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«No all’aborto e no al Ddl Zan»: a Roma la ‘Marcia per la vita’ delle associazioni pro-life. E Salvini manda una lettera di supporto – Il video

Tra i presenti alla mobilitazione, anche il senatore leghista Pillon: «Mamma e papà sono il luogo naturale in cui nasce la vita». E il vicepresidente di Pro Vita: «Speranza ha liberalizzato l’aborto a domicilio»

Dopo la sospensione della passata edizione a causa della pandemia da Coronavirus, per la decima edizione della “Marcia della vita” scendono in piazza le associazioni pro-vita per rivendicare «il diritto di ogni bambino a venire al mondo», l’abrogazione della legge 194 e per ribadire la propria contrarietà al Ddl Zan, «le cui prime vittime saranno le donne e i bambini». «Non ci arrenderemo mai di fronte al fatto compiuto dell’aborto, omicidio di massa legalizzato – dicono gli organizzatori dal palco romano -. Abbiamo continuato ad affermare, per dieci anni consecutivi, anno dopo anno, l’intangibilità della vita umana innocente, dal concepimento alla morte naturale, perché siamo convinti che nulla è irreversibile nella storia e che sia possibile ritrovare i principi della legge naturale e cristiana, calpestati in Italia». 


Pillon: «No al Ddl Zan, rispettiamo l’ecologia dell’uomo e della famiglia»

Tra i presenti alla mobilitazione, anche il senatore leghista Simone Pillon che ha ribadito la propria contrarietà al Ddl Zan: «La tensione ideologica dovrebbe lasciare spazio al buon senso. L’esperienza umana ci dice che mamma e papà sono il luogo naturale in cui nasce la vita: rispettiamo l’ecologia dell’uomo e della famiglia e investiamo in questa straordinaria comunità naturale in cui ciascuno di noi vive ed è venuto al mondo».


Coghe: «Speranza ha liberalizzato l’aborto a domicilio»

Presente alla manifestazione anche il vicepresidente di Pro Vita e Famiglia, Jacopo Coghe, che dichiara: «Siamo qui per chiedere che venga riconosciuto il primo dei diritti umani: il diritto alla vita di ogni essere umano messo in pericolo dall’aborto. Siamo qui anche per protestare contro le direttive del ministro Speranza che, durante la pandemia, ha di fatto liberalizzato l’aborto a domicilio con la circolare sulla pillola Ru486. Una decisione che, oltre a sopprimere una piccola vita umana, lascerà le donne ancora più sole di fronte alla gravidanza, esponendole oltretutto a gravi rischi per la salute fisica e psichica, un vero è proprio accanimento contro la vita e contro di loro».

Salvini: «Faccio mie le parole di Trump: “Dobbiamo proteggere la dignità di ogni vita umana”»

Il leader leghista Matteo Salvini ha voluto esprimere il proprio sostegno alla manifestazione attraverso una lunga lettera inviata agli organizzatori, ringraziandoli per l’iniziativa per «ricordare a tutti la bellezza e lo splendore della vita nascente». Nella lettera, Salvini scrive: «Il presidente Trump, partecipando alla marcia per la vita di Washington del 2020, ha detto parole che questa mattina vorrei fare mie: “Insieme, dobbiamo proteggere, custodire e difendere la dignità e la santità di ogni vita umana”». 

Dopo aver ringraziato «le moltissime associazioni e realtà laiche e cristiane che partecipano a questa giornata e che ogni giorno portano l’impegno dei loro generosi volontari al fianco delle madri con gravidanze difficili, pronti ad aiutarle a decidere per la vita», il leader leghista ha assicurato che «con i parlamentari della Lega abbiamo predisposto un disegno di legge quadro in favore della famiglia, nel quale abbiamo previsto importanti investimenti a protezione della vita nascente, perché nessuna vita umana sia più perduta a causa delle condizioni economiche, sociali o personali in cui versa una madre».

«Chiederò poi ai governatori delle regioni governate dalla Lega – prosegue Salvini – di porre in essere a loro volta tutte le misure necessarie a garantire la salute della donna e del nascituro, aggiungendo risorse e offrendo tutto quanto necessario per non lasciare indietro nessuno, né per ragioni economiche o sociali, e neppure per ragioni legate alla disabilità». 

«Ogni mamma e ogni papà sono autentici eroi, ma è ora di aiutarli seriamente nel loro compito così impegnativo. Le sfide contro la vita non riguardano solo la nascita, ma anche gli anziani e i disabili, spesso abbandonati e spinti verso la ben triste proposta dell’eutanasia. Le terapie e le cure palliative sono costose, e non vorrei che qualcuno, per risparmiare, orientasse i pazienti verso al ben più economica eutanasia. La comunità nella quale crediamo non deve dispensare morte – chiosa il leader del Carroccio -, ma deve impegnarsi a sostenere la vita, ogni vita, costi quel che costi». 

Foto in copertina:  ANSA/GIUSEPPE LAMI

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