Coronavirus, in Veneto 3.468 nuovi contagi e 66 decessi. Zaia: «Il nostro Rt è sensibilmente calato»

Il presidente della Regione dice che le terapie intensive sono «in sostanziale tenuta». Ma avverte sui tamponi ai medici di base: «Con un costo di 18 euro non abbiamo le forze per andare avanti»

In attesa che l’Iss diffonda il monitoraggio settimanale sui contagi, il presidente del Veneto Luca Zaia prova a mettere le mani avanti: «Per i numeri, per la sensazione e il clima di gestione che abbiamo, per noi non è cambiato nulla rispetto all’altro venerdì». Durante la consueta conferenza stampa quotidiana sull’emergenza Covid, il governatore evidenzia che «il nostro indice Rt è sensibilmente calato». Nelle ultime 24 ore il Veneto ha registrato 3.468 nuovi contagi, con il totale da inizio pandemia che è salito a 116.156.


I ricoverati nei reparti non critici sono 2.294 (+52). La Regione ha segnalato anche 66 decessi, che portano il totale a 3.123. Zaia ha rassicurato sulle terapie intensive parlando di una «sostanziale tenuta» dei reparti critici. «Il trend non è di forte crescita – ha aggiunto – ma di crescita leggera, con giorni come oggi negativi. Le criticità toccano soprattutto i ricoveri ordinari, non più le terapie intensive. Questo vale anche e soprattutto per la gestione degli 8.000 pazienti non Covid». Zaia ha spiegato che nelle intensive c’è stato un innalzamento dell’età media.

Tornando al ruolo dei medici di base, il presidente ha osservato come dei 3.007 medici generali 1.618 fanno tamponi: «Quindi non era un’eresia pensare che si potesse fare un percorso con loro. Oggi – ha aggiunto – il 59% del medici di famiglia fa tamponi, e ne fa 2.319 al giorno. Abbiamo stanziato fondi per dare 100 mila tamponi ai medici di base fino a dicembre, poi però non abbiamo forze per andare avanti a 18 euro a tampone».

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