Coronavirus, calo drastico dell’inquinamento nel nord Italia dopo lo stop nazionale

Lo stesso caso è stato registrato anche in Cina, dove i divieti di viaggio e le quarantene hanno favorito la riduzione dello smog

L’Agenzia spaziale europea (Esa) ha buone notizie: si sta assistendo a un sensibile calo delle emissioni di biossido di azoto, un gas nocivo emesso da centrali elettriche, automobili e fabbriche, nella regione della pianura Padana nell’Italia settentrionale. La pandemia da Coronavirus e le conseguenti misure di contenimento sembra giovino all’ambiente.


L’inquinamento sta diminuendo e questo è da ricondurre, in buona parte, al blocco nazionale voluto dal governo di tutte le attività commerciali e quindi della conseguente diminuzione del traffico stradale. Lo stesso caso è stato registrato anche in Cina, dove i divieti di viaggio e le quarantene hanno favorito la riduzione dello smog: il centro finlandese per la ricerca sull’energia e l’aria pulita afferma che le emissioni di CO2 sono diminuite di un quarto, ovvero circa 200 milioni di tonnellate.

I ricercatori che studiano l’impatto delle emissioni dell’industria e dei trasporti sui cambiamenti climatici e sulla salute umana stanno provando a comprendere le possibili implicazioni della pandemia mentre le economie rallentano, i voli vengono interrotti e le persone vengono messe in quarantena.

«Anche se potrebbero esserci lievi variazioni nei dati dovute alla copertura nuvolosa e al cambiamento meteorologico, siamo molto fiduciosi che la riduzione delle emissioni che possiamo vedere coincida con il blocco in Italia che causa meno traffico anche per via dello stop alle attività industriali». La dichiarazione è di Claus Zehner, che gestisce la missione del satellite Copernicus Sentinel-5P dell’agenzia. Finora l’Italia è il Paese più colpito dal virus in tutta Europa.

Il parere degli esperti

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