Oggi le nuove fasce, resistono le regioni gialle: si aggiungono Puglia e Sardegna. Mini-zone rosse in Umbria e Abruzzo, Alto Adige in lockdown per tre settimane

I dati dell’ultima settimana segnalano contagi in risalita in almeno 11 regioni, ma per altri sette giorni quasi tutta Italia potrà rimanere nella zona a più basso rischio

Quasi tutta Italia resterà in zona gialla e comincia a rispolverare le attrezzature per lo sci secondo le previsioni del report di oggi della Cabina di regia sui dati della pandemia di Coronavirus. Per quanto cresca la preoccupazione per l’aumento dei contagi in almeno 11 regioni, tra cui Campania e Calabria, la mappa delle regioni non cambierà ancora colore rispetto alla scorsa settimana. Anzi puntano ad aggiungersi al già nutrito gruppo di zone gialle sia la Puglia che la Sardegna, finora in arancione.


Uno scenario solo in apparenza tranquillo, che rischia di tornare allarmante con la crescita dei casi legati alle varianti del virus. È il caso dell’Umbria, dove l’Iss ha individuato circa 180 contagi tra gli operatori sanitari che si sarebbero infettati con la variante brasiliana. Numeri che bastano a far salire i livelli di guardia, al punto da ipotizzare l’introduzione di zone rosse mirate per le province di Perugia e in Abruzzo per Chieti.

Sotto osservazione anche il cluster di Corzano, in provincia di Brescia. Scatta invece con certezza il lockdown in Alto Adige, dopo che la provincia autonoma di Bolzano ha deciso di tornare in zona rossa per le prossime tre settimane.

La mappa delle regioni

Via libera gli impianti di sci da metà febbraio

I gestori degli impianti di sci hanno incassato il via libera degli esperti del Cts alla riapertura, ma solo dal 15 febbraio ed esclusivamente per le piste che si trovano in zona gialla. Le vacanze sulla neve saranno possibili solo rispettando l’obbligo della mascherina Ffp2 ovunque, e con la capienza ridotta al 50% per funivie, cabinovie e seggiovie. Ai gestori è imposto l’obbligo di rilasciare un numero di skipass giornalieri proporzionato alla capienza dell’impianto, considerando anche la quantità degli abbonati. Dovranno essere istituiti poi corridoi separati per l’entrata e l’uscita, mentre per i rifugio varranno le stesse regole in vigore per bar e ristoranti.

Spostamenti tra Regioni in dubbio

La riapertura degli impianti sciistici coincide con la scadenza del blocco degli spostamenti tra Regioni, disposto dal Dpcm in vigore. Resta da capire se lo stesso divieto, valido fino al 15 febbraio, verrà prorogato. I ministri della Salute Speranza e degli Affari regionali Boccia erano orientati verso lo stop fino al 5 marzo – data di scadenza del Dpcm – in modo da blindare la campagna vaccinale. Siccome finora non sono spuntate nuove disposizioni, i confini regionali potrebbero riaprire. La conferma arriverà la prossima settimana.

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