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Spaccatura nel centrodestra, Salvini risponde a Meloni sul Quirinale: «È stata ingenerosa: io ho scelto il Paese»

Duro l’affondo del segretario della Lega, che torna a parlare della trattativa (fallita) con Fratelli d’Italia per trovare un nome condiviso per il Colle

Giorgia Meloni è stata «ingenerosa». Continua lo scontro tra Matteo Salvini e la leader di Fratelli d’Italia, iniziato con il voto governista della Lega a Sergio Mattarella per il Quirinale. «Io fra il mio partito e il mio Paese ho scelto il mio Paese», ha detto commentando l’intesa di maggioranza durante i giorni della partita del Colle. Sicuramente «con delle difficoltà, perché governare con ministri come Speranza e Lamorgese non è facile». Meloni gli aveva chiesto in maniera provocatoria se preferisse stare nel campo del centrodestra «costi quel che costi» o se fosse incline a difendere l’alleanza con il centrosinistra. «Siamo in emergenza sanitaria, pandemica, non è un momento normale – ha detto Salvini, ospite di Zapping su Rai Radio 1 – In condizioni normali mai nella vita governo con il Pd e la sinistra. Quando l’anno scorso il presidente Mattarella, che ieri è stato acclamato da tutti ed elogiato da tutti, ha chiesto ai partiti una scelta di responsabilità e generosità, di superare gli steccati ideologici e mettersi insieme per un anno e mezzo o quello che serve fino a che la pandemia non sarà scongiurata, io ho detto sì. Qualcun altro ha detto no, lecitamente, liberamente».


Salvini: «Avevo proposto almeno cinque donne al Colle»

Il centrodestra – ci tiene a precisare Salvini (che è a casa perché risultato positivo al Covid) – «non è una caserma»: «Se uno preferisce andare a sinistra o con Renzi, o ricostruire una vecchia Dc, è liberissimo di farlo. Il centrodestra è culturalmente e socialmente maggioranza del Paese, governa la maggioranza delle Regioni e Comuni, quindi ha il dovere di mettersi insieme. Ma se qualcuno dice una cosa e poi ne fa un’altra, come accaduto per l’elezione del presidente della Repubblica, non dobbiamo far finta che non ci siano problemi». Infine il leader della Lega è tornato a parlare della candidatura (poi sfumata) della responsabile degli 007 italiani Elisabetta Belloni al Quirinale: «Mattarella è stato, è e sarà un ottimo presidente della Repubblica. Io ho lavorato per un presidente donna, non l’ho mai nascosto, sarei stato orgoglioso di essere non un unico protagonista ma parte di un Parlamento che poteva eleggere il primo presidente donna della storia repubblicana» Le proposte femminili di Salvini, in realtà, erano «almeno cinque, alcune senza appartenenza politica, partitica». «Non andava bene nessuna proposta – tuona lui – e allora, primo fra gli altri, ho detto al presidente Mattarella “ci ripensi, altrimenti qui andiamo avanti ancora una settimana”. Però – ha continuato – una donna al Quirinale è stata un’occasione che qualcuno non ha voluto cogliere e me ne dispiaccio. Al di là degli interventi a Sanremo, dei girotondi, la politica ha avuto un’occasione per eleggere una donna super partes presidente, non l’ha voluta e sarà per la prossima volta», ha concluso.


Foto in copertina di repertorio: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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