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Dal grafene nei vaccini alle scie chimiche e Bill Gates, le teorie del complotto diffuse da un medico

L’intervista a un medico che vede anomalie nel sangue dei vaccinati è una antologia di complotti

Circolano dal 4 novembre scorso diverse condivisioni Facebook di un video, dove il dottor Franco Giovannini parla delle sue indagini con la «microscopia in campo oscuro» sul sangue dei vaccinati contro il nuovo Coronavirus, che presenterebbe misteriosi coaguli. Ce ne eravamo occupati in precedenti articoli (qui e qui) riscontrando l’infondatezza dei suoi risultati. L’intera intervista dura oltre un’ora. Noi ci concentreremo sui primi 15 minuti, dove viene chiaramente ammesso che tali esami sono stati condotti in mancanza di un metodo rigoroso (senza doppio cieco e un gruppo di controllo vero e proprio), e dove l’autore riporta la teoria del complotto sulle Scie chimiche, quella sul SARS-CoV-2 “mai isolato” e sui “vaccini a mRNA che modificano il DNA”.

Per chi ha fretta:

  • Le presunte anomalie nel sangue dei vaccinati sono state condotte con una tecnica diagnostica impropria.
  • Le analisi in oggetto si sono svolte senza doppio cieco e senza un gruppo di controllo, per stessa ammissione dell’autore.
  • Giovannini fa una serie di citazioni pseudoscientifiche, passando dalle Scie chimiche ai complotti di Bill Gates.

Analisi

Il filmato è tratto dall’intervista di una Web Tv a Franco Giovannini (medico specialista in Agopuntura Medica, Chimiopuntura, Auricolomedicina, SAT Terapia e Medicina Estetica, in particolare Elettrolipolisi e Mesoterapia), il quale parla del suo metodo diagnostico, che prevede l’uso della microscopia in campo oscuro per analizzare i campioni di sangue dei vaccinati, dove afferma di aver visto «modificazioni nella morfologia e nella dinamica dei globuli rossi». Soprattutto il medico avrebbe visto delle «inclusioni esogene, che si sono dimostrate essere ossido di grafene». Tale materiale sarebbe contenuto nei vaccini, che Giovannini preferisce definire «diserbanti».

Giovannini fa riferimento molto probabilmente a quanto trovato da lui assieme ad altri due colleghi in uno «studio» apparso sul International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research (IJVTPR). Rivista nota per l’impegno nel voler screditate le vaccinazioni attraverso pubblicazioni di dubbia attendibilità. Se diamo un’occhiata all’Editorial Board troviamo tra gli «Associate Editors» due personaggi noti negli ambienti No vax, che ci danno un’idea di come vengano verificate le pubblicazioni scientifiche:

Antonietta Gatti, PhD, Doctorate also in Experimental Physics, Cofounder and Principal Investigator of Nanodiagnostics, SRL (Società a Responsabilità Limitata), Italy; expertise in biomaterials, electron microscopy, nanotechnologies, biomaterial degradation, induced pathologies, and tissue engineering to prevent biomaterial injuries; holds patent for material to detect phosphorus and calcium ions in polluted waters; winner of the GIRSO Prize 1987; author of 140+ peer-reviewed scientific publications.

Stefano Montanari, Doctorate in Pharmacy with a dissertation in michrochemistry; Director of the Nanodiagnostics Laboratory of Modena since 2004, inventor of caval filtration devices, a prosthetic heart valve, and teacher on caval filtration and nanopathologies in the Interuniversity Masters in Nanotechology of Venice (Ca ’Foscari University, University of Padua, University of Verona), the University of Turin and the European Community; expertise in caval filtration and the prevention of pulmonary thromboembolism; and in pathologies induced by solid, inorganic nanoparticles.

I coniugi Gatti e Montanari vengono citati anche all’interno del paper. Parliamo di due autori che per anni hanno ispirato i gruppi No Vax (maggiori approfondimenti quiqui e qui) sostenendo anche la teoria dei feti abortiti nei vaccini (ne abbiamo trattato qui).

Giovannini contro il «dogmatismo» della scienza: dai vaccini alle Scie chimiche

Come abbiamo fatto notare assieme ad Aureliano Stingi (PhD in Cancer bilogy) nella nostra precedente analisi, il metodo proposto da Giovannini e colleghi presenta non pochi limiti e solleva dubbi sulla sua attendibilità. Facevamo notare in particolare, che Giovannini non aveva condotto le sue analisi in doppio cieco, né sembra esserci un controllo vero e proprio con pazienti non vaccinati. Elemento che viene confermato nell’intervista in oggetto dallo stesso medico:

In questo momento sto anche facendo una comparazione fra vaccinati e non vaccinati […] per soddisfare i miei detrattori che mi stanno dicendo di ogni per avere uno studio in doppio cieco, che sia secondo la vera scienza, come dicono loro. Per me la scienza è empirismo. Nel momento in cui perde questa caratteristica diventa non più scienza ma dogmatismo.

Se manca il doppio cieco, lo sperimentatore sa da chi provengono i campioni e questo può compromettere i risultati; così come la mancanza di un controllo (per esempio in questo caso esaminando anche campioni di non vaccinati), che impedisce di capire se ci sono stati errori da parte degli esaminatori, o se il fenomeno trattato non è affatto anomalo come sembra. In generale viene a mancare un qualsiasi collegamento tra vaccini e presunti eventi avversi. Non si tratta di un contentino da dare ai detrattori, ma di quel che si dovrebbe fare fin da subito.

Insomma, abbiamo l’ammissione che finora le ricerche di Giovannini non sono state condotte con un metodo rigoroso, che secondo Giovannini sarebbe «dogmatismo». Così però abbiamo solo immagini che potrebbero rivelarsi banali coaguli, di quelli che il sangue formerebbe comunque a contatto con un vetrino. Altrimenti qualsiasi spiegazione potrebbe essere considerata valida, anche le Scie chimiche. Non è una battuta; lo stesso Giovannini al minuto *** le annovera tra le potenziali fonti di grafene, che potrebbero aver contaminato i campioni (dal minuto 8:42):

Ci possono essere contaminazioni esterne, il grafene viene introdotto nei cibi, ci sono le Scie chimiche, […] c’è del materiale grafenico anche nelle fiale di certi medicamenti.

Ma a quanto pare le “anomalie” trovate nel sangue, secondo Giovannini, si spiegherebbero solo coi vaccini.

Una delle presunte anomalie nel sangue dei vaccinati. Ma senza uno studio controllato in cieco potrebbe essere normale che il sangue si presenti così in un vetrino trattato in un certo modo.

Microscopia in campo oscuro e altri problemi

Tutto si basa effettivamente su strisci di sangue da cui sono state ricavate delle foto che presentano presunte anomalie, col metodo della microscopia in campo oscuro. Come avevamo visto nella precedente analisi, si tratta di una tecnica inaffidabile:

Il microscopio in campo oscuro viene usato anche nell’ambito della Live blood cell analysis e non sono poche le ragioni che hanno ispirato lo scetticismo degli esperti, come spiega in tempi non sospetti il dottor Stephen Barrett, in un articolo su Quackwatch.

Il dottor Hayley Anderson spiega su MicroscopeMaster, che questo genere di analisi sono spesso sostenute da medici che hanno fatto «affermazioni dubbie sulla salute e manipolano i risultati dei test per mostrare la necessità e la successiva prova che gli integratori nutrizionali ed enzimatici stanno funzionando. Studi informali […] mostrano che i risultati dei test spesso non possono essere replicati». Il laboratorio menzionato dalla relatrice utilizza lo stesso tipo di microscopia di cui si sono avvalsi gli autori neozelandesi del precedente “studio”, come illustrato dai colleghi di Lead Stories.

Riportiamo di seguito quanto aveva spiegato a Open Aureliano Stingi in merito alla ricerca svolta da Giovannini e colleghi:

Lo striscio di sangue è un test di laboratorio che serve ad ottenere una fotografia delle cellule presenti nel sangue – continua Stingi -, sono un tipo di esame molto soggetto a variabilità, ad esempio condizioni diverse di temperatura ed umidità possono influenzare la presenza o meno di coaguli e di agglutinazione. Loro ritengono che il vaccino possa in qualche modo modificare il Potenziale Z (parametro fisico-elettrico che influenza le interazioni tra particelle) modificando cosi la capacità del sangue di coagulare.

Il punto è che il potenziale Z è una forza che agisce a livello microscopico e la sua valutazione non può essere effettuata “a occhio” come gli autori sembrano fare. Anche se il vaccino contenesse metalli o sostanze estranee (e non le contiene) in grado di modificare il potenziale Z, la valutazione di questo parametro e il suo impatto sui globuli rossi non potrebbe essere effettuato con un semplice striscio di sangue. Infine – conclude l’esperto -, gli autori indicano un parallelismo tra le loro osservazioni, cioè che i metalli del vaccino cambiano il potenziale elettrico degli eritrociti, e un altro lavoro pubblicato dove viene affermato che l’alluminio è in grado di stressare l’acqua, ed in ultima analisi quindi, di causare il cancro. Ovviamente il cancro ha una origine molto più complessa e non è in alcun modo causato dalla perturbazione dell’acqua

Bill Gates, “virus mai isolato” e “vaccini che modificano il DNA”

Le credenze pseudo-scientifiche citate da Giovannini non sembrano limitarsi alle Scie chimiche. Nell’intervista fa riferimento anche a varie teorie di complotto, come quella riguardante Bill Gates e i quantum dot di grafene nei vaccini:

Parlava [Bill Gates, Ndr] di quantum dot di grafene nel 2015. Dicendo che sarebbero serviti proprio per sostituire la rete neurale fisiologica con quella cibernetica.

Ma il Magnate americano non ha mai sostenuto niente del genere. All’origine di questa credenza c’è la distorsione di alcune sue affermazioni riguardanti l’uso di certificati digitali. Ne avevamo trattato qui. E via così con altre affermazioni infondate. Giovannini non se ne fa mancare una: dall’idea che SARS-CoV-2 non sia mai stato isolato, ai vaccini a mRNA che modificano il DNA (ascoltate in particolare dal minuto 12:00 al 12:40):

Come si fa a farsi un vaccino o un siero che è stato fatto qualche giorno prima? Senza mai essere stato sperimentato, che ha una attività […] sul genoma in grado di alterare in modo epigenetico il nostro DNA. Come si fa a farsi un vaccino per una malattia che probabilmente non è mai esistita, perché non è mai stato isolato il virus del Covid.

Abbiamo l’estrema iperbole dal minuto 17:36, quando Giovannini correla le presunte tracce di grafene nei vaccinati con le «morti improvvise» a suo dire «cresciute in modo esponenziale». Anche in questo caso si dà per scontata una pericolosa bufala sul presunto incremento anomalo dei malori improvvisi, allo scopo di rafforzare i risultati di una ricerca condotta senza alcun rigore scientifico.

Conclusioni

Le ricerche di Giovannini su presunte anomalie nel sangue dei vaccinati, sono state condotte per sua stessa ammissione senza doppio cieco e senza un confronto con campioni presi da non vaccinati. L’autore cita inoltre diverse tesi pseudoscientifiche. Tutto questo non ha impedito a Giovannini e colleghi di pubblicare uno «studio» su una rivista vicina agli ambienti No vax.

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