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Dall’assemblea M5s Conte incassa almeno la fiducia dei suoi. E il Quirinale? Sfuma il Mattarella bis, l’ex premier: «Vi terrò aggiornati»

Si è conclusa l’assemblea del M5s per fare il punto sull’elezione del Capo dello Stato. La linea emersa è: pieno mandato a Conte che riferirà ai parlamentari

«La candidatura di Silvio Berlusconi è per noi irricevibile. Ho instaurato un canale di confronto con le forze di centrodestra. E, in particolare quello con Salvini, è utile. Dimostreremo coi fatti che l’unico sicuro ago della bilancia in questa partita siamo noi». A parlare, in apertura, all’assemblea del M5s è stato Giuseppe Conte. L’aria che tira nel Movimento non è affatto buona. Su Zoom l’assemblea dei deputati e dei senatori – durata circa 4 ore – non ha portato pressoché a nulla. 181 i presenti, compresi i delegati regionali; molti non hanno nemmeno partecipato ed è pure cominciata in ritardo. Come è noto, all’interno del Movimento c’è chi spinge per il Mattarella-bis, chi mette veti su Draghi affinché resti a palazzo Chigi, chi invece vorrebbe «una donna al Colle». Questa, però, era la prima riunione ufficiale dopo chat roventi, interviste, riunioni separate e tanti, troppi retroscena.


Ufficialmente il no a Berlusconi è secco. Eppure, ci racconta una fonte del M5S, qualcuno, nella segretezza dell’urna, potrebbe finire per votarlo. I motivi? Un «voto di protesta» o addirittura la possibilità di conservare il seggio visto che, nel caso di non elezione di Berlusconi, Forza Italia potrebbe uscire dal governo e il rischio elezioni anticipate sarebbe davvero dietro l’angolo. A questo si aggiungano le chiamate degli ultimi giorni del leader di Forza Italia a diversi deputati e senatori, specialmente dell’area grillina. Dalle parti del centrodestra, intanto, si ribadisce, con fermezza, il sostegno assoluto a Berlusconi. L’ultimo a dirlo è stato il leader della Lega Matteo Salvini. Diverse, però, sono le perplessità, specialmente da parte del Carroccio e di Fratelli d’Italia, sulla possibilità che il leader di Forza Italia possa davvero trovare i numeri necessari per salire al Colle. Gliene servono almeno 52 (senza considerare poi i franchi tiratori). Il centrodestra inizierà a capire come muoversi domani, venerdì 14 gennaio, per il loro primo vertice sul Colle.


Cosa ha detto Conte in assemblea

«Nel Paese reale ci sono persone in fila per i tamponi a prezzi esorbitanti, gli ospedali sono pieni e intere categorie in difficoltà non hanno ricevuto i ristori. Gli italiani pretendono che questo governo non perda neppure un giorno di lavoro», ha detto Conte nel corso dell’assemblea. «Stiamo pagando un prezzo politico alto per il sostegno a questo governo ma dobbiamo pretendere. Bisogna garantire la continuità dell’azione dell’esecutivo, dunque bisogna evitare lo stallo e un eventuale nuovo governo», ha aggiunto. Nessun nome, invece, è stato fatto per il Colle, almeno per ora, segno che nel M5s sono ancora in alto mare. Non c’è convergenza sui nomi. Conte, nello specifico, ha parlato di una «personalità che sia vicina ai nostri principi»: «Non ritengo opportuno scendere nella valutazione di singoli nominativi o rincorrere questa o quest’altra candidatura. Quando avremo una proposta sul tavolo, convocherò la congiunta per informarvi. Se ci fossero passaggi non chiari chiedete a capigruppo e vice, non voglio che rimaniate all’oscuro. Se saremo uniti, saremo all’altezza di quello che il Paese merita», ha concluso.

Il voto online e il mandato pieno a Conte

Toninelli, che è stato ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel primo governo Conte, invece, come apprende Open, è stato uno dei primi a rompere il ghiaccio nel corso della riunione e a proporre il voto online (insieme a Primo Di Nicola e Vincenzo Presutto) oltre a un Mattarella-bis. Quasi tutti gli altri interventi sono stati a sostegno di Conte: pieno mandato, questa è la linea. In pochi, invece, hanno chiesto che sia dato mandato anche ai capigruppo. Sono rimasti in silenzio, di fatto, tutti i “rivali” dell’ex premier, quelli che probabilmente non si adegueranno di certo alle scelte del loro capo politico.

«Voglio rassicurare quei tre intervenuti che hanno raccomandato un maggiore coinvolgimento dei capigruppo che i capigruppo saranno da me aggiornati continuamente», ha concluso Conte, chiudendo di fatto l’assemblea del M5s e incassando almeno la fiducia dei suoi. Intanto un gruppo di una cinquantina di ex grillini si è organizzato per individuare un candidato comune con una votazione online. Tra i candidati al Colle ci sono: Alessandro Barbero, Lorenza Carlassarre, Piercamillo Davigo, Nino Di Matteo, Anna Falcone, Nicola Gratteri, Paolo Maddalena, Giorgio Parisi e Gustavo Zagrebelsky.

Foto in copertina: INSTAGRAM/DAVIDE ZANICHELLI

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