Napoli, la protesta dei commercianti contro il coprifuoco: «Ci avete imprigionati, abbiamo figli a casa»

Centinaia di persone si sono ritrovate nella notte davanti alla sede della Giunta regionale scandendo cori contro il governatore De Luca. In piazza anche i lavoratori autonomi

Sono scesi in strada nella notte, per protestare contro il coprifuoco in vigore da oggi in Campania dalle 23 alle 5 del mattino. Centinaia di commercianti provenienti soprattutto da Frattamaggiore, comune in provincia di Napoli, si sono ritrovati nel rione Santa Lucia del capoluogo partenopeo, davanti alla sede della Giunta regionale, scandendo cori da stadio contro il governatore Vincenzo De Luca.


Coprifuoco almeno fino al 13 novembre

«I politici non sanno nulla, scendiamo in piazza a protestare. Ci stanno uccidendo, fate la vostra parte», ha urlato un manifestante nel megafono. «Ci avete imprigionati, abbiamo i figli a casa», gli ha fatto eco un altro. In Campania il coprifuoco, deciso per tentare di arginare la crescita dei contagi da Coronavirus, durerà almeno fino al 13 novembre. Sarà consentito circolare solo per motivi di lavoro, salute o oltre comprovate necessità, muniti di autocertificazione.

Ieri sera, a Napoli, sono scesi in piazza anche i lavoratori autonomi. Circa mille imprenditori partenopei, titolari di bar, ristoranti, gelaterie, pub, negozia, che chiedono – tra le altre cose – cassa integrazione immediata, blocco dei fitti in caso di chiusura, riduzione del 50% dei fitti fino a fine pandemia, sospensione di tasse, contributi e iva, sospensione del pagamenti delle utenze.

Video: Felicia Ruggiero / Facebook

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