Coronavirus, l’appello di Beppe Sala: «Dobbiamo resistere. Il crollo di Milano sarebbe un disastro per il sistema sanitario» – Il video

Il primo cittadino del capoluogo lombardo: «È una lunga maratona e non uno sprint e vorrei oggi ringraziare i milanesi che stanno facendo la loro parte, che si stanno comportando bene, a parte alcune eccezioni di comportamenti inaccettabili»

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, in un video sui suoi canali social, si è rivolto alla cittadinanza con un appello nel momento più difficile dell’emergenza Coronavirus, quando il timore per l’espandersi del contagio nel capoluogo lombardo sembra oggi il pericolo più grande: «Oggi noi siamo chiamati a fare questo, a resistere – ha detto Sala -. Resistere perché Milano ancora non è stata toccata dalla diffusione del virus come altre città lombarde e non lo può essere, per la nostra salute, per i nostri cari, ma anche perché immaginate il crollo di una città da 1,4 milioni di abitanti cosa produrrebbe sul sistema sanitario, sarebbe un disastro».


«Lo abbiamo capito – ha aggiunto il primo cittadino – che è una lunga maratona e non uno sprint e vorrei oggi ringraziare i milanesi che stanno facendo la loro parte, che si stanno comportando bene, a parte alcune eccezioni di comportamenti inaccettabili. Ma nella stragrande maggioranza grazie per quello che state facendo, con disagio, con fatica. – ha concluso – Cari e care milanesi abbiamo vissuto degli anni d’oro, io per consolarmi ogni tanto ritorno con il pensiero all’Expo. Ora siamo in un momento di difficoltà, ma le difficoltà vanno affrontate con coraggio».

Poi Sala è entrato nel dettaglio delle misure: «I supermercati devono rimanere aperti e sto facendo la mia parte, facendomi sentire dal governo perché trovo profondamente sbagliato che i supermercati chiudano la domenica. Io capisco – ha aggiunto – le loro difficoltà, ma più si riducono gli orari e più le code aumentano e questo non va bene».

Intanto Sergio Cattaneo, primario di cardiorianimazione degli Spedali Civili di Brescia lancia l’allarme: «Le terapie intensive della Lombardia non hanno più posti. Il mio appello alle istituzioni è: chiudere tutto. Non si può continuare a far circolare le persone». Pensiero condiviso anche da Paolo Terragnoli, primario del pronto soccorso della Clinica Poliambulanza. «Aumentano sempre più i giovani contagiati. È finito il momento di uscire, bisogna stare a casa e va chiuso tutto».

Il parere degli esperti:

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