E all’improvviso arriva l’intesa sulla Brexit al vertice Ue. Juncker: «Fumata bianca!»

Trovato finalmente l’accordo per l’uscita dall’Unione europea

La notizia l’ha voluta dare lui, l’uomo che guidava la commissione Ue da meno di due anni quando fu votato dagli elettori britannici il “Leave”, cioè la Brexit. Tra poche settimane Jean Claude Juncker passerà i poteri a Ursula Von der Leyen, e stamattina suggella il suo quinquennio con il fatale annuncio: “Fumata bianca!”.

«È un accordo bilanciato e equo, e sia l’Europa sia il Regno Unito vedono coronato il loro impegno a trovare soluzioni. Ora i capi di stato e di governo devono subito approvarlo, glielo raccomando caldamente».

«Dove c’è una volontà, c’è un accordo», scrive Juncker, pubblicando su twitter il testo inviato a Donald Tusk. Nella lettera il presidente della Commissione specifica di aver lavorato per elaborare delle condizioni per rendere la situazione dell’Irlanda e dell’Irlanda del nord soddisfacente per entrambe le parti.

«It’s a Great New Deal! – ha commentato Boris Johnson – ora il parlamento lo deve approvare entro sabato, e il 31 la Brexit sarà realtà, come mi ero impegnato a ottenere».

L’approvazione dell’accordo al Parlamento inglese però è tutt’altro che scontato. Poche ore prima del tweet di Juncker era arrivata la gelata dagli unionisti dell’Irlanda del Nord del Dup, che avevano affermato che i suoi 12 parlamentari non avrebbero votato l’accordo proposto Johnson. Il Parlamento inglese aveva già bocciato per tre volte il deal a cui era arrivata Theresa May: è ancora troppo presto per Johnson per esultare.

«Non possiamo supportare quanto proposto in termine di dazi doganali», aveva scritto il DUP in una nota pubblicata su Twitter, «continueremo a lavorare con il governo per arrivare a un patto ragionevole che funzioni per l’Irlanda del Nord e protegga l’integrità economica e costituzionale del Regno Unito».


L’ipotesi sembrava infatti quella di creare un confine via mare tra la Gran Bretagna e l’Irlanda per evitare di installare una frontiera fisica. Questo finirebbe però per lasciare l’Irlanda del Nord nell’unione doganale della Ue. «Vogliamo un patto, ma deve essere un patto che rispetti l’integrità economica e istituzionale del Regno Unito», aveva affermato la leader Dup Arlene Foster «Che significa tutto il Regno Unito, compresa l’Irlanda del Nord».

I voti dei dodici deputati nel partito conservatore e protestante sono fondamentali perché l’eventuale accordo con l’UE venga approvato alla Camera dei Comuni.

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