Vaccino anti-Covid, nuova doccia fredda per AstraZeneca (e per l’Italia). Ema: «Per l’ok servono altri dati»

di Redazione

L’azienda «ha sottoposto i dati all’Ema sulla base del meccanismo di rolling review e continuerà a lavorare a stretto contatto con Ema»

Dopo la frenata di ieri, la strada del vaccino contro il Coronavirus su cui più ha investito l’Italia – Oxford-AstraZeneca – resta complessa. L’Agenzia europea del farmaco spiega che «ulteriori informazioni scientifiche su questioni relative alla qualità, sicurezza ed efficacia del vaccino» Oxford-AstraZeneca sono ritenute «necessarie per supportare il rigore richiesto per un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio» in Ue «e ciò è stato richiesto all’azienda».


«Possiamo confermare di aver presentato all’Agenzia europea dei medicinali Ema un pacchetto di dati completo per la richiesta di autorizzazione al mercato condizionata per il vaccino Covid19», spiega nel tardo pomeriggio di oggi, 30 dicembre. L’azienda, spiega un portavoce, «ha sottoposto i dati all’Ema sulla base del meccanismo di rolling review e continuerà a lavorare a stretto contatto con Ema» per favorire l’avvio di un processo formale di richiesta di autorizzazione. Secondo l’azienda si tratta di un approccio analogo di sottomissione di dati graduale secondo il meccanismo di rolling review, come avvenuto con altri enti regolatori nel mondo.


Il vaccino Oxford-AstraZeneca è stato approvato oggi nel Regno Unito. Insieme ai suoi omologhi di Germania, Francia e Olanda, nei giorni scorsi il ministro della Salute Roberto Speranza ho sottoscritto un contratto con l’azienda per l’approvvigionamento fino 400 milioni di dosi «da destinare a tutta la popolazione europea». Ma bisognerà attendere il via libera dell’Ema prima di cominciare a usarlo. «Improbabile» che succeda a gennaio, per il momento.

Gli altri vaccini

In attesa del vaccino più importante per il nostro paese, il piano italiano al vaccino va avanti con Moderna e Pfizer-BioNTech: sono queste – spiega oggi all’Ansa il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, le piattaforme vaccinali da cui il nostro paese mira a ottenere quantità in aggiunta di siero, con il meccanismo di acquisizione europeo. Niente vaccini russi e cinesi, per intenderci.

Il nostro paese è quindi alla ricerca di dosi aggiuntive di vaccino anti-Covid con altre aziende farmaceutiche, ma «sempre attraverso il meccanismo europeo di acquisizione dei vaccini», conferma Locatelli. «Non mi risulta» – spiega anche – che sia sul tavolo l’acquisto di dosi aggiuntive direttamente dalle aziende con un meccanismo bilaterale, come ha fatto la Germania con Pfizer-BioNTech.

Muoversi insieme all’Europa sui vaccini, dice Locatelli, ha infatti «particolare valore, perché documenta la capacità del nostro continente di agire in maniera coordinata e sinergica, a tutela di tutti gli Stati». E resta allora «importante che tutte le iniziative per avere dosi addizionali di vaccino vengano prese a livello europeo», conclude Locatelli. «Al momento non c’è alcun segnale di allarme in merito ad un allungamento dei tempi per la campagna vaccinale anti-Covid in Italia».

In copertina EPA/OXFORD UNIVERSITY / JOHN CAIRNS |Il candidato vaccino sviluppato da Oxford University e AstraZeneca, Oxford, UK

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