Assalto al Parlamento dei supporter di Trump. Morta la donna ferita durante l’irruzione. Biden: «Attacco allo stato di diritto»

Migliaia di sostenitori Maga hanno occupato per ore le stanze delle istituzioni di Washington creando disordini e panico. La leader della Camera Pelosi ha affermato che la certificazione della vittoria di Biden riprenderà appena possibile

Secondo le autorità locali, citate da Nbc, dal Washington Post e da altri media americani, la donna colpita al petto con un’arma da fuoco dentro la sede del Congresso è morta. Un altro uomo è invece gravemente ferito dopo aver provato a scalare uno dei muri dell’edificio ed essere poi caduto. Dopo ore di scontri, la polizia ha allontanato i sostenitori del presidente Donald Trump dal Campidoglio e le autorità hanno dichiarato che ora la situazione è sotto controllo e l’edificio è sicuro. La presidente della Camera, Nancy Pelosi, ha quindi annunciato che i lavori per il procedimento di ratifica della vittoria di Joe Biden continueranno.


L’assalto

Poco dopo le 13 ore locali, mentre le due camere erano riunite in seduta plenaria per ratificare la vittoria di Joe Biden, un folto gruppo di supporter del presidente uscente ha fatto irruzione dentro Capitol Hill. Le autorità hanno evacuato subito diversi edifici, tra cui il Madison, il Cannon Building, e anche la Camera dei Rappresentanti. Il Congresso è stato quindi posto per sicurezza in lockdown e i politici bloccati all’interno del palazzo.

«Queste scene non rappresentano l’America». Così, Joe Biden ha descritto gli eventi avvenuti a Capitol Hill. Il presidente eletto, dopo aver parlato di un attacco allo stato di diritto, ha invitato Donald Trump a intervenire in tv per chiedere ai suoi supporter di terminare l’assedio. «Il lavoro della democrazia – ha detto – deve puntare al ripristino dell’onore, della dignità e del rispetto. Il rinnovo della politica ci porta a sostenerci l’un l’altro, non a sostenere il caos e l’odio».

Su Twitter, Trump ha continuato a parlare di elezioni truccate. Dopo aver chiesto, su invito di Biden, ai suoi sostenitori di tornare a casa è tornato a mettere in dubbio il risultato del voto. «Queste sono le cose e gli eventi che accadono quando una vittoria elettorale sacra e schiacciante viene strappata via a grandi patrioti che sono stati trattati ingiustamente per così tanto tempo. Tornate a casa con amore e in pace. Ricordate questo giorno per sempre!». La protesta era stata incoraggiata dallo stesso presidente uscente durante il suo comizio all’Ellipse, il parco a sud della Casa Bianca.

Il vicepresidente Mike Pence ha usato invece parole più chiare: «Una protesta pacifica è un diritto di ogni americano, ma questo attacco al nostro Campidoglio non sarà tollerato e le persone coinvolte saranno perseguite». , «Mi unisco al presidente eletto Joe Biden nel chiedere la fine dell’assalto al Campidoglio», ha scritto invece la vicepresidente eletta Kamala Harris.

L’intervento della polizia

Diversi video diffusi sui social media mostrano le autorità aprire le transenne e lasciare entrare la folla appena fuori dal Congresso. Azioni che lasciano molti dubbi sul ruolo della polizia, e sul via libera dato ai manifestanti dopo che in estate, durante proteste del movimento Black Lives Matter la risposta delle autorità, proprio davanti al Congresso, era stata molto più organizzata e violenta.

Per contenere gli scontri, il sindaco della capitale ha deciso di imporre un coprifuoco sulla capitale, mentre la polizia ha indossato mascherine antigas e ha chiesto rinforzi per poter far allontanare i manifestanti. Secondo il Washington Post, il Pentagono avrebbe però negato la richiesta delle autorità della capitale di dispiegare la Guardia Nazionale al Congresso. Per contenere la situazione sono stati quindi dispiegati agenti dell’Fbi armati e la Swat Team. Un esplosivo è stato trovato – e poi detonato – all’interno della sede nazionale dei repubblicani. Per sicurezza anche la sede democratica è stata evacuata. Un gruppo di persone ha attaccato le postazioni di vari media, e i giornalisti sono stati costretti ad abbandonare telecamere e altri strumenti a cui è stato poi dato fuoco. «Noi siamo i media adesso», hanno gridato alcuni dei manifestanti.

Credits video: Twitter/ElijahSchaffer

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