Coronavirus, l’indice Rt torna sopra 1. L’ordinanza: Calabria, Emilia, Lombardia, Sicilia e Veneto in zona arancione

Dodici Regioni a rischio alto. L’Istituto superiore di sanità: «Senza misure di mitigazione più stringenti si va verso un nuovo aumento dei contagi»

Trapelano i primi dati della bozza del monitoraggio elaborato settimanalmente dall’Istituto superiore di sanità, l’Iss. L’indice Rt, che misura la trasmissibilità del Coronavirus, calcolato nel periodo 28 dicembre – 3 gennaio solo sui casi sintomatici, ha raggiunto il valore di 1,03. È la quarta settimana di fila in cui il valore fa registrare un aumento ed è la prima volta, dopo sei settimane, che l’Rt nazionale supera quota 1.


«Siamo in una fase delicata – sottolineano i tecnici che elaborano il monitoraggio dell’Iss -, che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti». In particolare, sono 12 le Regioni che registrano un rischio epidemico alto, mentre la settimana precedente nessun territorio si trovava in questa fascia di pericolo.


La Toscana è la regione più virtuosa

Otto, invece, le Regioni a rischio moderato, di cui due a forte rischio di progressione. Solo la Toscana è riuscita a contenere la diffusione del virus, collocandosi nella fascia di rischio basso. Secondo l’ordinanza che il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in serata, dal 10 al 15 gennaio passeranno in zona arancione Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto.

L’elenco degli intervalli dell’Rt, regione per regione

La Lombardia si troverebbe, in realtà, sulla soglia della zona rossa, che scatta quando l’indice Rt supera il valore di 1,25. Seguono gli indici di trasmissibilità delle altre Regioni italiane, con il valore inferiore dell’intervallo dell’Rt indicato tra parentesi.

Emergenza terapie intensive

Hanno superato la soglia critica a livello nazionale le terapie intensive: il tasso di occupazione in tutta Italia torna a essere maggiore del 30%. A livello territoriale, risultano essere 13 le regioni o province autonome che hanno un tasso di occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche dedicate al Covid superiore alle soglie critiche stabilite dal ministero della Salute.

Il numero di persone ricoverate in Italia nei reparti dove vengono eseguite cure intensive è passato da 2.565 del 28 dicembre a 2.579 del 4 gennaio. Il lieve aumento in cifre assolute non si è riscontrato nei reparti Covid ordinari, dove il numero di pazienti è leggermente diminuito: 23.932 ricoverati il 28 dicembre, 23.317 il 4 gennaio.

L’incidenza del virus a livello nazionale

Dopo la contrazione del contagio di alcune settimane, negli ultimi 14 giorni si è osservato un aumento dell’incidenza del virus su tutto il territorio nazionale. Nelle ultime due settimane, le nuove infezioni sono state 313,28 ogni 100mila abitanti, mentre dal 14 al 27 dicembre i nuovi casi registrati sono stati 305,47 ogni 100mila abitanti. L’incidenza è stata particolarmente elevata in Veneto, dove negli ultimi 14 giorni i contagi sono stati 927,36 ogni 100mila abitanti.

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