Le nuove regole per viaggiare in aereo con la Fase 3: bagaglio a mano solo in stiva (ma senza costi aggiuntivi), modulo di autodichiarazione obbligatorio

In cabina i bagagli a mano potranno essere caricati solo nel caso in cui la compagnia preveda il distanziamento sociale a bordo. Opzione per il momento evitata da tutte le società, che puntano a riempire i voli dopo tre lunghi mesi di stop

Cambiano le regole per chi viaggia in aereo con la Fase 3 dell’emergenza Coronavirus. Con il Dpcm dell’11 giugno firmato da Giuseppe Conte, si torna ad una “nuova normalità” anche su questo fronte. Nella Fase 3 sono ripartiti i voli nazionali dal 15 giugno e, gradualmente, riprenderanno anche quelli internazionali, a seconda delle regole dei vari paesi. Con qualche differenza rispetto a prima. A cominciare dai bagagli a mano ingombranti, vietati in cabina.


Le nuove regole: niente distanziamento sugli aerei

Stando a uno degli allegati tecnici del Decreto del presidente del Consiglio pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il governo avrebbe rimosso l’obbligo di distanziamento fisico sui velivoli. I passeggeri saranno obbligati a indossare le mascherine (da cambiare ogni quattro ore) e presentare un’autocerficazione in fase di check-in online, comunque prima dell’imbarco, nella quale dichiarare di non aver avuto contatti con persone risultate positive al Coronavirus. I passeggeri inoltre non dovranno avere una temperatura corporea superiore a 37,5.

Il documento, che segue le linee guida dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), permette una deroga alla regola nei casi in cui l’aria sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi devono essere verticali e devono essere usati filtri Hepa, i dispositivi già in uso nelle sale operatorie degli ospedali che riescono a bloccare la quasi totalità dei microbi presenti nell’aria (il 99,97%).

Spunta il divieto per i trolley

Ma ci sono altre novità. Dal 15 giugno, chi viaggerà in aereo non potrà portare a bordo bagagli a mano di grandi dimensioni, «al fine di limitare al massimo i movimenti nello stesso aeromobile». L’obiettivo sarebbe quello di evitare eccessivi contatti tra i passeggeri, nel caso in cui si voglia recuperare qualcosa dal bagaglio.

La decisione comunicata da Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, su disposizione del ministero della Salute ha scatenato non pochi malumori tra i passeggeri, che già temevano una sorta di tassa occulta sui primi viaggi estivi, considerando che quasi tutte le compagnie aeree permettono di viaggiare con il bagaglio in stiva pagando un extra sul costo del biglietto. In una nota però l’Enac ha chiarito che «nessun costo aggiuntivo può essere richiesto dalle compagnie aeree al passeggero per l’imbarco del bagaglio in stiva»

Il divieto delle cappelliere

L’utilizzo delle cappelliere è vietato non per motivi legati alla difficile sanificazione dei bagagli da imbarcare, quanto piuttosto al rischio che si formino – come sempre accade in quelle circostanze – degli assembramenti durante la fase di imbarco: decine di passeggeri in piedi per diversi minuti che cercano di infilare borse e borsoni sulla testa di altri passeggeri. Resta la possibilità di utilizzare lo spazio sotto il sedile anteriore al passeggero per depositare un piccolo bagaglio.

L’autocertificazione: un altro punto di domanda

Chi viaggerà in aereo dovrà comunque produrre un’autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da Coronavirus (almeno due giorni prima e fino a 14 giorni dopo che sviluppassero dei sintomi). Nel caso il passeggero dovesse sviluppare dei sintomi una volta arrivato a destinazione, sarà comunque tenuto a comunicarlo alla compagnia aerea e all’autorità sanitaria competente entro otto giorni.

Il modulo di autodichiarazione per i viaggi in aereo

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