Di Maio fa i conti con la sconfitta: «Il M5s nasce come terza via e deve continuare a esserlo»

Per il leader del M5s sono due le strade da percorrere dopo il voto in Umbria: chiudere alle alleanze con altri partiti e “raccontare” meglio la manovra

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha commentato sulla sua pagina Facebook i risultati delle elezioni in Umbria e, dunque, della vittoria schiacciante della coalizione di centro-destra.

«Voglio iniziare questo post facendo i complimenti a Donatella Tesei, neo presidente della regione Umbria. Grazie anche a Vincenzo Bianconi per aver dato il massimo», dice Di Maio nel post sul social. Poi, come aveva già fatto nell’intervista a Sky, prende le distanze dal Pd: «Il voto in Umbria certifica che quest’esperimento non ha funzionato. Ci abbiamo provato perché era troppo tempo che si sosteneva che andando insieme avremmo rappresentanto un’alternativa, ma è emerso un dato di fatto: che allo stesso modo, sia che stiamo con il Pd che con la Lega al Governo, il MoVimento perde consenso».

Per il leader grillino il M5s ha sbagliato ad allontanarsi troppo dalle origini: «Il Movimento ha sempre rivendicato il suo ruolo di movimento post ideologico, provando ad oltranza a far capire che non esistono idee di destra o di sinistra, bensì solo idee valide o meno valide. E per me si deve continuare a oltranza a far passare questo concetto. Siamo la terza via, che va oltre la destra e la sinistra. E questa diversità dobbiamo rimarcarla di più: da sempre rappresenta il nostro punto di forza».

Il capo politico non ha dubbi: «Adesso abbiamo la certezza che le alleanze con altre forze politiche non rappresentano la soluzione».

Le conseguenze sul governo

Secondo Di Maio il voto in Umbria lancia anche un messaggio al governo: «Credo anche che dobbiamo dare maggiore chiarezza sulla legge di bilancio. Più ascolto le persone più capisco che il governo deve agire con una voce univoca che non crei dubbi e perplessità tra la gente. E per fare questo vanno chiarite il prima possibile tutte le misure in manovra. Così da evitare fraintendimenti o strumentalizzazioni».

Per il leader grillino serve anche un programma di governo più dettagliato «che ci permetta di indicare le cose da fare e che implicitamente contenga anche quelle che non vanno mai fatte».

E non manca in questo senso la frecciatina al Pd e a Italia viva che hanno messo in discussione la riforma delle pensioni targata Lega: «Penso ad esempio a Quota 100. Come ho avuto modo di ribadire nei giorni scorsi questa misura rimarrà intatta. Ma in svariate circostanze è stata messa in discussione, generando confusione anche tra la gente. Se avessimo avuto un contratto di governo, ció che non c’era scritto non si sarebbe potuto neanche ipotizzare e quindi alcune incomprensioni magari non si sarebbero nemmeno verificate».

Già nell’intervista a Sky Di Maio aveva detto che secondo lui il governo giallo-rosso non ne esce indebolito. «Al Governo siamo una squadra e si vince e si perde insieme. Sto lavorando affinché questo governo porti a casa il programma nei prossimi tre anni, e poi si faccia valutare dagli italiani. Il voto arriverà e sarà il momento in cui valutare se abbiamo fatto bene o male».

«Questo governo è nato quest’estate – ha aggiunto Di Maio – e ha mantenuto la promessa sul taglio dei parlamentari e la promessa di evitare l’aumento dell’Iva, ha approvato misure che nei prossimi mesi daranno frutti e miglioreranno la vita degli italiani, ma ora sul programma ci possono essere delle migliorie».

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