«Io e il mio fidanzato inseguiti, insultati e aggrediti per un bacio. Un inferno, ci hanno chiamati “fr*ci di merda”» – L’intervista

Ennesimo caso di omofobia, stavolta a Padova. I protagonisti, loro malgrado, sono Marlon e Mattias, vittime di un pestaggio nel cuore della città. «Basta, è davvero agghiacciante. Serve una legge contro l’omotransfobia» dicono i due ragazzi in un’intervista a Open

«Stavamo passeggiando mano nella mano, a Padova, quando siamo stati aggrediti da quattro ragazzi e due ragazze. Prima ci hanno presi in giro, poi siamo stati aggrediti, presi a calci e pugni, ci hanno buttati per terra. Insomma, si è scatenato l’inferno. Tutto per colpa di un bacio che ci siamo scambiati io e il mio fidanzato».


A parlare a Open è Marlon Landolfo, 21 anni, che – nella notte tra il 18 e il 19 settembre – si trovava mano nella mano in giro per la città di Padova, con il suo ragazzo, Mattias Zouta di 26. «Gli aggressori erano anche molesti, uno ha provato anche a toccarmi. Poi è intervenuto un nostro amico a cui hanno rotto una bottiglia di vetro in testa. Il risultato? Cinque punti di sutura e 10 giorni di prognosi» aggiunge.

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Gli insulti e il pestaggio

Il suo ragazzo, invece, è stato «morso sulla guancia sinistra». «Quando ho provato a difenderlo, sono stato buttato per terra. Mi hanno detto “fr*cio di merda”, uno di loro si è messo sopra la mia caviglia sinistra. Faccio ancora fatica a muovermi. Era tutto surreale. Come possono succedere queste cose nel 2020?».

«Insomma, non viene accettato il fatto che io dia un bacio al mio ragazzo. È davvero agghiacciante. Ora vogliamo dire basta, per questo abbiamo necessità che venga approvato il ddl Zan sull’omotransfobia». E a tal proposito, il deputato Alessandro Zan li ha ringraziati pubblicamente per il coraggio che hanno avuto di denunciare il fatto pubblicamente. Il “papà” della legge contro l’omofobia li ha anche chiamati.

È caccia al branco

Nel video-denuncia, pubblicato sui social, Marlon e Mattias hanno ricordato Willy Monteiro Duarte, pestato a morte dal branco per aver difeso un amico a Colleferro: «Il nostro pensiero va a lui, ucciso da una mascolinità tossica e da questi comportamenti menefreghisti di fronte alla collettività e alla diversità». Gli inquirenti, adesso, sono a caccia del branco: ad incastrare i sei ragazzi potrebbero essere le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Foto in copertina da FACEBOOK

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