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Urso (Copasir): «Giusto che le armi all’Ucraina rimangano segrete. Gli hacker all’Eurovision? È una guerra»

Il presidente del comitato di controllo sui servizi segreti dice che i russi sono i più esperti nella cyberguerra

Per il presidente del Copasir Adolfo Urso è giusto che le forniture di armi all’Ucraina restino segrete. «Giusto che sia così, perché qui parliamo di sicurezza nazionale. Fermo restando che ogni forza politica, se ritiene, può chiedere al governo un supplemento di informazioni, mi sembra giusto ricordare che il Parlamento a febbraio ha votato quasi all’unanimità un decreto che autorizza aiuti, anche militari, all’Ucraina, stabilendo che ogni tre mesi il governo dia comunicazioni. Nel frattempo il ministro viene a informarci, come ha fatto fino a oggi. Aggiungo: Guerini finora è stato tempestivo ed esauriente », dice Urso in un’intervista rilasciata a La Stampa.


Sull’invasione dell’Ucraina Urso ha ricordato che «lo avevamo scritto qualche settimana prima che avvenisse. Bastava ascoltare quel che dicevano le intelligence occidentali. Abbiamo messo in fila i fatti: l’ammassamento delle truppe, il referendum in Bielorussia per ospitare armi nucleari, la postura sempre più aggressiva del presidente Putin, la presenza crescente di mercenari russi in Siria, Libia, ma anche Mali o Centrafrica. I russi stavano accerchiando le rotte energetiche. E in una relazione del 13 gennaio scrivevamo che occorre una strategia energetica nazionale che ci svincoli dal gas russo, in una prospettiva europea e occidentale. Davamo alcune indicazioni che poi il governo ha adottato, sul gas nazionale e sulle rinnovabili da sbloccare».


Urso ha anche detto di non essere meravigliato dagli attacchi degli hacker russi all’Eurovision: «Nell’infosfera ci sono hacker che tentano di impadronirsi di informazioni delicate, ma anche chi sparge disinformazione. È una guerra. E i russi sono i più esperti». Per il presidente del Copasir «il perimetro della sicurezza nazionale si va allargando, ma è effetto dei tempi, con l’aggressività dei regimi totalitari, le campagne di disinformazione, l’interconnessione dei problemi. Guardate il campo di applicazione della ‘golden power‘. Ultimissimo caso, qualche giorno fa: il governo ha impedito la vendita di un’azienda di sementi ai cinesi. La filiera alimentare è ormai parte della sicurezza nazionale, al pari della filiera sanitaria. Il blocco delle esportazioni di grano e fertilizzanti da parte dei russi, è una forma inedita di guerra ibrida: direttamente contro i Paesi più fragili del Mediterraneo, indirettamente contro l’Italia e contro l’Europa».

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