Coronavirus, il primario Pesenti: «Giovani senza mascherina: i bar andrebbero chiusi alle 17. L’età media dei ricoverati è scesa»

Il coordinatore dell’Unità di crisi della Regione per le terapie intensive avverte che l’età media dei ricoverati è scesa di dieci anni: «è passata da 71 a 61 anni con malati gravi anche tra i quarantenni e anche più giovani»

La situazione relativa al Coronavirus in Lombardia è al momento sotto controllo perché «le persone con sintomi si presentano subito al pronto soccorso e questo alleggerisce la pressione sulle rianimazioni. Vengono curati in modo tempestivo». A dirlo è Antonio Pesenti, coordinatore dell’Unità di crisi della Regione per le terapie intensive e primario di rianimazione al Policlinico di Milano.


Intervistato dal Corriere della Sera, Pesenti non esclude però che la situazione possa peggiorare. «L’età media dei ricoverati – specifica – è passata da 71 a 61 anni con malati gravi anche tra i quarantenni e anche più giovani». E nel caso di un’impennata improvvisa dei contagi, e delle unità di terapia intensiva, oltre ai cinque ospedali che già vengono utilizzati, «in una seconda fase di emergenza abbiamo una rete di altri 12 ospedali e si utilizzerebbero i reparti in Fiera», assicura il primario.

Non va però abbassata la guardia. «In zona universitaria verso le 7 di sera – racconta Pesenti – ho visto ragazzi fuori dai bar senza mascherine a 20 centimetri uno dall’altro. In questo caso la soluzione sarebbe far chiudere i bar alle 17, in tutta la Regione, da medico e da cittadino non vedo alternative». E sulle scuole il coordinatore dell’Unità di crisi dice che avrebbe reso obbligatori gli screening per gli insegnanti: «Per il momento i livelli di contagi nelle classi sono contenuti. Ma è molto difficile fare previsioni».

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