Campania, l’ordinanza di De Luca finisce davanti al Tar: un gruppo di cittadini fa ricorso contro la chiusura delle scuole

«Lesi il diritto all’istruzione dei figli e il diritto al lavoro dei genitori». Il Tribunale amministrativo chiede gli atti alla Regione

Finisce davanti al Tar l’ordinanza con cui Vincenzo De Luca ha chiuso le scuole in Campania fino al 30 ottobre. Un gruppo di cittadini ha presentato ricorso d’urgenza contro il provvedimento del governatore campano rivolgendosi al Tribunale amministrativo. Con il ricorso viene impugnata una parte in particolare dell’ordinanza che dispone che, «con decorrenza dal 16 ottobre 2020 e fino al 30 ottobre 2020», «in tutte le scuole dell’infanzia sono sospese l’attività didattica ed educativa, incompatibile con lo svolgimento da remoto; nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza».


Il ricorso dei cittadini viene motivato con il «danno grave e irreparabile» dovuto alla «lesione del diritto all’istruzione degli stessi figli». Il Tar Campania si è riservato la decisione, rimandando la pronuncia, chiedendo alla Regione di fornire una integrazione di documentazione relativa ai dati sui contagi in ambito scolastico che hanno portato alla decisione di firmare l’ordinanza.

Nuove proteste contro l’ordinanza

Oggi si sono tenute nuove proteste contro l’ordinanza. In piazza non solo i genitori, ma anche insegnanti, esperti che tengono laboratori nelle scuole e autisti degli scuolabus che chiedono misure di sostegno economico. «Ridateci la scuola», hanno detto in coro i manifestanti, che con sé avevano uno striscione con la scritta «La scuola non è un virus».

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