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Bilaterale Italia-Ucraina, Meloni: «Il sostegno militare serve a costruire la pace». Zelensky: «L’invio dei vostri sistema di difesa ha salvato delle vite» – I video

L'incontro a Villa Doria Pamphilj per discutere del «piano della vittoria» preparato da Kiev
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Dopo il tour de force che l’ha visto fare tappa in 24 ore a Dubrovnik, Londra e Parigi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato anche a Roma per incontrare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’aereo con a bordo Zelensky è atterrato all’aeroporto Leonardo Da Vinci alle 20.24. I due si sono poi spostati a Villa Doria Pamphilj, bilndatissima già da questa mattina per ragioni di sicurezza. In agenda, la discussione del «piano della vittoria» già presentato agli alleati europei e ancora prima al presidente Usa Joe Biden e alla vicepresidente nonché candidata alla Casa Bianca Kamala Harris. A Washington, Zelensky non avrebbe incontrato un clima favorevole: la conferma sarebbe il rinvio della riunione del Gruppo di Contatto, che era stata fissata a Ramstein (Germania) questo sabato 12 ottobre.

Le dichiarazioni di Meloni e Zelensky alla stampa

Al termine del bilaterale a Villa Doria Pamphilj, Meloni ha sottolineato l’eroismo del popolo ucraino, «ed è compito della comunità internazionale è di aiutarlo in questa speranza. Siamo pronti a continuare a farlo finché sarà necessario». La presidente del Consiglio, a tratti, chiama l’omologo ucraino per nome, «Volodymr». Un modo per esprimere la sua vicinanza alla causa ucraina? Anche lui, in realtà, si rivolge all’ospitante con il nome di battesimo: «Grazie Giorgia per il tuo forte sostegno all’Ucraina». Un piccolo momento di imbarazzo c’è stato quando Zelensky ha fermato il traduttore che stava ripetendo il suo discorso in lingua inglese: «Scusi, io non ho detto questo».

Comunque, tornando alle dichiarazioni di Meloni, la premier ha affermato: «L’Italia è al fianco dell’Ucraina dall’inizio, ha fatto tutto quel che poteva fare e continueremo a farlo finché sarà necessario. L’obiettivo del nostro sostegno è mettere l’Ucraina nelle condizioni di poter costruire una tavolo di pace. Una pace che non può significare una resa, come tanti, troppi suggeriscomno vigliaccamente. Questo presuppone il sostegno militare e il sostegno al settore energetico. Stiamo ragionando insieme su come sostenere l’industria della difesa ucraina per rendere questi sforzi sempre più sostenibili verso il futuro». Meloni ha anche annunciato la prossima data della Ukraine recovery conference, l’evento per la ricostruzione del Paese che «si terrà a Roma il 10 e 11 luglio 2025: è un evento a cui teniamo molto e a cui lavoriamo da tempo».

Zelensky, dal canto suo, si è speso nei ringraziamenti per l’attenzione di Meloni e degli altri leader europei al cosiddetto «piano della vittoria» allestito da Kiev. Adesso, per il leader ucraino la priorità è rafforzare la posizione dell’Ucraina affinché si creino le condizioni necessarie per la diplomazia. «La Russia non sta cercando veramente una via diplomatica», ha detto Zelensky. «Se saremo in grado di realizzare il piano per la vittoria, la Russia non sarà in grado di portare avanti la guerra e potremo proteggere i nostri cittadini». Il numero uno di Kiev ha anche ringraziato l’Italia per l’aiuto che le sue imprese stanno offrendo per la ricostruzione e per l’invio dei sistemi di difesa militare «che hanno salvato vite nei nostri villaggi e città».

Da Londra nessuna concessione alle armi a lunga distanza

«Nessuna guerra è mai stata vinta da una singola arma e non c’è alcun cambiamento nella politica del governo sull’uso di missili a lungo raggio», ha chiarito un portavoce di Downing Street, citato dal Guardian. La visita di questa mattina del presidente ucraino non ha quindi portato alcun via libera all’utilizzo di armamenti per colpire in profondità il territorio russo. Non ci si poteva aspettare altro senza l’ok statunitense che ancora manca. Ma Zelensky ha deciso comunque di incontrare i principali leader europei nel suo tour. Al numero 10 di Downing Street, ha parlato con il primo ministro britannico Keir Starmer del piano della vittoria: una road map per mettere fine alla guerra con la Russia nel 2025. All’incontro era anche presente il nuovo segretario della Nato Mark Rutte. L’impegno a favore dell’Ucraina è stato comunque rinnovato dal leader laburista e dall’ex premier olandese che ha anche aggiunto: «Non si tratta solo dell’Ucraina, ma anche di difendere l’Occidente». Lo stesso Zelensky ha ringraziato poi entrambi su X: «Abbiamo concordato di lavorarci insieme ai nostri alleati. Il piano mira a creare le giuste condizioni per una giusta fine della guerra. Ringrazio il Regno Unito per il suo continuo supporto alla difesa del nostro Paese, anche con armi a lungo raggio».

Parigi: «Il nostro sostegno è incrollabile»

«Il nostro sostegno è incrollabile». Così il presidente francese Emmanuel Macron ha suggellato l’incontro che ha avuto nel pomeriggio all’Eliseo con il presidente ucraino Zelensky. L’occasione è stata per Parigi un modo per «riaffermare la determinazione della Francia a continuare a fornire, a lungo termine e con tutti i suoi partner, un sostegno incrollabile all’Ucraina e al popolo ucraino», come ha dichiarato l’Eliseo in una nota. Macron ha anche accennato alla visita al campo militare nell’est della Francia in cui alcuni militari ucraini stanno effettuando una formazione con istruttori francesi: «Ho visto il coraggio e la determinazione dei soldati ucraini della brigata Anne di Kiev, che fanno la formazione con i nostri militari, utilizzando materiali che cederemo loro e che useranno». Dalla Francia il presidente ucraino ha però lanciato un nuovo appello: «Prima dell’inverno, abbiamo bisogno del vostro sostegno». Messaggio che Parigi sembra aver ricevuto sebbene non sembra ci siano stati sviluppi sul lato della concessione ai bombardamenti a lunga distanza. Zelensky ha inoltre voluto chiarire che «il “cessate il fuoco” non è un “argomento” sul tavolo delle discussioni di questi giorni».

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