Università, nella classifica mondiale l’Italia si aggiudica tre posti tra le prime 200

Sant’Anna, la Normale di Pisa e l’Università di Bologna sono salite qualche punto in classifica rispetto al 2019, ma l’Italia tutta stenta a migliorare

Tre università italiane nelle migliori duecento del mondo secondo la classifica del Times Higher Education, una delle più autorevoli. Ma per trovarle, nella graduatoria, bisogna guardare al 149esimo posto (Scuola Superiore di Sant’Anna), al 152esimo (Scuola Normale Superiore di Pisa) e al 168esimo (l’Università di Bologna).

Per trovare alcune tra le principali università del Sud d’Italia bisogna andare ancora più in giù: come l’Università Federico II di Napoli, che si è classificata oltre al 351esimo posto, o come l’Università Aldo Moro di Bari (dopo il 400esimo). Meglio le università di Padova – tra 200esimo e 250esimo – di Milano e di Trento (entro le prime 350).

Inoltre, per quanto ci siano stati dei miglioramenti, si tratta di piccoli miglioramenti rispetto all’anno precedente: 4 posti guadagnati da Sant’Anna, 9 per la Normale di Pisa e 12 per Bologna. Peggioramento – di circa 50 posti – invece per la Federico II e per l’università di Trento. Sostanzialmente stazionaria invece Bari.

La classifica mondiale

Al primo posto si conferma per il quarto anno di seguito l’Università di Oxford, nel Regno Unito. Seguono: Caltech (California Institute of Technology), l’Università di Cambridge nel Regno Unito, sei università americane – l’Università di Stanford in California, Massachusetts Institute of Technology (Mit), l’università di Princeton, Harvard, Yale e l’Università di Chicago – e al decimo posto, Imperial College London.

Predominio del Regno Unito ma soprattutto degli Stati Uniti che si aggiudica ben 60 sui 200 posti in classifica, mentre continuano a salire nelle graduatorie le università asiatiche (sono due le università cinesi nelle prime 25: l’Università di Pechino al 24esimo e l’Università di Tsinghua al 23esimo). Per trovare un ateneo francese bisogna scendere al 45esimo posto (la Sorbona è all’80esimo), mentre l’Università pubblica di Monaco di Baviera si classifica al 32esimo posto. Sono otto le università tedesche nelle prime 100 e, secondo gli autori del rapporto, sono destinate a crescere e, potenzialmente, anche a superare quelle britanniche.

I criteri

Ricerca (numero di pubblicazioni, reputazione, citazioni ecc.), insegnamento (reputazione, numero di studenti ecc.), “trasferimento di conoscenze” (rapporti con l’industria), internazionalizzazione (proporzione di studenti dall’estero, di docenti stranieri, di collaborazioni internazionali). Sono questi alcuni dei principali criteri utilizzati per valutare il rendimento di circa 1,400 atenei nel mondo.

La graduatoria non è inattaccabile. C’è chi contesta alla rivista specializzata nella valutazione dei sistemi universitari una copertura globale inadeguata – dopotutto non tutti gli atenei forniscono, dispongono o permettono la raccolta dello stesso tipo di informazioni – e, inoltre, chi l’accusa di valutare le università secondo criteri che poco si avvicinano alla reale esperienza didattica.

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