«Ho rifiutato di vaccinarmi a 100 km di distanza. Un imbroglio, ho l’ospedale sotto casa». La storia di Mario Tacca, 85 anni

Solo dopo le proteste gli è stato concesso di vaccinarsi vicino casa. Si è già sottoposto al Pfizer e adesso è in attesa della seconda dose. Tacca ha problemi di deambulazione, soffre di poliomielite e ha una frattura al femore

«A un certo punto, due giorni prima della vaccinazione anti-Covid, mi arriva un sms che mi dice di andare a quasi 100 km di distanza per sottopormi al Pfizer. Da Crema a Casalmaggiore. Una cosa fuori dalla normalità, un imbroglio. Io, che ho 85 anni, problemi di deambulazione, soffro di poliomielite e ho una frattura al femore, sarei dovuto andare davvero così lontano quando ho l’ospedale a 1 km da casa? Ma che senso ha?».


A parlare a Open è Mario Tacca, 85 anni, di Crema che quando ha letto quel messaggio non voleva credere ai suoi occhi. Pensava fosse uno scherzo. Secondo Aria, la società che si occupa delle prenotazioni dei vaccini per Regione Lombardia e sulla quale oggi è scoppiato il caos con il governatore Attilio Fontana che intende azzerare il Cda, avrebbe dovuto fare oltre 90 km per sottoporsi al vaccino. Un altro problema per la campagna vaccinale dedicata degli over 80 in Lombardia dopo gli sms mai inviati agli a Cremona.

«Avrei dovuto chiedere a mia nipote di accompagnarmi»

«Ma non esiste proprio, non ci sarei mai andato. Meglio rimettersi in fila che andare così distante. Quindi, non appena ho letto quella comunicazione, mi sono attivato. Ho protestato con le istituzioni locali perché non era pensabile dover fare 100 km quando avevo l’ospedale praticamente sotto casa, a 1 km. Spostarmi avrebbe significato scomodare mia nipote che avrebbe dovuto accompagnarmi fin lì. Da manicomio, insomma», ci racconta.

Alla fine ha vinto lui: vaccinato vicino casa, seconda dose il 6 aprile

Dopo le sue proteste – guarda caso – nella stessa giornata dell’sms che lo invitava ad andare a quasi 100 km di distanza è arrivata la telefonata. Prenotazione spostata all’ospedale più vicino. Ma è servito, di fatto, sbattere i pugni sul tavolo per farsi riconoscere un diritto. «Sembra quasi una lotteria», ironizza lui che, intanto, si è già sottoposto alla prima dose del vaccino Pfizer. Adesso è in attesa della seconda, prevista per il 6 aprile. «Io sto bene, nessun effetto collaterale», spiega. Il suo, tra l’altro, non è un caso isolato: come ha raccontato a Open il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, sono diversi gli over 80 rimbalzati da un posto all’altro, senza alcun motivo. E il rischio è che molti abbiano rinunciato.

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