Verso il weekend in zona rossa, l’ipotesi sul calendario delle nuove chiusure fino al 15 gennaio: spunta anche la zona bianca

di Giovanni Ruggiero

Nelle nuove misure previste dal governo per i giorni successivi al 7 gennaio c’è una riduzione della soglia dell’indice Rt per l’assegnazione delle fasce per le regioni: sarà più facile entrare in zona rossa e arancione. Da metà gennaio potrebbe essere introdotta una quarta fascia con la riapertura di palestre e musei

Dal 7 al 15 gennaio sarà ancora necessario guardare ogni giorno il calendario per capire in quale zona ci si trova e quali saranno quindi le regole in vigore per contenere i contagi di Coronavirus. Nell’incertezza sull’esito del rapporto dell’Iss atteso tra giovedì e venerdì, i punti fermi restano quelli stabiliti dal decreto Natale che fissa oggi, 4 gennaio, l’unico giorno in zona arancione, per arrivare all’Epifania in zona rossa. Dopo il lungo vertice notturno tra governo e regioni, l’ipotesi è che dal 7 gennaio entri in vigore un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che chiarirà la scansione delle giornate con le relative fasce, prima di tornare all’assegnazione per zone in base all’indice Rt e con i criteri corretti, d’accordo con gli esperti del Cts. Il calendario prevede quindi 5 e 6 gennaio in zona rossa, con il divieto di uscire se non per motivi di lavoro, salute e necessità. Resta il limite di due ospiti in casa e il coprifuoco in vigore dalle 22 alle 5, oltre che il divieto di spostamento tra Comuni.


I prossimi giorni

Il 7 e 8 gennaio si tornerà in zona gialla, con la riapertura di negozi, bar e ristoranti. Via libera quindi agli spostamenti e, salvo cambi di direzione all’ultimo minuto sulla scuola, ipotesi non esclusa dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, il ritorno in classe al 50%, con le lezioni ridotte a 4550 minuti. L’ipotesi per il weekend del 9 e 10 gennaio è di tornare in zona arancione, ma non è esclusa quella rossa, su idea dello stesso Speranza che questa notte ha avvertito i governatori sulla minaccia della terza ondata, data ormai per certa.


Dall’11 al 15 gennaio le regioni torneranno a colorarsi in base alle indicazioni della Cabina di regia, che chiarirà le fasce di rischio venerdì 8 gennaio. Già da quel momento potrebbero intervenire i nuovi criteri di classificazione delle zone, che prevedono innanzitutto l’abbassamento della soglia di ingresso nelle fasce più a rischio: con indice Rt a 1 si entrerà in zona arancione, mentre con indice Rt a 1,25 (e non più a 1,50) si entrerà in zona rossa. L’ipotesi è che quindi le zone gialle riguarderanno livelli di rischio sotto l’indice Rt a 1.

La zona bianca

Dopo il 15 gennaio potrebbe arrivare la novità della fascia bianca, come riporta il Corriere della Sera, se i dati epidemiologici lo consentiranno. In questa nuova classificazione potrebbero rientrare le regioni che avranno facoltà di riaprire tutte quelle attività che finora non hanno mai potuto vedere la luce, dai cinema, musei e teatri, passando per le palestre e i centri sportivi. La quarta fascia scatterebbe per le regioni con indice Rt molto basso, pur mantenendo le regole generali per il contenimento dei contagi, dal distanziamento sociale alla mascherina obbligatoria ovunque.

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