Commissione Banche: slitta ancora l’elezione del presidente. Ma Lannutti non cede: «Di Maio mi ha detto “Vai avanti”»

Il senatore, che finì nell’occhio del ciclone per un tweet antisemita, non avrà i voti di Pd e Italia Viva. Sarà eletto in una riedizione della maggioranza gialloverde?

È e resta il candidato del Movimento 5 Stelle alla guida della Commissione banche, nomina inizialmente prevista per giovedì prossimo che però è slittata a data da destinarsi. Un’impasse che rallenta ancora una volta l’insediamento della commissione voluta dal M5s, ma che ora proprio i grillini con la candidatura di Lannutti rischiano di ostacolare.

Poco più di un anno fa, Elio Lannutti, senatore eletto nelle file dei pentastellati, era finito nell’occhio del ciclone per aver pubblicato un tweet condividendo un articolo dal titolo “Le tredici famiglie che comandano il mondo”, citando il piano di controllo globale dei Savi di Sion (falso documento antisemita dei primi del Novecento, ndr) e scrivendo, a proposito della famiglia Rothschild, che si tratta della «dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale».

Oltre gli innumerevoli attacchi sui social e alla presa di distanze dei vertici del Movimento “l’iniziativa” gli era costata l’apertura di un fascicolo dalla procura di Roma per il reato di diffamazione aggravata dall’odio razziale. Oggi la sua candidatura alla presidenza della Commissione, che dovrà valutare la correttezza delle procedure di salvataggio degli istituto di credito, torna a creare polemiche. Per Fiano (Pd), Lannutti capo della Commissione banche è «problema non superabile».

Ma il senatore, intervistato dal quotidiano La Stampa, non arretra di un passo: «Io non mi sfilo da un bel niente. E nessuno mi ha chiesto un passo indietro», dichiara Ilario Lombardo. Il capo politico del Movimento Luigi Di Maio, pur rispettando la decisione dei suoi (i 13 componenti M5S della commissione, 7 senatori e 6 deputati, hanno votato unanimemente per Lannutti lo scorso 4 dicembre), aveva commentato molto freddamente la candidatura: «Dipende dagli accordi di maggioranza…».

«Io non mi volevo candidare – spiega il senatore – e, fino a quando è stato possibile, ho tifato per Gianluigi Paragone. È stato il gruppo a volermi. E Di Maio nell’ultima assemblea, a mia precisa domanda ha risposto: “vai avanti”». E a proposito del suo tweet considerato antisemita, dice la sua: «Mi sono scusato il giorno dopo. Ora basta. Ho pronte le denunce contro chi mi accusa di essere antisemita. Forse mi attaccano per paura. Perché io so. Sono la memoria storica di tutti i crac bancari: dal 2001 al 2018 ce ne sono stati per 98 miliardi di euro e 1,6 milioni di risparmiatori. Ho scritto un libro che si chiama “Morte dei Paschi”. La prefazione è di Di Maio. Lo ha presentato lui alla Camera. Sa bene chi sono».

Il via alla presidenza della Commissione banche potrebbe arrivare anche attraverso il soccorso della Lega, in una riedizione della maggioranza che sosteneva il governo Conte 1. Salvini ha detto che la Lega lo voterà. Pd e Italia Viva invece alzano le barricate. «Se Pd e Renzi non mi voteranno – attacca Lannutti – saranno loro a spaccare la maggioranza. Se ne assumeranno le responsabilità».

Il senatore del M5S ha fatto della guerra a Bankitalia la sua missione ed è l’autore di un libro chiamato “Banda d’Italia”. Una posizione che oggi potrebbe far gioco al Movimento per marcare le differenze dagli alleati di governo sulla questione del salvataggio della PopBari. Su Bankitalia Lannutti spiega: «Voglio tranquillizzarlo. Non deve avere paura, se non ha nulla da nascondere. Se ci sono stati tutti questi fallimenti, qualche responsabilità ci sarà o no? Guardo all’attualità: la nomina di Antonio Blandini a commissario della Popolare di Bari. È lo stesso commissario della Banca Tercas il cui salvataggio fu imposto alla Pop Bari. C’è un approccio un po’ troppo fideistisco su Bankitalia».

Sul decreto del governo per la Banca Popolare di Bari il senatore però sembra non voler andare allo scontro: «La Banca pubblica degli investimenti, con un occhio al Sud, è nel programma. E servirà ad aiutare un territorio depredato anche dalle politiche dirigisti che di Bankitalia che ha permesso la colonizzazione dei grandi gruppi».

Slitta l’elezione del presidente della Commissione Banche

Slitta intanto, come detto, la seduta della commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche in calendario per giovedì alle 9. All’ordine del giorno della riunione era prevista l’elezione del presidente, del vicepresidente e dei segretari. «La conferenza capigruppo del Senato ha convenuto di rinviare ad altra data, previa intesa con la Camera, la votazione per la costituzione delle commissioni sulle banche e su Forteto», ha annunciato il vicepresidente di Palazzo Madama Roberto Calderoli in Aula al Senato.

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