«Rimuovere il blocco dei voli»: la ricetta della “SuperFarnesina” di Luigi Di Maio – Il video

Credito alle imprese, iniziative per la Pmi, rimborsi e moratoria sui contributi all’Ice: ecco la ricetta del ministero degli Esteri per una (prima) risposta alla crisi economica

Italian pride in risposta alla confusione, al caos e alle accuse di inattività al governo. E anche, perché no, agli sfottò dei vicini francesi. A rispolverare l’orgoglio italiano in tempi di coronavirus ci pensa oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, alla presentazione del piano per il made in Italy. Cominciando dalle affermazioni di principio e dall’elenco di quanto l’Italia dice di non accettare: a cominciare dal blocco dei voli – e degli italiani – in giro per il mondo.

La Farnesina «è attiva da diversi giorni per chiedere a chi ha bloccato i voli per l’Italia di rimuovere il blocco in toto, perché non ha senso», dice Di Maio nel suo intervento al tavolo straordinario sull’export con i rappresentanti delle imprese italiane. «Posso capire le zone rosse messe sotto attenzione» per il coronavirus, «ma dire che si chiude da e per l’Italia è inaccettabile».

Preoccupano poi, spiega ancora il capo della Farnesina, i blocchi alle merci, «inaccettabili» come anche il fatto di «avere Paesi che in queste ore stanno chiedendo dei bollini di garanzia sulle merci italiane». L’Italia «è un Paese che merita ed esige rispetto, così come ogni singolo italiano», aveva già rivendicato Di Maio in un’intervista a La Stampa pubblicata stamane.

Come? «È impossibile affrontare una situazione straordinaria con regole ordinarie», dice nel pomeriggio l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle. «Quindi noi come Farnesina proporremo nel prossimo decreto legge un pacchetto di semplificazione» per snellire le procedure.

La risposta del Mae all’emergenza

È l’emergenza coronavirus a richiederlo. Ma è anche l’effetto di quella che è stata chiamata la SuperFarnesina: il Mae nell’era Di Maio, che ha inglobato le competenze sull’internazionalizzazione, fino a poco tempo fa appannaggio del ministero dello Sviluppo Economico. Quello stesso dicastero da cui Di Maio è passato prima di approdare alla Farnesina.

Una trasformazione ottenuta grazie al decreto legge del governo del 21 settembre 2019, n. 104, «ritenuto necessario e urgente attribuire al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale le competenze in materia di definizione delle politiche commerciali e promozionali con l’estero e di sviluppo dell’internazionalizzazione del sistema Paese, al fine di conferire una visione unitaria della promozione dell’interesse nazionale all’estero».

ANSA/Ettore Ferrari | Il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, durante la presentazione del Piano Straordinario 2020 per la promozione del Made in Italy, Roma, 3 marzo 2020

Insomma: Di Maio, passando da un ministero all’altro, dal governo Conte I al Conte II, si è portato dietro anche il lavoro. Secondo una stima del Sole 24 Ore, il passaggio di deleghe porta alla Farnesina 140 milioni di fondi straordinari del piano made in Italy, 17-18 milioni di fondi ordinari e 11 milioni di campagna straordinaria di promozione.

E poi ci sono 50 milioni del piano export Sud e l’Ice (l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, l’organismo attraverso cui il Governo favorisce il consolidamento e lo sviluppo economico-commerciale delle imprese italiane sui mercati esteri) finanziata con circa 75 milioni con le sue 430 persone in Italia e 400 all’estero.

Il decreto dirime di fatto una lotta di potere tra i due dicasteri che durava da tempo, e rappresenta una mossa, si nota, ben vista da Confindustria. «La politica estera italiana inizi a fare proprio un grande obiettivo: far crescere l’export del Paese», aveva commentato il presidente degli industriali Vincenzo Boccia. Non l’unico obiettivo, si obietterà.

I fondi sul tavolo

L’epidemia di coronavirus è «una crisi sanitaria, ma anche una crisi potenzialmente economica. In questo momento di difficoltà dobbiamo farne una opportunità per le nostre imprese e i nostri lavoratori», ragiona Di Maio oggi. «Non è escluso che nei prossimi giorni potremmo affrontare una situazione economica ancora più difficile per l’interscambio».

Luigi Di Maio mette sul piatto 716 milioni di euro per affrontare l’emergenza. «In tutto abbiamo oggi qui a disposizione risorse per 716 milioni di euro. Posso assicurarvi che vogliamo spendere al meglio», dice il ministro. «Tra i modi in cui saranno spesi ci sarà il credito alle imprese ed una campagna straordinaria di comunicazione, oltre a tutte le informazioni per l’internazionalizzazione».

Non solo: le piccole e medie imprese «saranno rimborsate al 100% per le mancate fiere» e per loro, fino al 2021 «ci sarà uno stop del contributo all’Ice». E annuncia, dal primo aprile, «servizi gratis per le imprese fino a 100 dipendenti».

Tensioni nella maggioranza

Sul commercio estero si sta giocando anche una delle tante battaglie all’interno della maggioranza, con Italia Viva a un passo dallo strappo bloccata solo dall’emergenza coronavirus che ha catalizzato attenzione, risorse e opportunità d’azione.

Il protagonista in questo caso è il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto, in rotta con il suo ministro ancor più da quando Di Maio ha distribuito le deleghe. Scalfarotto, in quota Italia Viva, puntava a quella strategica del commercio estero: delega che invece Di Maio ha tenuto per sé. Le dimissioni del sottosegretario restano però congelate per volere del leader, Matteo Renzi, per non opportunità in tempi di crisi epidemica.

In copertina ANSA/Ettore Ferrari | Il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, a destra, con il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, durante la presentazione del Piano Straordinario 2020 per la promozione del Made in Italy, Roma, 3 marzo 2020

In copertina Video Facebook/Luigi Di Maio

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