Coronavirus, salgono a 454 i casi sulla nave da crociera in Giappone (forse anche un italiano)

Nelle ultime ore sono stati registrati 99 nuovi casi di contagio

Almeno quattordici cittadini statunitensi, degli oltre 300 evacuati in Giappone dalla nave da crociera Diamond Princess, sono risultati positivi al Coronavirus, secondo quanto comunicato in una nota congiunta del Dipartimento di Stato e quello della Sanità Usa. Tra questi ci sarebbe anche un cittadino italiano, l’ipotesi è stata riportata da Stefano Verrecchia, capo dell’Unita di crisi della Farnesina.

L’italiano è stato rimpatriato insieme ai cittadini statunitensi perché è residente negli Usa e sposato con una donna americana. In un primo momento, la Bbc aveva parlato di 40 americani evacuati risultati positivi, ma al momento le autorità hanno confermato 14 casi.

Intanto sono saliti a 454 i casi di contagio sulla nave Diamond Princess. Nelle ultime ore sono stati registrati 99 nuovi casi di contagio. Lo riferiscono i media giapponesi, citando le ultime cifre del ministero della Salute.

Il Giappone, nel frattempo, ha deciso di cancellare le celebrazioni per il 60esimo compleanno del nuovo imperatore Naruhito, previste nel corso del fine settimana. Non succedeva dal 1996. In Giappone il numero di persone contagiate è salito a 61, oltre alle persone contagiate sulle nave.

Le modalità di rimpatrio degli italiani a bordo, di cui nessuno al momento è risultato positivo, verranno decise oggi, 17 febbraio, durante un vertice speciale. Per il rientro in Italia probabilmente verrà organizzato un volo, a cui seguiranno due settimane in quarantena per i 35 connazionali.

Contagi in Cina

Superano i 70mila le persone contagiate da coronavirus nel mondo, per lo più in Cina. I morti, secondo i dati della Johns Hopkins University, sono saliti a 1775. Nella giornata di ieri sono stati registrati 1.933 nuovi casi di contagio e oltre 100 morti nella provincia di Hubei.

La Cina ora potrebbe decidere di rinviare il Congresso nazionale del popolo, la sessione parlamentare annuale. Sempre in Cina è stato chiesto a 60 milioni di persone di non uscire di casa, è stato vietato di usare l’auto: resteranno chiusi quasi tutti gli esercizi commerciali, soltanto una persona per nucleo familiare potrà uscire, sotto sorveglianza, ogni tre giorni per comprare beni di prima necessità.

La polizia di Pechino sta effettuando milioni di telefonate per ricostruire gli spostamenti dei suoi cittadini. Intanto stanno crescendo le polemiche per la rivelazione di una rivista di Pechino secondo cui Xi Jinping era a conoscenza dai primi di gennaio dell’emergenza virus.

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