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Aspides, al via da lunedì la missione nel mar Rosso. L’Ue: «Durerà un anno con possibile rinnovo»

16 Febbraio 2024 - 18:01 Alessandra Mancini
In spiaggia, tra edifici diroccati e rifiuti accatastati lungo i muretti, decine di ragazzini si improvvisano calciatori. Altri, poco più in là, si allenano in modo ordinato in vista del sentitissimo campionato tra i quartieri della città. Alle loro spalle, sull'orizzonte che separa mare e cielo, si stagliano le silhouette delle imponenti navi che presidiano uno dei punti più importanti per l'accesso nel Mar Rosso, lo stretto di Bab el-Mandeb. Gibuti, capitale dell'omonimo Stato del Corno d'Africa, è punto nevralgico per il commercio mondiale, sempre più minacciato non solo dalla pirateria, ma anche dalle rappresaglie dei ribelli yemeniti degli houthi. Lungo le strade non è raro imbattersi nei fili spinati che proteggono i perimetri delle numerose basi militari. A una decina di chilometri dal porto sorge quella italiana, l'avamposto della Difesa per garantire supporto operativo e logistico alle navi che si trovano proprio nell'area di accesso al Mar Rosso. Con la crisi mediorientale che si inasprisce di giorno in giorno, è inevitabile che il pensiero vada all'escalation che sta vivendo l'intera area, in attesa che l'Unione Europea dia il via libera definitivo alla missione Aspides, che entro fine mese dovrebbe affiancare Atalanta con regole di ingaggio, però, decisamente diverse. Gibuti, 10 febbraio 2024.
ANSA/ DOMENICO PALESSE
Sarà «un'operazione difensiva, ma abbastanza rischiosa», spiega una fonte a Bruxelles. Il comando strategico alla Grecia, quello tattico all'Italia
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L’Unione europea è pronta a lanciare la missione Aspides per proteggere le navi mercantili nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi. Lo farà in occasione del Consiglio Affari Esteri previsto per lunedì 19 febbraio. A renderlo noto è un alto funzionario di Bruxelles. La missione «durerà un anno, con possibile rinnovo previa decisione del Consiglio Ue», specifica la fonte. A differenza di Prosperity Guardian, Aspides sarà esclusivamente difensiva e non precederà attacchi via terra. L’obiettivo è salvaguardarsi dalle operazioni della milizia filo-iraniana che controlla parte dello Yemen e che dal 7 ottobre ha preso di mira navi occidentali in transito tra il Canale di Suez e il Golfo di Aden dello Yemen. «Sarà abbastanza rischiosa perché gli Houthi stanno attaccando le navi nel Mar Rosso», sottolinea la fonte. Il comando strategico dell’operazione sarà greco, quello tattico sarà invece italiano. La missione, si sottolinea, è aperta alla partecipazione di Paesi terzi. In un’intervista di pochi giorni fa, Nasr al-Din Amer – vice capo dell’Autorità per i media degli Houthi – aveva minacciato l’Italia per il ruolo ricoperto nella missione. «Il comando italiano condurrebbe direttamente allo scontro diretto con il nostro Paese», era il messaggio del portavoce dei ribelli yemeniti. Avvertimento fin da subito allontanato dal governo italiano: «Proteggeremo le nostre navi e non ci faremo intimidire», ha replicato, in quell’occasione, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. 

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