Coronavirus, Trump ci ricasca: «È meno letale dell’influenza». E Facebook rimuove il post

Il presidente statunitense sui social: «Ogni anno l’influenza fa anche 100 mila morti, non per questo chiudiamo il Paese»

Donald Trump torna a paragonare il Coronavirus all’influenza. Lo aveva fatto a inizio pandemia, e lo fa ancora oggi, a poche ore dalle dimissioni dal Walter Reed Hospital. Il presidente, che venerdì scorso ha annunciato la propria positività al virus, ha scritto sui propri profili social: «La stagione dell’influenza sta per arrivare. Ogni anno l’influenza fa anche oltre 100 mila morti, nonostante il vaccino. Chiudiamo per questo il Paese? No, abbiamo imparato a convivere con essa, proprio come stiamo imparando a convivere con la Covid-19, che su gran parte della popolazione è molto meno letale».


Dopo poche ore, Facebook ha rimosso il post di Trump perché in violazione delle regole sulla disinformazione in tema di Coronavirus. Twitter, invece, non ha rimosso il post, perché «di interesse pubblico», ma l’ha etichettato come fonte di disinformazione: «Questo tweet ha violato le regole di Twitter sulla diffusione di informazioni fuorvianti e potenzialmente dannose relative alla Covid-19», si legge.

Trump non è nuovo al paragone tra Covid e influenza. Il 27 febbraio scorso, nelle fasi iniziali della pandemia, aveva detto a proposito della infezione da Coronavirus: «È un’influenza», prevedendo però in quell’occasione «che, un giorno come per miracolo, scomparirà». «Lo scorso anno 37mila americani sono morti per la normale influenza, niente è stato chiuso, la vita e l’economia va avanti», ribadiva Trump il 9 marzo.

Tornando alla Casa Bianca dopo il ricovero, Trump s’è fatto riprendere nel gesto emblematico di togliersi la mascherina. Quelle immagini sono state postate su Twitter dallo sfidante del tycoon alle prossime elezioni presidenziali, Joe Biden. A fianco le immagini del candidato democratico che indossa invece una mascherina nera: «Masks matter, they save lives», si legge nel post di Biden.

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