Assalto alla Cgil, Lamorgese in Aula: «Superate le previsioni. Respingo le accuse di strategia della tensione» – La diretta

Poi l’intervento di alcuni senatori tra cui quello di Matteo Salvini, leader della Lega, che ha attaccato duramente la ministra dell’Interno

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha tenuto due informative – sia alla Camera che in Senato – su quanto accaduto negli scorsi giorni nell’ambito delle proteste dei No Green pass in diverse città d’Italia, e su come il Viminale abbia gestito l’ordine pubblico. Nello specifico, Lamorgese ha parlato dell’assalto alla sede della Cgil nella Capitale.


La diretta dell’informativa al Senato

Salvini contro tutti

«Un errore grave scaricare la responsabilità di chi sta sotto. Il presidente della commissione antimafia ha detto “In Italia spesso la criminalità organizzata va cercata nelle prefetture”. Io da ministro dell’Interno avrei chiesto o i nomi o le sue dimissioni. E, invece, sono passati 10 giorni», queste le parole di Matteo Salvini della Lega. «Ministro si prenda le sue responsabilità» per quello che è accaduto a Roma: «Difenda i suoi uomini e le sue donne, non scarichi. Se non riuscite a fermare 20 imbecilli, che tutti conoscono per nome e cognome, vuol dire che non sapete fare il vostro mestiere. C’è qualcosa che non funziona, noi non abbiamo sentito una parola di auto-critica. Quando arriveranno Biden e gli altri leader del mondo io spero che non ci sia questa approssimazione».


Daniela Santanchè contro il rave illegale

«Non è riuscita fermare un rave illegale fatto su un terreno privato, poi però andava a inseguire coi droni i runner. Neanche gli sbarchi degli immigrati ha fermato», è l’attacco di Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia alla ministra Lamorgese. «A noi la cultura degli idranti e dei lacrimogeni non ci appartiene», continua, riferendosi a quanto accaduto a Trieste. «Vi state nascondendo dietro il Green pass, così non affrontate i problemi degli italiani».

Franco Mirabelli: «Fare chiarezza sull’assalto alla Cgil»

«Quella di Roma era una manifestazione non autorizzata, la solidarietà al sindacato non basta (si riferisce all’assalto della Cgil, ndr). Al ministro chiediamo di andare avanti per fare chiarezza su quello che è successo, sulle responsabilità, sugli errori, se ci sono stati. Perché non si è potuto prevedere e prevenire ciò che è successo? Noi vogliamo chiarezza sui fatti», ha dichiarato Franco Mirabelli del Pd.

Sandro Rutolo: «L’assalto della Cgil è stato un attacco alla Costituzione»

Sandro Ruotolo di Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali esprime «solidarietà agli agenti feriti a Roma» e poi precisa che i movimenti neofascisti «non rappresentano l’intero movimento dei No Green pass». «Perché la Cgil non era presidiata dalle forze dell’ordine? L’assalto alla Cgil è stata un attacco alla nostra Costituzione», tuona il senatore e poi cita le minacce a Matteo Bassetti. «Viva il sindacato, viva l’Italia antifascista», conclude.

L’intervento alla Camera

«Dal febbrai 2020 a ottobre 2021, 5.769 manifestazioni contro provvedimenti governativi; più della metà nel 2021, molte delle quali tra luglio e oggi. Il principio per il quale l’ordine pubblico deve essere tenuto con equilibrio è principio cardine della democrazia, se non vogliamo che si crei una cortina di ostilità e diffidenza tra chi manifesta e chi gestisce la protesta. Credo sia palese che non siamo riusciti a contenere tutti i propositi criminali della manifestazione. Su quanto accaduto a Roma, ci sono state evidenti criticità», ha detto. «È risultato evidente il rischio che la protesta e il malcontento sociale innescati dagli effetti depressivi della pandemia potessero essere oggetto di strumentali intrusioni da parte di frange eversive di vario orientamento politico e ideologico interessate a rilanciare progettualità conflittuali e istanze destabilizzanti».

«In questo periodo la protesta ha investito minacciosamente ogni ambito facendo emergere nuovi soggetti da tutelare e nuovi obiettivi sensibili da proteggere», ha detto la ministra dell’Interno, sottolineando il «carattere sfidante della protesta, intenzionata a non fermarsi». Per Lamorgese «non si può in alcun modo abbassare la guardia» e bisogna «mantenere massima attenzione per garantire non sia turbata la tranquillità nazionale».

Le contestazioni in aula

La ministra incassa qualche applauso dai deputati di centrosinistra mentre quelli di Fratelli d’Italia la contestano duramente: «È colpa tua», le gridano dai banchi di destra. «Basta!»; «Vergogna». Per meglio gridare, i deputati di FdI si abbassano la mascherina sotto la bocca, costringendo il presidente della Camera Roberto Fico ad ammonirli: «Rimettetevi la mascherina». In particolare sono stati richiamati all’ordine i deputati Mollicone e Delmastro Delle Vedove, ma anche alcuni esponenti dem, che rispondevano a tono alle proteste di FdI. «Vi richiamo all’ordine, non è ancora iniziato il dibattito», ha insistito Fico. Giorgia Meloni, che prima ancora dell’intervento aveva invitato a sfiduciare Lamorgese in quanto «unico ministro al mondo che usa il pugno duro con manifestanti e lavoratori pacifici e – allo stesso tempo – consente a violenti e delinquenti di organizzare maxi rave party o rovinare le proteste altrui», ha abbandonato l’aula non appena la ministra ha finito di parlare.

I fatti di Roma

Il 9 ottobre a Roma il numero di partecipanti alla manifestazione è «più che triplicato rispetto elle previsioni», ha spiegato Lamorgese. L’altro aspetto critico è che la partecipazione di esponenti di Forza nuova, con circa duecento unità, «conferma l’accesa attenzione di questa organizzazione ad acquisire spazi di visibilità che ne accrescono il bacino di proselitismo». «Nell’immediatezza dei fatti ho chiesto al capo della polizia una dettagliata ricostruzione delle evidenti delle criticità che, occorre riconoscerlo, hanno contrassegnato la gestione dell’ordine pubblico di quelle ore e ha sottolineato che “il deficit di sicurezza determinato dalla situazione che ha superato ogni ragionevole previsione» e che non deve «più ripetersi». Netto il giudizio della ministra sull’ipotesi che degli agenti abbiano potuto infiltrarsi tra i militanti di Forza Nuova per creare disordine. «Respingo ogni strategia oscura ed escludo la presenza di agenti infiltrati: si tratta di un inquietante retroscena». «I fatti di Milano e Trieste» si inquadrano nello stesso contesto dei «fatti di Roma».

L’assalto alla Cgil

Quanto all’assalto alla Cgil, Lamorgese ha spiegato che sono stati «8 minuti angoscianti». «Alle 16.45 senza alcuna autorizzazione circa 3mila manifestanti hanno iniziato a muoversi in corteo da piazzale Flaminio» in maniera «impetuosa e disordinata e per un breve momento le forze di polizia hanno accusato una grave difficoltà di reazione». Per la ministra è stato «il momento più drammatico di quel sabato pomeriggio per la violenza, l’azione distruttiva e per lo sfregio alla democrazia che esso ha rappresentato. I maggiori responsabili di questo vile assalto sono stati tratti in arresto».

Giuliano Castellino

Sul ruolo dell’esponente di punta di Forza Nuova, Giuliano Castellino, e sui dubbi sollevati circa la sua presenza alla protesta, Lamorgese ha commentato: «Si è chiesto da più parti come sia accaduto che un soggetto come Castellino ben noto alle forze dell’ordine destinatario di un Daspo si sia potuto recare a una manifestazione pubblica. Va chiarito che il regime di sorveglianza speciale a cui è sottoposto, consente di poter partecipare a manifestazioni».

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