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Ucraina, gli Usa: «Putin mal informato dalle forze armate». Mosca apre al cessate il fuoco a Mariupol e inizia il ritiro da Chernobyl

Washington non crede alla de-escalation annunciata ieri dal Cremlino. Nella Regione di Kiev continuano i bombardamenti. Parigi: «Nessuna svolta nei negoziati»

Gli Stati Uniti non credono all’offerta di tregua della Russia nella guerra in Ucraina. La Casa Bianca fa sapere che dietro l’annuncio di Istanbul finora si vede un mero avvicendamento di truppe dalle città assediate, ma nessuna fine del cessate il fuoco. E infatti la Bbc segnala ancora bombardamenti a Nord Ovest di Kiev, mentre le sirene suonano in tutta l’Ucraina. A Mariupol, però, la Russia offre un cessate il fuoco temporaneo, che inizierebbe domani, 31 marzo, alle 10. Nei negoziati di pace intanto la delegazione del presidente Zelensky si è detta disposta alla neutralità e alla rinuncia all’entrata nella Nato.


22.00 – Il Pentagono: «I russi si ritirano da Chernobyl»

Secondo quanto riferito dal Pentagono, le truppe russe hanno iniziato il ritiro dalla zona della centrale nucleare di Chernobyl. «L’area della centrale nucleare, occupata dai russi dal 24 febbraio, è una delle zone che le forze di Mosca stanno lasciando per riposizionarsi in Bielorussia», hanno spiegato fonti della difesa Usa.


21.10 – Mosca offre una tregua temporanea a Mariupol

Mosca ha aperto a un cessate il fuoco temporaneo a Mariupol. La tregua dovrebbe avere inizio domani, 31 marzo, alle 10. Se dovesse concretizzarsi, permetterebbe l’evacuazione di civili in una delle città più martoriate dalla guerra.

21.00 – Gli Usa: «Tensioni tra Putin e alcuni suoi consiglieri»

«Crediamo che Vladimir Putin sia stato mal informato» sulla guerra russa in Ucraina dai capi delle forze armate. A dirlo è la direttrice della comunicazione della Casa Bianca Kate Bedingfield, confermando le indiscrezioni rilanciate in giornata sui media Usa. La Casa Bianca ha aggiunto che ci sarebbero «tensioni» tra Putin e alcuni suoi consiglieri.

19.55 – Parigi: «Nessuna svolta dai negoziati»

La Francia non vede «nessuna svolta» nei negoziati tra Russia e Ucraina. Lo ha detto il suo ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian. 

19.30 – Putin a Scholz: «Al momento si può ancora pagare il gas in euro»

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al cancelliere tedesco Olaf Scholz che per il momento si potrà continuare a pagare il gas in euro. Lo riferisce il governo di Berlino.

19.00 – Kiev a Lavrov: «Questioni Crimea e Donbass chiuse? Prima bisogna ripristinare la sovranità sui territori»

Oltre che accettare che «lo status di Paese non nucleare e non allineato», l’Ucraina sta «capendo che le questioni della Crimea e del Donbass sono definitivamente chiuse». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, aggiungendo che ciò rappresenta «un importante progresso» per i negoziati. Lo riferisce l’agenzia Interfax. In tutta risposta da Kiev, il ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko, ha dichiarato che «le questioni della Crimea occupata e del Donbass saranno definitamente chiuse dopo il ripristino della sovranità ucraina in questi territori».

17.50 – Telefonata Di Maio-Kuleba

In contemporanea con il colloquio telefonico tra Vladimir Putin e Mario Draghi, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha sentito «l’amico Luigi Di Maio» a cui ha espresso «la gratitudine per il sostegno all’Ucraina in questo momento difficile. Abbiamo discusso di ulteriori sanzioni alla Russia – ha scritto Kuleba su Twitter – e di altri modi in cui l’Italia può aiutare l’Ucraina a difendersi dall’aggressione russa».

17.35 – Telefonata Putin-Scholz su pagamento del gas

In una telefonata tra Vladimir Putin e Olaf Scholz si è discusso nuovamente della richiesta di Mosca di pagare le forniture di gas in rubli e non più in dollari o euro. Il presidente russo e quello tedesco hanno concordato di portare avanti un confronto tra i rispettivi esperti, secondo quanto riferisce il Cremlino citato dalle agenzie russe. Putin ha poi informato il premier tedesco sull”esito dei negoziati di ieri a Istanbul.

16.55 – Johnson: «Far cadere Putin non è nostro obiettivo»

«Non è un obiettivo del governo britannico» far cadere Vladimir Putin, ha spiegato il premier Boris Johnson in una commissione parlamentare dopo le dichiarazioni del presidente americano Joe Biden dei giorni scorsi. Johnson ha comunque aggiunto che non sarebbe: «ignobile sperare» un epilogo del genere, considerando la «barbara aggressione» di Mosca sull’Ucraina. Johnson ha ribadito la necessità di rafforzare le sanzioni contro Mosca fino a quando: «l’ultimo singolo militare russo» non avrà lasciato l’Ucraina. A proposito delle garanzie di sicurezza chieste da Kiev ai Paesi garanti, Johnson ha ipotizzato di realizzare «un’architettura di sicurezza» basata su forniture massime di armi che scoraggino l’invasione russa.

16.10 – Kiev: «Nessun ritiro russo da Kiev e Chernihiv»

Nonostante l’annuncio di ieri 29 marzo del Cremlino su una «riduzione radicale delle attività miliari su Kiev e Chernihiv», il ritiro non sarebbe mai cominciato. Lo denuncia il portavoce del ministero della Difesa ucraino che ha descritto quelli delle truppe russe come «movimenti limitati. Il nemico ha ritirato le unità che hanno subito le perdite maggiori per rifornirle – ha chiarito Oleksandr Motuzyanyk – L’assedio di Chernihiv continua, come missili e colpi di artiglieri lanciati dalle forze russe».

15.05 – Kiev: referendum su accordo solo dopo ritiro russo

Un referendum nazionale in Ucraina su un accordo tra Kiev e Mosca potrà svolgersi solo quando le truppe russe saranno: «tornate alle loro posizioni antecedenti al 23 febbraio». Sono le condizioni ribadite oggi 30 marzo dal capo negoziatore ucraino Michailo Podolyak, consigliere di Volodymyr Zelensky, durante un collegamento con i media internazionali a Leopoli. Il giorno dopo i colloqui a Istanbul, Podolyak ha spiegato che nei prossimi giorni la trattativa con Mosca si concentrerà sui singoli termini del trattato, ancora in fase di definizione e non ancora accettato dalla controparte. La bozza del possibile accordo secondo Podolyak dovrà essere accettato anche dagli Stati garanti. Podolyak si è poi detto molto soddisfatto per la presenza dell’oligarca russo Roman Abramoch e per la sua «efficacia» nel mediare tra la delegazione russa e ucraina.

13.30 – A Mariupol bombardato anche un ufficio Ue e un edificio della Croce rossa

TELEGRAM | L’edificio della Croce rossa bombardato a Mariupol

I bombardamenti dell’esercito russo su Mariupol hanno colpito anche un ufficio della Commissione europea. Si tratta di un ufficio della missione consultiva dell’Ue in Ucraina, come ha spiegato l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, che ha fermamente condannato l’attacco chiarendo che comunque: «nessun membro della missione o collaboratore è rimasto ferito». Nei bombardamenti è stata colpita anche un edificio della Croce rossa, come ha riferito all’Afp una responsabile ucraina dell’organizzazione.

13.15 – Un morto e sei feriti nei bombardamenti a Chernihiv

È di un morto e sei feriti il bilancio dei bombardamenti di questa notte a Nizhyn, nella provincia di Chernihiv. Secondo il sindaco Alexander Kodola citato da Ukrinform, tra le persone ferite ci sarebbe anche un bambino: «10 case private sono state danneggiate, tre sono state distrutte e anche automobili e garage».

12.45 – Peskov: «Per il pagamento del gas in rubli ci vorrà tempo»

Il Cremlino rinvia a data da destinarsi la deadline imposta ai Paesi europei per il pagamento delle forniture di gas in rubli. Secondo il portavoce del Cremlino, la Banca centrale russa non ha ancora messo a punto il meccanismo che dovrà essere utilizzato come imposto da un decreto di Vladimir Putin. Peskov non ha escluso che la lista dei beni da pagare in rubli potrebbe allargarsi anche a greggio e grano, come proposto dal portavoce della Duma.

12 – Cremlino: «Da negoziati in Turchia nessuna svolta»

Dai negoziati di ieri 29 marzo a Istanbul non è emerso ancora «niente di promettente, né alcuna svolta», dice il Cremlino rilanciato dall’agenzia Afp. Alla fine dei colloqui tra le delegazioni russa e ucraina, il ministero della Difesa russa aveva annunciato una: «radicale riduzione delle attività militari», salvo poi chiarire più avanti che la de-escalation non avrebbe rappresentato ancora un vero e proprio cessate il fuoco.

11.00 – Onu: «Oltre 4 milioni di rifugiati dopo l’invasione»

Secondo l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), sono più di 4 milioni i rifugiati fuggiti dall’Ucraina dal 24 febbraio, ovvero da quando è scoppiata la guerra scatenata dalle forze militari russe. Lo riporta oggi il Guardian. 1 persona su 11, dunque, ha lasciato l’Ucraina.

10.49 – Bombardamenti lungo il fronte Kiev-repubblica di Donetsk

Come scrive il Guardian, le forze russe in queste ore stanno bombardando quasi tutte le città lungo la linea del fronte tra il territorio controllato da Kiev e l’autoproclamata repubblica di Donetsk. A dirlo alla tv nazionale ucraina è stato il governatore regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko.

10.41 – Chernihiv bombardata tutta la notte

Secondo il governatore Viacheslav Chaus, su Telegram, la città di Chernhiv è stata colpita dai russi per tutta la notte, nonostante l’annuncio del Cremlino di riduzione delle operazioni militari in città. «Ci crediamo alle promesse? Certo che no», ha scritto Chaus sostenendo che le forze militari russe avrebbero condotto «attacchi sulla città di Nizhyn, inclusi attacchi aerei, e per tutta la notte hanno colpito Chernihiv».

10.00 – Papa: «Si fermi la guerra mostruosa e selvaggia»

Papa Francesco ha rivolto «un saluto particolarmente affettuoso» ai bambini ucraini, ospitati dalla Fondazione “Aiutiamoli a vivere”, dall’associazione “Puer” e dall’ambasciata di Ucraina presso la Santa Sede. «E con questo saluto ai bambini torniamo a pensare a questa mostruosità della guerra e rinnoviamo le preghiere perché si fermi questa crudeltà selvaggia che è la guerra», ha dichiarato il Santo Padre al termine dell’udienza generale.

9.00 – Kiev: tre corridoi umanitari a sud

La vice premier ucraina Iryna Vereshcuk su Telegram ha fatto sapere che oggi sono stati concordati tre corridoi umanitari con la Russia. I tre corridoi sono tutti a sud del paese: ️per l’evacuazione dei residenti di Mariupol e la consegna degli aiuti umanitari alla città di Berdyansk; ️per la consegna degli aiuti umanitari e l’evacuazione delle persone dalla città di Melitopol; ️per un convoglio di persone con mezzi propri dalla città di Energodar a Zaporizhia. «Ieri ai colloqui di Istanbul, la delegazione russa ha ricevuto proposte per organizzare corridoi umanitari verso i 97 insediamenti più colpiti nelle regioni di Kharkiv, Kyiv, Cherson, Chernihiv, Sumy, Zaporizhia, Donetsk, Lugansk e Mykolayiv», ha detto la vicepremier, aggiungendo che «oggi continueremo a lavorare per ottenere l’approvazione per questi corridoi umanitari».

8.40 – La Duma: il rublo anche per l’export di grano e petrolio

Il portavoce della DumaVyacheslav Volodin ha proposto di ampliare la lista di prodotti esportati in rubli. Includendo anche grano e petrolio. «Sarebbe giusto ampliare, qualora questo fosse vantaggioso per il nostro Paese, la lista dei beni esportati venduti in rubli: fertilizzanti, grano, greggio, legnami, metalli, carbone, ecc.», ha detto Volodin su Telegram secondo quanto riportato dalla Tass. «I Paesi europei hanno tutte le possibilità commerciali per pagare in rubli. Non è una tragedia. La situazione è molto peggiore quando c’è il denaro, ma non i prodotti. La cooperazione dovrebbe essere reciprocamente vantaggiosa», ha concluso.

8.20 – 145 bambini uccisi

Sono 145 i bambini uccisi e 222 quelli feriti dall’inizio della guerra in Ucraina. Lo ha fatto sapere l’ufficio del procuratore generale ucraino: la maggior parte delle vittime è stata registrata nella regione di Kiev. Ammontano ivece 790 sono gli istituti scolastici danneggiati a causa di bombardamenti: 75 di questi sono andati completamente distrutti. Questi dati non sono definitivi – precisa il comunicato del procuratore – dal momento che non vi è alcuna possibilità di ispezionare i luoghi di bombardamento nelle aree di ostilità attive e nei territori temporaneamente occupati.

7.40 – Intelligence Gb: esercito di Mosca costretto a riparare

I servizi segreti di Sua Maestà vedono una crescente difficoltà delle truppe russe nella guerra in Ucraina, non solo per le perdite ma anche per la logistica. Per questo le divisioni militari sono state «costrette a tornare in Bielorussia e Russia», secondo quanto rileva l’ultimo aggiornamento sulla situazione sul campo in Ucraina. «Le unità russe che hanno subito pesanti perdite sono state costrette a tornare in Bielorussia e Russia per riorganizzarsi e rifornirsi. Tale attività sta esercitando ulteriore pressione sulla logistica già tesa della Russia e dimostra le difficoltà che la Russia sta incontrando nel riorganizzare le sue unita’ nelle aree avanzate all’interno dell’Ucraina».

7.00 – Servizi segreti ucraini: i russi deportano i nostri cittadini

I russi deportano decine di migliaia di ucraini. L’accusa viene dallo Sbu, ovvero il Servizio di Sicurezza di Kiev, che parla di residenti di Mariupol trasferiti con la forza in Russia da parte delle autorità di Mosca. In particolare, dice l’intelligence ucraina, «nelle regioni di Donetsk e Lugansk, il Servizio di sicurezza dell’Ucraina ha registrato e avviato le indagini sulla deportazione forzata di decine di migliaia di persone da Mariupol e dai territori temporaneamente occupati del Donbass nella Federazione Russa». I russi, si spiega, «minacciando con le armi, costringono gli ucraini a salire sugli autobus, li privano dei documenti e li portano fuori dall’Ucraina».

6.20 – Kiev: 2.000 georgiani per aiutare la Russia

L’esercito della Russia in Ucraina ha rimesso insieme i suoi ranghi. Aggiungendo unità provenienti dai territori occupati della Georgia: sarebbero arrivate circa 2.000 persone. Questo sostiene lo stato maggiore delle Forze armate ucraine: «Nei territori temporaneamente occupati degli oblast di Zaporizhia e Cherson, il nemico continua a commettere atti illegali contro la popolazione locale», aggiungono. E intanto alla periferia di Melitopol i russi hanno istituito posti di blocco: «Nelle ultime 24 ore, le forze alleate hanno respinto quattro attacchi degli occupanti russi nelle aree di Donetsk e Lugansk», cita l’ultimo bollettino, «i soldati ucraini hanno distrutto 7 carri armati, 7 unità corazzate, 2 unità di veicoli e un cannone anticarro. Il nemico – conclude – ha subito vittime». Un rapporto pubblicato nella tarda serata di martedì e pubblicato dal ministero della Difesa afferma che «secondo alcune indicazioni, il nemico russo sta raggruppando le unità per concentrare i suoi sforzi principali sull’est».

5.00: Gli Usa: «Americani, lasciate la Russia»

Il Dipartimento di Stato americano ha avvertito i cittadini americani del rischio di poter essere arrestati in Russia e li ha invitati a non andare nel paese o a lasciarlo immediatamente. Attualmente a Mosca è detenuta la giocatrice professionista di basket Brittney Griner, arrestata a febbraio al suo arrivo all’aeroporto della capitale russa, con l’accusa di aver portato stupefacenti.

3.50 – Trump a Putin: «Dica quello che sa su Biden e il figlio»

Donald Trump ha chiesto a Vladimir Putin di rendere pubblica qualsiasi informazione dannosa a sua conoscenza sulla famiglia Biden, in particolare su Hunter Biden, il figlio del presidente. «Direi che, se Putin sapesse la risposta, dovrebbe renderla nota e noi dovremmo conoscerla», ha detto in una nuova intervista pubblicata da JustTheNews.

3.40 – Usa: ritiro della Russia è finto

La Casa Bianca non crede alla tregua dichiarata dai russi e al ritiro delle forze da alcune città assediate dell’Ucraina. «Nessuno dovrebbe farsi ingannare da Putin», fa sapere lo staff di Washington mentre sottolinea che quello di Mosca ad oggi è un mero avvicendamento di truppe dalle zone attorno a Kiev e a Chernihiv per preparare una nuova offensiva. Il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Kate Bedingfield, secondo quanto riferito dalla Tass, fa intanto sapere che un incontro tra Putin e Biden è possibile solo dopo una significativa riduzione dell’escalation in Ucraina. «Ieri (Biden, ndr) ha detto che sarebbe disposto a incontrare di nuovo il presidente Putin o a parlargli», ha fatto sapere Bedingfield. «Non posso indicare le precondizioni per una conversazione tra il presidente Biden e il presidente Putin, se non per dire che siamo stati molto chiari, il presidente Biden è stato molto chiaro sul fatto che ci deve essere una tangibile de-escalation dalla Russia e un chiaro, vero impegno per una soluzione diplomatica». Ma dagli Usa arriva anche un’altra accusa. – I russi stanno bloccando 94 navi alimentari civili nella regione del Mar Nero e hanno bombardato tre navi che trasportano merci dai porti del Mar Nero in tutto il mondo, in particolare quelle noleggiate da una azienda agricola. Lo ha detto il primo vicesegretario di Stato americano Wendy Sherman, secondo quanto viene riportato da Ukrinform. Circa il 30% delle esportazioni mondiali di grano provengono dalla regione del Mar Nero, così come il 20% del mais e il 75% dell’ olio di girasole. Molti esportatori hanno rinunciato a inviare le loro navi nel Mar Nero, anche nei porti russi. «La Marina russa sta bloccando l’accesso ai porti ucraini, il che blocca di fatto l’esportazione di grano», ha detto la Sherman citata da Ukrinform.

2.00 – I russi installano campi minati

Le truppe russe stanno rafforzando le posizioni conquistate attraverso l’installazione di campi minati sul territorio ucraino. Mentre non si registrano tentativi di espandere il loro controllo sulle città. Queste le notizie date dallo stato maggiore ucraino, secondo la Ukrainska Pravda, nel suo riepilogo della situazione sul terreno. Nella regione di Zaporozhzia i russi stanno realizzando strutture di fortificazione ma «l’obiettivo di raggiungere i confini amministrativi delle regioni di Donetsk e Lugansk, l’accerchiamento della città di Kiev e stabilire il controllo sulla riva sinistra dell’Ucraina rimane inadempiuto». In direzione sud invece «il nemico sta adottando misure per ripristinare la capacità di combattimento delle sue unità» frenando «le azioni delle unità delle forze armate ucraine con fuoco di artiglieria e attacchi aerei». Alcune esplosioni si sono verificate anche nei dintorni di Stepnogorsk, Orikhovo e Gulyaypole, mentre «non ci sono cambiamenti significativi nella composizione e posizione delle truppe nemiche nelle aree di Volyn , Polissya e Seversky». Nessun cambiamento significativo anche nelle zone operative del Mar Nero e del mar di Azov. Proseguono invece «attacchi aerei e missilistici nelle aree di Kreminna e Mariupol», che resta comunque in mani ucraine.

1.30 – Hrw: «La Russia usa mine antiuomo a Kharkhiv»

L’esercito russo usa mine antiuomo vietate a Kharkhiv. Lo dice Human Rights Watch, che ricorda che questo tipo di armi è vietato. «Le mine antiuomo – spiega l’organizzazione – sono state localizzate da tecnici ucraini per l’eliminazione degli ordigni due giorni fa, il 28 marzo 2022. Notoriamente la Russia possiede queste mine che possono uccidere e mutilare indiscriminatamente persone entro un raggio di circa 16 metri. L’Ucraina viceversa non possiede questo tipo di arma. I Paesi di tutto il mondo dovrebbero condannare con forza l’uso da parte della Russia di mine antiuomo vietate in Ucraina», ha affermato Steve Goose, direttore del settore armi di Human Rights Watch. «Queste armi non fanno distinzione tra combattenti e civili e lasciano un’eredità mortale per gli anni a venire», ha concluso.

Dal 1997 il Trattato internazionale per la messa al bando delle mine vieta totalmente l’uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento di mine antiuomo. La Russia non lo ha mai firmato, a differenza dei164 paesi che hanno aderito. L’Ucraina lo ha fatto il 24 febbraio 1999. Le mine utilizzate dalla Russia sono di nuova concezione.Vengono chiamate POM-3, note anche come ‘Medallion’. Sono dotate di un sensore sismico per rilevare una persona in avvicinamento ed emettere una carica esplosiva. La successiva detonazione della carica e i frammenti di metallo che proietta possono causare morte e lesioni entro un raggio di 16 metri.

00.50 – Kiev bombardata nella notte

Kiev è stata bombardata nella notte. Gli inviati di Cnn e Bbc hanno segnalato esplosioni a nord-ovest della capitale ucraina mentre le sirene hanno suonato in altre zone del paese. I combattimenti sono continuati nel pomeriggio di ieri mentre le esplosioni si sono sentite fino a 20 chilometri dalla capitale, anche se nessuno è in grado di dire se a sparare siano i russi o gli ucraini.

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