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Garattini: «In Italia dieci milioni a rischio contagio. Ci vuole l’obbligo vaccinale dai 5 anni in su»

11 Gennaio 2022 - 06:10 Redazione
Silvio Garattini, direttore istituto Mario Negri, oggi 15 luglio 2010 durante la conferenza stampa del Comitato Nazionale per la Bioeticaa Palazzo Chigi per illustrare il bilancio del lavoro svolto dal 2006 al 2010.
ANSA/DANILO SCHIAVELLA
Il presidente dell'Istituto Mario Negri: «Due pandemie e non sequenziamo abbastanza il virus»
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In Italia ci sono dieci milioni di cittadini a rischio contagio da Coronavirus. E per risolvere il problema bisogna imporre l’obbligo vaccinale per tutti o quali. Parola di Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera dice che anche se abbiamo raggiunto il record di due milioni di contagi non è detto che il picco sia vicino: «È impossibile prevederlo, per un semplice motivo: non sequenziamo abbastanza il virus. In Italia convivono due varianti, Delta e Omicron. Una terza, individuata nel Sud della Francia (Ihu, il cui paziente zero è un viaggiatore proveniente dal Camerun, ndr), potrebbe arrivare a complicare ulteriormente il quadro. In questo momento non sappiamo quanti dei contagi, dei ricoveri e dei decessi per Covid vadano ascritti a Delta o a Omicron. L’incertezza non consente di fare previsioni sul raggiungimento del picco e la successiva discesa dei casi».

Per il professore «dobbiamo riflettere sull’impatto dei non vaccinati: tra loro ci sono 4 milioni di ultra 50enni e tutti i bambini sotto i 5 anni (per i quali non c’è ancora un vaccino, ndr). A costoro vanno aggiunti i soggetti che per vari motivi, nonostante l’immunizzazione, non sviluppano una risposta immunitaria sufficiente per la protezione dalla malattia (circa il 10%). Facendo un calcolo un po’ a spanne, parliamo di 10 milioni di persone suscettibili al virus in Italia. Non sappiamo quanti di loro abbiano avuto un’infezione asintomatica e quindi, pur senza lo status ufficiale di guariti, godano di una certa protezione».

Garattini sostiene che l’unica strategia possibile sia «spingere le vaccinazioni. Credo che sarebbe giusto introdurre l’obbligo dai 5 anni in su. Secondo, sequenziare molto di più il virus per avere un quadro preciso della diffusione di Omicron e cogliere immediatamente l’eventuale arrivo di nuove varianti. Terzo, mantenere le protezioni personali ed evitare possibili occasioni di contagio. C’è poi un impegno fondamentale che spetta agli Stati e alle istituzioni: proteggere le aree a basso reddito. In Africa solo il 9,5% della popolazione è vaccinato con ciclo completo. Se continuiamo a far circolare il virus si formeranno altre varianti che, con lo spostamento di persone, arriveranno anche nei Paesi con coperture vaccinali elevate. Lo stiamo già vedendo».

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