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Ucraina, nuova tregua dalla mattina dell’8 marzo per corridoi umanitari. Embargo sul petrolio russo, Mosca: «Conseguenze catastrofiche sui prezzi»

Dopo la fine del terzo round di negoziati, il Cremlino ha fissato per martedì 8 marzo un nuovo cessate il fuoco per permettere le evacuazioni. Putin intanto allontana l’ipotesi di voler far ricorso ai riservisti per rinforzare le truppe in Ucraina

Il terzo round di colloqui tra le delegazioni russa e ucraina, finito dopo circa quattro ore, riapre a una nuova soluzione per una tregua che permetta corridoi umanitari dalle principali città dell’Ucraina. La delegazione di Kiev ha parlato di «piccoli sviluppi positivi», per quanto Mosca sostenga che non siano ancora state soddisfatte tutte le richieste ancora sul tavolo. I negoziati quindi proseguiranno con un nuovo vertice, mentre gli attacchi riprendono con l’arrivo della sera, soprattutto su Kiev.


23.50 – Esplosioni a Odessa

Forti esplosioni sono state sentite nel porto di Odessa. Secondo le autorità ucraine, sarebbe scattato il sistema anti-missilistico di difesa che ha intercettato nuovi attacchi delle forze russe. Come ha raccontato il corrispondente della Bbc nella città portuale: «Abbiamo appena sentito tre o quattro forti esplosioni provenire da ovest. Ci è stato detto che era il sistema di difesa ucraino che abbatteva i missili russi in arrivo lanciati da una delle numerose navi da guerra situate al largo della costa qui». Solo questa mattina, la marina militare ucraina aveva detto di aver colpito una nave russa proprio a Odessa, provocando danni significativi.


23.30 – Putin esclude di coinvolgere i riservisti in Ucraina

In un intervento televisivo per la Giornata mondiale delle Donna, il presidente Russo Vladimir Putin ha escluso la possibilità di richiamare i riservisti dell’esercito e i militari di leva. Secondo il capo del Cremlino, i soldati «professionisti» stanno raggiungendo «gli obiettivi prefissati» da Mosca. Per questo, ha aggiunto Putin: «Sono sicuro che stiamo garantendo la sicurezza e la pace per il popolo russo in modo efficace».

22.10 – Il Cremlino annuncia una nuova tregua

Un tentativo di una nuova tregua dovrebbe avvenire domani mattina 8 marzo dalle 8 in Italia, data fissata da Mosca che ha annunciato un altro cessato il fuoco per permettere corridoi umanitari in Ucraina. Secondo l’agenzia russa Tass che cita fonti del ministero della Difesa di Mosca, gli attacchi dovrebbero interrompersi per far partire le evacuazioni dei civili da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol. La tregua sarebbe dovuta partire da questa mattina, per poi sbriciolarsi rapidamente con la ripresa dei combattimenti, seguita da reciproche accuse di sabotaggio tra Kiev e Mosca. Secondo l’agenzia Interfax, Russia e Ucraina manterranno un sistema di comunicazioni con cui si scambieranno informazioni per il buon esito dei corridoi umanitari.

21.50 – Il Pentagono: «Nessun progresso significativo per la Russia»

«Crediamo che i russi non abbiamo compiuto nessun progresso significativo da giorni», ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby nel suo briefing con la stampa. «Continuano la loro avanzata nel sud, con il controllo di piccolo centri, mentre nel nord non hanno conquistato né Kiev né Kharkiv», ha spiegato. Per quanto riguarda Mariupol, «è circondata» dalle forze di Mosca ma «non ancora presa». Quanto al «grande convoglio» avvistato fuori da Kiev, il portavoce del Pentagono ha spiegato che si trattava probabilmente di «rifornimenti» e non veicoli armati.

21.37 – L’Onu chiede la consegna in sicurezza di aiuti umanitari

L’Onu chiede di poter fornire in sicurezza gli aiuti militari nelle zone di combattimento in Ucraina: lo ha detto al consiglio di sicurezza il segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite per gli affari umanitari Martin Griffiths.

21.15 – Stop al petrolio russo? Mosca avverte: «Conseguenze catastrofiche sui prezzi»

In serata la Casa Bianca ha fatto sapere che gli Usa sono «aperti ad andare avanti con il divieto delle importazioni di petrolio russo anche senza la partecipazione degli alleati europei. Anche se una decisione definitiva non è ancora comunque stata presa», come riferito da fonti dell’amministrazione Biden. Brusca la reazione di Mosca: «L’esclusione del petrolio russo dai mercati internazionali porterebbe a conseguenze catastrofiche – è la dura replica del Cremlino nelle parole del vicepremier russo Aleksandr Novak – e causerà un balzo dei prezzi fino a 300 dollari al barile». Novak ha anche citato «informazioni su una imminente provocazione contro il sistema di trasporto del gas ucraino». Dopo queste dichiarazioni Biden è tornato a precisare che non è ancora stata presa alcuna decisione al momento sull’embargo del petrolio russo.

20.50 – L’esercito ucraino: «Abbattuti due aerei russi sopra Kiev»

Due aerei russi sono stati abbattuti sui cieli sopra Kiev. A renderlo noto, su Facebook, è il comandante in capo delle forze armate ucraine, il generale Valery Zaluzhny.

20.43 – Colpiti due depositi di petrolio a Kiev

«Due attacchi aerei russi hanno colpito i depositi di petrolio a Zytomyr e Cernjachov». A diffondere la notizia è il ministero degli Interni ucraino su Telegram. «A Zytomyr – si legge – ha preso fuoco un carro armato con una capacità di 10 metri cubi. Non ci sono vittime».

20.30 – Cingolani: «Per metà anno, metà gas dalla Russia andrà sostituito»

«Oggi stiamo lavorando per ridurre questa dipendenza dall’importazione di gas dalla Russia e per metà anno, circa la metà del gas importato dalla Russia sarà sostituita da altre fonti». Queste le parole del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ai microfoni del Tg1 a proposito della crisi energetica.

20.18 – Lamorgese: «Profughi ucraini in beni sottratti a mafie»

«L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha avviato il censimento dei beni confiscati in gestione che possono essere destinati in tempi brevi, anche in via temporanea, per accogliere i profughi dall’Ucraina». Così il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. «Con la collaborazione delle prefetture – aggiunge – l’Agenzia diretta dal prefetto Corda individuerà inoltre gli immobili trasferiti ai Comuni ma non ancora utilizzati, idonei per essere impiegati nell’ambito della rete di protezione e tutela per fronteggiare l’emergenza umanitaria».

20.11 – Biden-Scholz-Johnson-Macron: «Aumentare costi per la Russia»

Nel corso di un vertice virtuale, il presidente Usa Joe Biden, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il premier britannico Boris Johnson hanno concordato sulla necessità di «continuare ad alzare i costi per la Russia per la sua ingiustificata e non provocata invasione dell’Ucraina». Lo rende noto la Casa Bianca al termine della videoconferenza tra i quattro leader.

19.40 – Il mercato dell’oro di Londra blocca import Russia

Il mercato dell’oro di Londra, il maggiore a livello mondiale, ha bloccato l’import dalla Russia a causa dell’offensiva in Ucraina. Stando a quanto sottolinea Bloomberg, la decisione dell’associazione londinese Lbma di sospendere gli esportatori russi dalla sua lista accreditata determina un embargo de facto al metallo prezioso di Mosca. Le gran parte delle banche e degli operatori trattano solo l’oro di operatori inclusi nell’elenco. La Russia è uno dei maggiori produttori di oro a livello mondiale.

18.58 – Concluso il terzo round dei negoziati

Dopo quasi quattro ore di colloqui tra la delegazione russa e quella ucraina, si è concluso il terzo round di negoziati. Ad annunciarlo è l’ambasciata di Mosca in Bielorussia, citata dall’agenzia di stampa Tass. «Ci sono piccoli sviluppi positivi nel miglioramento della logistica per i corridoi umanitari», ha commentato via Twitter il consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak. «Le nostre aspettative non sono state soddisfatte, ma i negoziati continueranno». Così ha detto invece il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky. «Non ci illudiamo di ottenere risultati definitivi nel prossimo round di colloqui, è un lavoro difficile», ha aggiunto Leonid Slutksy, altro negoziatore russo, citato a Interfax. In conclusione, la Russia si augura che «domani i corridoi umanitari funzionino». Stando a quanto annunciato dall’ambasciata di Mosca, un quarto round di colloqui tra Russia e Ucraina si terrà presto in Bielorussia.

18.53 – Conte: «Nuove sanzioni? Non danneggiare popolazione»

«Nuove sanzioni? Lo valutiamo – dice il leader del M5s Giuseppe Conte -. Se necessario non ci sottrarremo all’inasprimento di sanzioni ma quelle introdotte sono già molto severe per l’economia russa. Il messaggio è che non vogliamo creare difficoltà alla popolazione russa. Ecco perché ci auguriamo di non doverci arrivare, ma se necessario l’Italia darà il suo contributo».

18.44 – Pentagono: «Altri 500 soldati in Europa, ne avremo 100.000»

Il Dipartimento della Difesa americano ha ordinato l’invio di altri 500 soldati in Europa. A riferirlo è l’agenzia Bloomberg e la Cnn, che citano un funzionario del Pentagono secondo il quale gli Usa avranno circa 100.000 soldati in Europa.

18.35 – Kiev: «10 miliardi dollari danni da inizio invasione russa»

I danni provocati dall’invasione russa alle infrastrutture dell’Ucraina ammontano ad almeno 10 miliardi di dollari. Lo ha reso noto parlando alla tv ucraina il ministro competente di Kiev, Oleksander Kubrakov, indicando che il bilancio è aggiornato a domenica e spiegando che per le riparazioni ci vorranno tra uno e due anni.

17.57 – L’Ue apre a tetto ai prezzi del gas

EPA/OLIVIER HOSLET

La Commissione europea ha fatto sapere di essere «pronta a sostenere gli Stati membri nella progettazione» di misure di regolazione dei prezzi del mercato del gas. Lo si legge nella bozza della comunicazione sull’energia che sarà presentata domani, visionata in anteprima da Ansa. In determinate condizioni, «gli Stati membri possono intervenire con l’attuazione eccezionale e limitata nel tempo di prezzi regolamentati», si legge nel documento, in cui viene evidenziato che il quadro giuridico del mercato elettrico «consente interventi pubblici nella fissazione dei prezzi» e che la misura dovrebbe essere «mirata».

17.45 – Rublo in caduta: è a 150 sul dollaro

Si aggrava la crisi del rublo sui mercati valutari alla luce delle sanzioni internazionali, dell’isolamento finanziario e della fuga delle imprese straniere. La valuta di Mosca registra una fortissima flessione nei confronti di tutte le altre monete. Oggi viene scambiata a 150 sul dollaro, dopo aver toccato un minimo storico di 162, con il biglietto verde che è arrivato a guadagnare fin quasi il 32%. Se all’inizio del 2022 bastavano 75 rubli per un dollaro, ora ne servono il doppio.

17.35 – Kiev attacca Israele: «I soldi di Mosca sono intrisi di sangue»

«Mentre il mondo sanziona la Russia per le sue barbare atrocità in Ucraina, alcuni preferiscono fare soldi intrisi di sangue ucraino». Questo il durissimo attacco lanciato via Twitter dal ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba nei confronti di Israele. «La compagnia aerea El Al sta accettando pagamenti usando il sistema bancario russo “Mir” progettato per eludere le sanzioni. Un fatto immorale e un duro colpo alle relazioni ucraino-israeliane».

17.10 – Mosca non ha un piano per disconnettere il web

Il ministero della Sicurezza digitale russo ha dichiarato di non avere in programma di disconnettere la Russia da Internet globale. Lo riporta la Tass sul suo profilo Telegram dopo che la testata Nexta tv aveva anticipato documenti su un piano di Mosca per disconnettere la rete dall’11 marzo. «Ci sono continui attacchi informatici ai siti russi dall’estero. Ci stiamo preparando per diversi scenari. Non ci sono piani per disconnettere Internet dall’interno». ha affermato il ministro.

16.55 – Telefonata Macron-Scholz-Xi

Il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz dovrebbero avere una telefonata congiunta con il presidente cinese Xi Jinping nella giornata di domani. Al centro del colloquio ci saranno sicuramente il conflitto in Ucraina e le relazioni tra Europa e Cina.

16.41 – Bombardato un panificio vicino Kiev, 13 morti

Almeno 13 persone sono morte nel bombardamento aereo a ovest di Kiev, nei pressi di Makariv. Lo rendono noto i soccorsi ucraini.

16.31 – Jacopo Tissi lascia il Bolshoi

Jacopo Tissi ha annunciato di aver lasciato il teatro Bolshoi di Mosca, dove lo scorso dicembre era stato nominato primo ballerino. «Sono scioccato da questa situazione che ci ha colpito da un giorno all’altro e, onestamente, per il momento, mi ritrovo impossibilitato a continuare la mia carriera a Mosca», ha scritto il giovane su Instagram: «Nessuna guerra può essere giustificata. Mai. E io sarò sempre contro ogni tipo di violenza. Non possiamo lasciare che l’odio si diffonda, anzi, il nostro mondo dovrebbe essere pieno di armonia, pace, comprensione e rispetto. Spero davvero e prego che tutte le guerre e sofferenze cessino al più presto».

16.21 – Letta: «Non possiamo fare di più con le armi per Kiev»

«Non possiamo fare di più in termini di aiuti militari all’Ucraina: è duro da dire, è straziante sentire gli ucraini dire “con le vostre armi e i vostri aerei chiudete i nostri cieli”, anche ieri alla manifestazione – ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, in un filo diretto a Radio Immagina -. Sappiamo che è difficile ascoltare e interagire con questa domanda. Per questo dobbiamo rispondere con l’accoglienza, aiutare i ricongiungimenti, con un sistema accelerato».

16.00 – Altri 3.000 ucraini in Italia in 24 ore, ora sono 17 mila

Sono 17.286 i civili ucraini in fuga dalla guerra entrati in Italia fino a questo momento. Di questi, 8.608 sono donne, 1.682 uomini e 6.996 minori. Il dato è aggiornato alle ore 8 di oggi ed indica una crescita di altri 3.000 arrivi in 24 ore. Le destinazioni scelte in larga parte risultano essere Roma, Milano, Bologna e Napoli, dove vengono raggiunti familiari o conoscenti già presenti in Italia. Ad aggiornare i numeri degli ucraini che passano la frontiera italiana è il ministero dell’Interno sul suo sito.

15.38 – Blinken: «Contrari alla no fly zone, non vogliamo che il conflitto si allarghi»

«Gli Stati Uniti non vogliono un ampliamento del conflitto e non vogliono una no fly zone sull’Ucraina». Questa la netta presa di posizione del segretario di Stato americano, Antony Blinken. Nel corso di una conferenza stampa in Lituania, Blinken ha ribadito l’impegno degli Usa e degli alleati in merito all’articolo 5 della Nato in base al quale «un attacco a un Paese è un attacco a tutti». «Se c’è qualche aggressione da qualche parte, sul territorio della Nato, nei paesi della Nato, noi Stati Uniti, tutti i nostri alleati e partner agiremo per difendere ogni centimetro del territorio della Nato».

15.22 – Al via il terzo round di colloqui

Il terzo round di colloquio tra Russia e Ucraina in Bielorussia è cominciato con un leggero ritardo rispetto a quanto previsto. I negoziati sono ora in coro. Lo annuncia l’agenzia di stampa Belta.

14.54 – Scholz: «Energia dalla Russia essenziale per l’Europa»

La Germania «accoglie con favore tutti gli sforzi internazionali per reagire all’invasione russa dell’Ucraina con sanzioni mirate ma l’Europa ha deliberatamente esentato dalle sanzioni le forniture di energia dalla Russia». Così il cancelliere tedesco Olaf Scholz sulla delicata questione dell’approvvigionamento energetico dei paesi Ue. «Attualmente non c’è altro modo per garantire la fornitura energetica dell’Europa per il riscaldamento, la mobilità, l’energia elettrica e l’industria», spiega Scholz, «è quindi di fondamentale importanza per i servizi di interesse generale e per la vita quotidiana dei nostri cittadini».

14.50 – Onu: «406 civili uccisi e 801 feriti da inizio guerra»

La stima è di 406 civili uccisi sotto i bombardamenti russi da inizio conflitto ma il numero potrebbe essere molto più alto. Il report dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani fornisce il bollettino di guerra degli innocenti deceduti sotto le armi russe. I feriti invece risultano 801 ma anche in questo caso, fa notare l’Onu, il numero reale «potrebbe essere maggiore».

14.40 – Di Maio: «Soluzione non è dare ai russi quello che vogliono»

«Se la soluzione deve essere quella di dare a Vladimir Putin quello che vuole, significa non aver raggiunto una soluzione diplomatica». Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio parlando della guerra in Ucraina. «Abbiamo un tavolo con ucraini e russi ma non c’è fiducia», ha continuato Di Maio, «ci devono essere gli attori internazionali che possono facilitare questo dialogo, costruire la fiducia per arrivare alla soluzione, ma devono nell’immediato riuscire a negoziare almeno un cessate un fuoco». E ha aggiunto: «Questo è quello che dobbiamo avere come obiettivo nel breve termine: tregua umanitaria ed evacuazione civili, secondo lavorare per la pace e molti Paesi possono aiutare». Il ministero degli Esteri ha poi fatto riferimento alla repressione operata dalle forze russe sui manifestanti contro la guerra: «Il numero di cittadini russi imprigionati, colpevoli di opporsi al conflitto è impressionante: 15mila arrestati perché osavano manifestare».

14.30 – Biden in videoconferenza con Macron, Scholz e Johnson

Secondo quanto riferito dalla nota ufficiale della Casa Bianca, il presidente Usa Joe Biden discuterà nelle prossime ore gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina in una videoconferenza dalla Situation Room con il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro britannico Boris Johnson.

14.26 – Michel: «Ue discuterà richiesta Ucraina nei prossimi giorni»

«I leader dell’Unione europea discuteranno la richiesta dell’Ucraina di entrare a far parte del blocco delle 27 nazioni nei prossimi giorni». A farlo sapere tramite Twitter è il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. «La solidarietà, l’amicizia e l’assistenza senza precedenti dell’UE all’Ucraina sono incrollabili», ha continuato. La data prevista per la discussione sarà quella di giovedì 10 marzo. Oltre ad affrontare i principali temi della guerra.

14.04 – Cremlino: «Kiev accetti le nostre condizioni e guerra finirà»

«La Russia è pronta a mettere fine in un istante alle operazioni militari in Ucraina se Kiev accetta le richieste di Mosca», a ribadirlo è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dall’agenzia Reuters. «E cioè che cambi la Costituzione per dichiararsi neutrale e quindi rinunciando ad entrare nella Nato, riconosca la Crimea come territorio russo e riconosca le Repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk».

13.40 – Cnn: «Carri armati russi vicino a condomini di Kiev»

CNN | Estratto della geolocalizzazione fatta a ovest di Kiev

Secondo la Cnn e un video geolocalizzato dalla stessa emittente americana i carri armati russi starebbero prendendo posizione «in un’area densamente popolata appena a ovest di Kiev». Il video sarebbe stato filmato da un residente di un condominio nel distretto di Irpin, luogo in cui nelle ultime ore le forze russe hanno sparato verso la capitale, uccidendo diversi civili. Nelle immagini si vedono almeno cinque carri armati russi e i loro equipaggi a pochi passi dai civili.

13.27 – Orbán: «Le armi per l’Ucraina non passeranno dall’Ungheria»

L’Ungheria ha emanato un decreto che vieta il trasferimento delle armi in Ucraina attraverso il territorio nazionale. A farlo sapere è stato il premier Viktor Orbán in un video pubblicato su Twitter. «Domani a Londra ci sarà un incontro di tutti i premier dei Paesi Visengrad», ha poi avvisato, riferendosi ai leader di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, e Slovacchia.

13.10 – Ong: «Almeno 150 giornalisti fuggiti da Mosca»

La Ong Ovd ha intervistato i dipendenti di 17 redazioni estere della capitale russa. Lo scenario registrato è quello di un esodo collettivo anche dell’informazione: sono almeno 150 i giornalisti che da inizio del conflitto hanno lasciato la Russia. «La fuga di massa», spiega Ovd, «è stata provocata dall’approvazione di una nuova legge che punisce con la prigione la diffusione di presunte notizie “false” sulle azioni delle forze armate russe».

12.52 – Draghi: «Via diplomatica non funziona»

«Finora la soluzione diplomatica non ha dato alcun frutto, la determinazione della Russia è chiarissima ed è andare avanti e procedere finché il Paese non si sia arreso». Così il premier Mario Draghi sulla crisi Russia-Ucraina subito dopo l’incontro con la presidente di Commissione Ue Ursula von der Leyen. «Probabilmente anche instaurare un governo amico e sconfiggere la resistenza», continua il presidente elencando i possibili obiettivi di Vladimir Putin.

Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev| Il premier italiano Mario Draghi a Bruxelles per l’incontro con la presidente di Commissione Ursula von der Leyen

12.45 – Incontro tra Lavrov e Kuleba in Turchia

La notizia arriva dal ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu: gli omologhi di Russia e Ucraina, Sergey Lavrov e Dmytro Kuleba, hanno confermato la loro disponibilità a parlarsi in Turchia il 10 marzo. L’occasione sarà quella del Forum della diplomazia di Antalya. «L’incontro si terrà in un formato trilaterale», ha detto Cavusoglu ad Ankara, «e ci sarò anch’io». Il presidente turco Erdogan aveva tentato di organizzare un incontro tra gli omologhi Putin e Zelensky prima dell’invasione russa in Ucraina senza però riuscirci. A confermare la notizia dell’accordo anche Mosca: «Il ministro degli Esteri Kuleba e quello ucraino Lavrov si vedranno in presenza di quello turco Mevlut Cavusoglu a margine del forum di Antalya».

12.36 – Kiev: «Gerusalemme possibile luogo per negoziati»

Secondo quanto riportato dai media ucraini, il governo di Kiev starebbe considerando Gerusalemme come luogo possibile per lo svolgimento di negoziati con la Russia. La notizia sarebbe stata riferita dall’ambasciatore ucraino in Israele Yevgen Kornichuk che ha ringraziato il presidente israeliano Bennett «per gli sforzi di mediazione di questi giorni». Ma ha anche aggiunto: «Non sono sicuro che la mediazione sia stata utile, ma solo il fatto che Bennett sia partito di sabato per parlare di pace è senza precedenti».

12.18 – La Russia approva lista di “Paesi ostili”. C’è anche l’Italia

Il governo russo ha approvato oggi una lista di “Paesi ostili”: una punizione per aver applicato o per essersi uniti a sanzioni contro Mosca. Nell’elenco compare anche l’Italia in quanto Paese europeo. A riferirlo è l’agenzia di stampa ufficiale Tass: tra i Paesi anche gli Usa, i Paesi Ue, la Gran Bretagna, il Giappone, la Corea del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera oltre che ovviamente la stessa Ucraina.

12.12 – Zelensky agli alleati: «Quanti altri morti vi servono?»

«Dateci degli aerei per difenderci». Così il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky torna a chiedere aiuto agli alleati nel corso di una diretta video sui suoi canali social. «Quanti morti vi servono per mettere in sicurezza i nostri cieli?», ha poi continuato, «stiamo aspettando questa decisione: o decidete con le forze che avete o fornendo aerei e sistemi anti-aerei che ci diano la forza di farlo». Il presidente ucraino ha continuato: «Durante la notte la Russia ha colpito Mykolayv, le aree residenziali, usando razzi e artiglieria. Hanno colpito Kharkiv e i quartieri vicini e hanno colpito anche altre città. Questo non ha senso dal punto di vista militare, è semplicemente terrore».

12.03 – Oms: «200 strutture sanitarie nel mirino dei russi»

Nel primo bollettino elaborato dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla guerra in Ucraina emerge che «più di 200 strutture sanitarie del Paese si sono trovate o si trovano lungo le linee del conflitto o in aree di controllo modificate nel corso della prima settimana di conflitto della Russia». L’Oms lancia l’allarme su come ormai in Ucraina sia diventato molto difficile assistere malati e feriti. «In alcune aree si rischia l’interruzione dei servizi sanitari e ci sono segnalazioni di strutture danneggiate o distrutte».

11.53 – Putin espulso da Federazione internazionale judo

«Il presidente russo Vladimir Putin e l’oligarca Arkady Rotenberg sono stati rimossi da tutte le posizioni presso la Federazione internazionale di judo a livello mondiale». Così nel comunicato ufficiale, diffuso pochi minuti fa, la Federazione sportiva di judo annuncia la decisione nei confronti del presidente russo alla luce dell’invasione sul territorio ucraino. La notizia arriva dopo un altro passo che pochi giorni fa l’Organizzazione aveva fatto in opposizione alle scelte guerrafondaie di Putin, sospendendolo dal ruolo di presidente onorario.

11.40 – Draghi: «Sulle sanzioni facciano tutti come l’Italia»

«Vorrei davvero vedere che misure analoghe sull’attuazione delle sanzioni siano prese da tutti i nostri Paesi come ha fatto l’Italia». Così il premier Mario Draghi ha parlato nel discorso in inglese fatto a Bruxelles durante l’incontro con la presidente di Commissione Ursula von der Leyen. «Ora dobbiamo essere tutti rapidi nell’attuazione di questo punto». Il presidente del Consiglio è stato convocato da von der Leyen a Bruxelles per dialogare sui temi più urgenti che riguardano il conflitto Russia-Ucraina. Migranti, sanzioni e crisi energetica gli argomenti messi sul tavolo. Il presidente del Consiglio esclude «per ora» un allargamento del conflitto. Mentre sulla questione energia rassicura: «Stiamo procedendo molto bene e molto rapidamente sul fronte della diversificazione».

11.26 – Delegazione russa a Brest, alle 12 i colloqui

Secondo quanto riferisce l’agenzia Ria Novosti, l’aereo che trasporta la delegazione russa è appena arrivata a Brest, la località in Bielorussia che sta ospitando i negoziati tra Russia e Ucraina. L’inizio dei colloqui è previsto per le 12.

11.10 – Onu, i profughi sono 1,7 milioni

Sale in modo esponenziale il conto dei profughi che provengono dall’Ucraina, dicono le Nazioni unite. Questa mattina, il conteggio è stato già ulteriormente aggiornato rispetto a quello che risultava solo poche ore fa. L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha conteggiato dal 24 febbraio al 6 marzo, 1.708.436 rifugiati Oltre un milione di questi sono giunti in Polonia, gli altri sono dispersi in altri paesi europei.

10.40 – Via alla tregua per i corridoi umanitari verso Russia o Bielorussia

E’ iniziata la tregua dichiarata per l’avvio di sei corridoi umanitari in Ucraina. A riferirlo è l’agenzia russa Interfax che però spiega anche come il cessate il fuoco dalle 10 ora di Mosca sia servito ad aprire sei corridoi umanitari che però portano tutti in Russia, Bielorussia o in zone dell’Ucraina considerate “sicure”. I corridoi sono infatti da Kiev a Gomel (Bielorussia), due da Mariupol a Zaporizhzhya (sud-est Ucraina) e Rostov sul Don (Russia meridionale), uno da Kharkiv a Belgorod (Russia occidentale) e due da Sumy a Belgorod e Poltava (Ucraina centrale). Non ci sono corridoi umanitari verso l’Europa e per questo motivo Kiev ha già detto di considerare questa tregua «immorale» e che questi percorsi sicuri non saranno usati dalla popolazione.

10.46 – La Russia: disconnessione da internet

La Russia si sta preparando a disconnettersi dalla rete unternet globale. È la notizia rilanciata dal profilo di Nexta tv su Twitter e anche da un profilo legato ad Anonymous, sempre su Twitter, che si chiama @LatestAnonPress. L’operazione dovrebbe avvenire entro l’11 marzo. L’account di Nexta tv pubblica due pagine di documenti in russo e spiega che tutti i server e i domini devono essere trasferiti nella zona russa, inoltre si stanno raccogliendo dati dettagliati sull’infrastruttura di rete dei siti. Il ministero della Difesa britannico invece ritiene che la Russia stia cercando di impedire ai cittadini ucraini di avere accesso e notizie e a informazioni attendibili colpendo la rete di comunicazione dell’Ucraina. «È molto probabile che anche l’accesso a Internet dell’Ucraina venga interrotto a causa dei danni collaterali causati dagli attacchi russi alle infrastrutture», si legge in una nota del ministero, che «nell’ultima settimana ha segnalato interruzioni di Internet a Mariupol, Sumy, Kiev e Kharkiv».

10.31 – La Croce Rossa: mine sui corridoi umanitari

Ci sono delle mine sui percorsi per l’evacuazione dei civili ucraini. Lo denuncia un operatore del Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc) alla Bbc. Alcuni operatori della Croce Rossa, ha spiegato Dominik Stillhart, direttore delle operazioni dell’Icrc, hanno cercato di uscire da Mariupol domenica lungo una strada consentita, ma subito si sono resi conto che «la strada indicata loro era in realtà stata minata». Interpellato su cosa sia andato storto finora nella realizzazione dei corridoi umanitari, Stillhart ha spiegato ad una trasmissione radiofonica della Bbc che da entrambe le parti si è discusso per giorni ma i problemi sono rimasti: quello che serve è che le due parti trovino un accordo concreto, percorribile e preciso, mentre finora ci sono stati accordi solo di principio, che sono stati subito infranti perché senza dettagli sulle strade e su chi può usarle. «Questo è il motivo per cui è così importante che le due parti abbiano un preciso accordo per noi così da poter facilitare la gestione sul terreno», ha concluso.

10.16 – Colpiti un aeroporto e una struttura nucleare

L’agenzia di stampa Afp scrive che nove persone sono morte nel bombardamento dell’aeroporto di Vinnytsia. Lo scalo era stato colpito anche ieri e il portavoce dell’aeronautica ucraina aveva affermato su Twitter che i missili lanciati all’aeroporto di Vinnytsia erano stati lanciati dall’autoproclamata Repubblica della Transnistria in Moldavia. L’aeroporto si trova a 200 km a sud ovestr di Kiev. «Lunedì mattina, 15 persone sono state estratte dalle macerie, di cui nove sono morte: cinque civili e quattro soldati», dicono gli ucraini sul canale Telegram, precisando che «la ricerca continua» per trovare altre possibili vittime. Nel frattempo la principale agenzia di sicurezza ucraina ha riferito che le forze russe hanno lanciato razzi sull’Istituto di fisica e tecnologia di Kharkiv, che ospita una struttura nucleare. Lo riferisce il Washington Post precisando di non poter confermare in modo indipendente la notizia, diffusa con un post su Telegram attraverso Ukraine Now, un canale governativo, secondo cui l’attacco «avrebbe potuto portare a una rilevante catastrofe ambientale». La struttura, conosciuta come Neutron Source, ha «37 elementi di combustibile nucleare scaricati nella sua zona attiva».

10.00 – La Cina: «Amicizia duratura con la Russia»

Dopo giorni di silenzio, la Cina prende la parola per la prima volta esplicitamente e in modo ampio sulla situazione internazionale e in particolare sull’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha dichiarato che quella tra la Cina e la Russia è un'”amicizia duratura”, “solida come una roccia”, e afferma come i due Paesi contribuiscono a portare “pace e stabilità nel mondo”. L’occasione è stata la conferenza stampa a margine dei lavori annuali del Parlamento cinese: “L’amicizia tra Cina e Russia si basa sulla non alleanza, sul non confronto e sul non prendere di mira qualsiasi terza parte”. I due Paesi “manterranno il focus strategico e continueranno ad approfondire il partenariato strategico globale di coordinamento per una nuova era”. La Cina, ha aggiunto Wang, ha un giudizio “indipendente” su quello che accade in Ucraina, ed è disposta a mediare sulla base di sei punti: rispetto dei principi di giustizia e neutralità, piena attenzione alla gente costretta ad abbandonare le proprie case, protezione dei civili per scongiurare i disastri umanitari secondari, verifica che gli aiuti arrivino a destinazione velocemente, certezza della sicurezza degli stranieri in Ucraina e supporto all’Onu nel coordinamento degli aiuti. Sulla base di questi temi, si dice disposta a lavorare con la comunità internazionale ogni volta che è necessario per mediare sulla crisi ucraina.

9.30 – Benzina e gas, prezzi alle stelle

In base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self sale a 2,004 euro al litro (venerdì 1,912), con i diversi marchi compresi tra 1,994 e 2,032 euro al litro (no logo 1,971). Il prezzo medio del diesel self schizza a 1,901 euro al litro (venerdì 1,788) con le compagnie posizionate tra 1,881 e 1,977 euro al litro (no logo 1,891). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato cresce a 2,117 euro al litro (venerdì 2,039). Per quanto riguarda il servito in base ai dati di Qe, gli impianti colorati mostrano prezzi medi praticati tra 2,069 e 2,226 euro al litro (no logo 2,014). La media del diesel servito vola a 2,019 euro al litro (venerdì 1,921) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,999 e 2,095 euro al litro (no logo 1,930). La Borsa di Milano amplia il calo rispetto all’avvio di seduta con il Ftse Mib che cede il 4,5% a 21,452 punti. A Piazza Affari raffica di sospensioni in asta di volatilità a ribasso, tra cui Stellantis con un calo teorico dell’11% e Banco Bpm -11%. E il prezzo del gas in Europa balza al suo nuovo massimo storico. Ad Amsterdam il prezzo si infiamma a 300 euro al Mwh, con un rialzo del 54%. A Londra il prezzo sale a 697 penny al Mmbtu (+51%).

9.00 – Faz: pulizia etnica in Ucraina

Un portavoce del presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato lunedì che la proposta russa sui corridoi umanitari è «completamente immorale» visto che Mosca ha fatto sapere che avrebbe consentito alle persone di fuggire dalle città ucraine a condizione che andassero verso la Bielorussia o in Russia. Zelenskiy ha fatto sapere che ai cittadini ucraini dovrebbe essere consentito di lasciare le loro case attraverso il territorio ucraino e ha accusato la Russia di aver deliberatamente ostacolato i precedenti tentativi di evacuazione. «Questa è una storia completamente immorale. La sofferenza delle persone viene utilizzata per creare l’immagine televisiva desiderata», ha affermato il portavoce in un messaggio scritto citato dall’agenzia di stampa Reuters. «Questi sono cittadini ucraini, dovrebbero avere il diritto di evacuare nel territorio dell’Ucraina». Intanto il ministero della Difesa britannico ritiene che la Russia sta cercando di impedire ai cittadini ucraini di avere accesso e notizie e a informazioni attendibili colpendo la rete di comunicazione dell’Ucraina.

«È molto probabile che anche l’accesso a Internet dell’Ucraina venga interrotto a causa dei danni collaterali causati dagli attacchi russi alle infrastrutture», si legge in una nota del ministro della Difesa britannico che «nell’ultima settimana ha segnalato interruzioni di Internet a Mariupol, Sumy, Kiev e Kharkiv». E il giornale tedesco Frankfurter Allgermeine Zeitung scrive che Putin sta lavorando a una pulizia etnica: «Non c’è dubbio che la guerra in Ucraina sia rivolta specificamente alla popolazione civile. Intere città sono già state devastate», scrive il quotidiano tedesco in un editoriale, in cui adombra un progetto putiniano di pulizia etnica, perché «i bombardamenti e le distruzioni ricordano i crimini di guerra in Siria e Cecenia», mentre «i corridoi umanitari, come quello attuale di Mariupol, servivano non solo per il salvataggio, ma anche per l’espulsione ‘ordinata’» degli ucraini. Insomma, dice la Faz, «l’illusione della grande Russia di Putin ricorda anche la pulizia etnica nell’ex Jugoslavia».

8.53 – Attore ucraino morto in guerra

Il noto attore e conduttore tv ucraino Pasha Lee è morto nel corso degli scontri a Irpin, alla periferia di Kiev. Lee aveva 33 anni e si era arruolato nelle truppe ucraine il primo giorno dell’inizio dell’invasione russa. A riportare la notizia della sua morte è l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo della Unione nazionale dei giornalisti, Serhiy Tomilenko. Da ieri nella città di Irpin, le truppe russe stanno avanzando con carri armati e unità di fanteria motorizzata, oltre a tentare di raggiungere la periferia orientale di Kiev attraverso i distretti di Brovarsky e Boryspil.

8.26 – Oro, petrolio, gas e Borse

Il gas avvia le quotazioni con un balzo che lo porta ai massimi storici, con gli effetti della guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia. Ad Amsterdam in avvio di seduta il prezzo è schizzato a 225 euro al Mmbtu, con un incremento del 17%, per poi ritracciare a 216 euro (+12,2%). Intanto le Borse europee si avviano verso una nuova seduta in forte calo. Sui mercati pesano i rincari delle materie prime e dell’energia mentre si discute di nuove sanzioni con il divieto di importare il petrolio russo. I future dell’Euro Stoxx 50 cedono il 2,7%. Male anche quelli di Francoforte (-2,9%) e Londra (-1,9%). In flessione anche Wall Street. Crescono anche i prezzi di oro e nickel: il lingotto con consegna immediata dopo aver toccato i 2.000 dollari l’oncia segna 1.980 dollari l’oncia con un rialzo dello 0,5%. Il rialzo maggiore è però del Nichel che ha visto un balzo del 16%. In tensione anche l’alluminio (+2%) e il rame (+3%). Corre il palladio che sale del 5,2 percentuali attorno ai 3.137 dollari all’oncia

7.00 – Mosca: corridoi umanitari dalle 10

L’esercito russo cesserà il fuoco questa mattina per permettere i corridoi umanitari in diverse città ucraine: lo riporta il Guardian, che cita Interfax. I corridoi saranno aperti dalle 10:00 ora di Mosca (le 8:00 in Italia) da Kiev, Mariupol, Kharkiv e Sumy su richiesta del presidente francese Emmanuel Macron. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo. Intanto la città di Irpin, alla periferia nord-occidentale di Kiev e considerata tra i punti strategici per l’avanzata delle truppe russe verso Kiev, è senza elettricità, acqua e riscaldamento da più di tre giorni. Lo ha reso noto lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine, aggiungendo che i russi «hanno proibito agli abitanti di lasciare le proprie case». Poche ore fa, l’esercito ucraino ha denunciato che le truppe russe si stanno riorganizzando e ammassando risorse “per assaltare Kiev”. Secondo il comunicato del ministero della Difesa diffuso dalle agenzie russe, il corridoio da Kiev porterà a Gomel, in Bielorussia, con la possibilità per i civili in fuga di essere trasferiti in aereo in Russia. Da Mariupol sono previsti due percorsi: verso Rostov sul Don, in Russia, e Zaporizhzhia, in Ucraina. Due tragitti sono stabiliti anche da Sumy; verso la russa Belgorod e l’Ucraina Poltava. A Belgorod si dirige anche l’unico corridoio possibile per evacuare i civili da Kharkiv. La Russia ha annunciato, inoltre, di aver informato dei piani di evacuazione della popolazione le strutture internazionali competenti di Onu, Osce, e Croce Rossa internazionale. Intanto l’Eliseo smentisce di aver chiesto i corridoi umanitari a Putin.

6.25 – Truppe russe per Kiev

La Russia ha iniziato ad «ammassare le proprie risorse per prendere d’assalto Kiev», ha reso noto l’esercito ucraino in un rapporto: nel sobborgo di Irpin, alla periferia occidentale della capitale, le truppe stanno avanzando con carri armati e unità di fanteria motorizzata, oltre a tentare di raggiungere la periferia orientale attraverso i distretti di Brovarsky e Boryspil, affermano i militari. Un assalto a cui potrebbero partecipare anche combattenti reclutati in Siria, scrive il Wall Street Journal citando quattro funzionari americani, in virtù della loro esperienza nella guerriglia urbana.

5.00 – Mosca recluta mercenari siriani per la guerra in Ucraina

La Russia sta reclutando mercenari siriani esperti nei combattimenti cittadini per l’Ucraina. Il Wall Street Journal afferma che secondo funzionari statunitensi Mosca, che è all’opera in Siria dal 2015, ha chiamato combattenti dalla zona per utilizzare la loro esperienza nei combattimenti per prendere Kiev. La mossa indica una potenziale escalation dei combattimenti sul campo. Alcuni sono già in Russia, secondo l’intelligence Usa. Secondo una pubblicazione con sede a Deir Ezzor in Siria, la Russia ha offerto tra i 200 e i 300 dollari per andare a lavorare in Ucraina come guardiani. Decine di migliaia di soldati russi si trovano già in Ucraina. Secondo alcuni esperti ai combattenti siriani potrebbe essere offerto anche un ruolo di controllo dell’ordine pubblico.

4.40 – GB: avanzata russa al minimo

Il ministero della Difesa britannico afferma nel suo ultimo rapporto di intelligenze che l’avanzata russa in Ucraina nell’ultima settimana è stata minima. «È altamente improbabile che la Russia abbia raggiunto con successo gli obiettivi pianificati fino ad oggi», sostiene il rapporto. Il ministero rileva tuttavia che un «alto livello di attacchi aerei e di artiglieria russi ha continuato a colpire siti militari e civili nelle città ucraine nelle ultime 24 ore. I recenti attacchi – sottolinea il rapporto – hanno preso di mira Kharkiv, Mykolaiv e Chernihiv, e sono stati particolarmente pesanti a Mariupol». Intanto i prezzi del petrolio continuano a salire in Asia, così come quelli dell’oro, che hanno superato i 2.000 dollari l’oncia (28,3 grammi), mentre i mercati azionari regionali sono caduti di fronte alle ripercussioni della guerra russo-ucraina sull’economia globale. E l’Ucraina ha sospeso le esportazioni di alcuni prodotti a causa del crescente rischio di carenza di cibo: lo ha annunciato ieri il governo, secondo quanto riportano i media internazionali. Sono state sospese le esportazioni di carne, segale, avena, grano saraceno, zucchero, miglio e sale. Allo stesso tempo, le esportazioni di grano, mais, pollame, uova e olio saranno consentite solo con il permesso del ministero dell’Economia.

3.15 – La false flag sul reattore nucleare

Il ministero della Difesa russo ha reso noto oggi che le forze di sicurezza ucraine e il battaglione nazionalista Azov stanno pianificando un attentato contro un reattore nucleare del Centro Nazionale di Ricerca dell’Istituto di Fisica e Tecnologia di Kharkiv per accusare le forze armate russe di aver lanciato presumibilmente un missile contro un sistema nucleare sperimentale. Lo riporta la Tass.

2.15 Anonymous hackera la tv russa

Il collettivo Anonymous ha hackerato la tv russa e trasmesso video e filmati della guerra in Ucraina invece della normale programmazione. Intanto in meno di una settimana Usa e Nato hanno fornito a Kiev oltre 17 mila armi anti tank, compresi i missili Javelin, tramite la frontiera con Polonia e Romania, scaricandole da giganteschi aerei cargo, tra cui un Antonov An-124 appartenente alle forze dell’Ucraina, che lo ha acquistato durante la Guerra Fredda, quando faceva parte dell’Urss. Lo scrive il New York Times, paragonando per certi versi il ponte aereo in corso a quello organizzato dagli occidentali nel 1948-1949 per trasportare cibo e altri generi di prima necessità nella Berlino Ovest circondata dai sovietici.

1.40 – Kiev, situazione catastrofica

La situazione nei sobborghi di Bucha, Hostomel e Irpin della capitale ucraina Kiev è catastrofica: lo ha detto all’emittente locale Belsat TV il consigliere della presidenza ucraina, Oleksiy Arestovich. Ieri gli sforzi per evacuare i residenti di queste località sono falliti e il funzionario ha sottolineato che il governo stava facendo tutto il possibile per riprendere le evacuazioni. D’altro canto la Russia ha lanciato 600 missili dall’inizio della sua invasione in Ucraina: lo riferisce un alto dirigente del Pentagono, secondo cui inoltre Mosca ha mobilitato circa il 95% delle sue forze dentro il Paese confinante.

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