Crisanti a Open: «Così abbiamo portato la Sardegna in zona bianca. Ora massima attenzione: rischiamo il liberi tutti» – L’intervista

Il direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Università di Padova ha lavorato alla campagna di screening voluta dalla Regione: «La nostra ricetta? Zone rosse chirurgiche e tanti test. Ma adesso i cittadini non abbassino la guardia»

Il passaggio della Sardegna in zona bianca è merito (anche) di Andrea Crisanti. Il direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Università di Padova, in queste settimane, ha collaborato alla campagna di screening anti-Covid Sardi e sicuri, fortemente voluta dalla Regione. In un’intervista a Open, però, il virologo non nasconde preoccupazione: «Rischiamo certamente un “liberi tutti”. Questo è il momento in cui i cittadini non devono abbassare la guardia, altrimenti daremo l’opportunità al virus di diffondersi ancora. È più facile contenere i contagi da Coronavirus in zona rossa che in zona bianca, come nel caso della Sardegna. Siamo consapevoli, quindi, dei rischi e cercheremo di spingere per rendere ancora più incisive le azioni di controllo e contrasto».


La campagna di screening

Il merito del passaggio di zona, ci spiega il virologo, è soprattutto dei «sardi e del presidente della Regione Christian Solinas», che ha ascoltato i suoi consigli. Un successo, un buon risultato che tornerà a far “respirare” la Sardegna, dopo un’estate durissima, e che si sarebbe potuto replicare «in tutta Italia solo se fossero stati fatti investimenti giusti per tempo come, ad esempio, creare una struttura per i tamponi molecolari e non usare gli antigenici come un lasciapassare sociale». La ricetta vincente di “sardi e sicuri” è consistita, di fatto, nella «determinazione delle zone rosse laddove erano stati registrati focolai e nella realizzazione di un numero elevato di test». 

Cosa cambia da oggi in Sardegna

«Certo, è anche vero che la Sardegna ha i suoi vantaggi – conclude Crisanti – come una densità di abitanti che ha favorito questo risultato. Insomma, abbiamo sfruttato i punti di forza dell’isola». Da oggi, 1° marzo, in Sardegna si potrà circolare liberamente e senza limiti di orario con il coprifuoco che rimarrà limitato a piazze, belvedere e lungomare dove si potrà solo transitare. I centri commerciali resteranno aperti anche nel fine settimana, si potrà andare al ristorante fino alle 23 e i bar resteranno aperti fino alle 21.

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