se ci sono persone che si sono sentite scottate per quello che ho detto, forse non hanno avuto il coraggio di rivedere le proprie posizioni».

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