Ultime notizie Giorgia MeloniGroenlandiaIranScuolaValentino Rossi
CULTURA & SPETTACOLOCinemaIntelligenza artificialePedopornografiaTv

Matilda in ansia per il cast di Stranger Things: «L’AI può trasformare l’immagine dei ragazzi in materiale porno»

19 Gennaio 2026 - 21:09 Gabriele Fazio
L'attrice racconta di essere stata vittima di molestie da parte di uomini che le inviavano lettere inquietanti e oggi teme che l'intelligenza artificiale renda ancora più facile la creazione di materiale per pedofili

La piccola Matilda (in Italia: 6 mitica) è preoccupata per i ragazzi di Stranger Things. Per chi era bambino nel 1996 parliamo di un personaggio cult, la protagonista di uno dei più popolari film per giovanissimi, cui regia è firmata da Danny DeVito. «Dai cinque ai tredici anni – scrive Mara Wilson in un editoriale sul Guardiansono stata un’attrice bambina. E anche se ultimamente abbiamo sentito molte storie orribili sugli abusi subiti dai bambini attori dietro le quinte, mi sono sempre sentita al sicuro durante le riprese. I set cinematografici erano spazi altamente regolamentati, dove le persone volevano lavorare. Avevo genitori che mi sostenevano ed ero circondata da registi, attori e insegnanti di studio che capivano e si prendevano cura dei bambini. L’unico modo in cui lo spettacolo mi ha messo in pericolo è stato espormi al pubblico. Ogni crudeltà e sfruttamento che ho subito da bambina attrice è stato per mano del pubblico. “Hollywood ti butta in piscina“, dico sempre alla gente, “ma è il pubblico che ti tiene la testa sott’acqua”».

Il racconto di ciò che ha subito

Secondo Mara Wilson, così all’anagrafe, oggi ancora attrice ma anche scrittrice, nota anche come Natalie Hillard in Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre e Susan Walker in Miracolo nella 34ª strada, le vite di Millie Bobby Brown, Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Noah Schnapp, Sadie Sink, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Joe Keery e Maya Hawke, ovvero i giovani protagonisti della serie Stranger Things dei Duffer Brothers, diventata ormai un nuovo classico del piccolo schermo, sarebbero a rischio. Parla per esperienza la piccola, oggi grande, Matilda, e il suo racconto è effettivamente allarmante: «Prima ancora di andare al liceo, la mia immagine era stata usata per materiale pedopornografico. Ero apparsa su siti web fetish e trasformata in pornografia con Photoshop. Uomini adulti mi inviavano lettere inquietanti. Non ero una bella ragazza e recitavo quasi esclusivamente in film per famiglie. Ma ero un personaggio pubblico, quindi ero accessibile. È questo che cercano i pedofili: l’accessibilità. E niente mi ha reso più accessibile di Internet».

I danni psicologici

«Non importava che quelle immagini “non fossero mie” – prosegue l’attrice e scrittrice californiana – o che i siti fetish fossero “tecnicamente” legali. Era un’esperienza dolorosa e violenta; un incubo vivente che speravo nessun altro bambino avrebbe dovuto affrontare. Una volta diventata adulta, mi preoccupavo per gli altri bambini che avevano avuto il mio stesso percorso. Stavano forse succedendo cose simili alle star Disney, al cast di Stranger Things, ai preadolescenti che ballavano su TikTok e sorridevano sui canali YouTube?». Una preoccupazione che appare più che valida oggi che l’AI permette di produrre con sconcertante facilità contenuti di quel tipo. Basta osservare cosa è capace di fare Grok, l’AI di X, rispondendo a semplici e perverse richieste degli utenti.

Intelligenza Artificiale e pedopornografia

«Nel luglio 2024, l’Internet Watch Foundation ha trovato più di 3.500 immagini di materiale pedopornografico generato dall’intelligenza artificiale su un forum del dark web. Quante altre migliaia di immagini sono state create nell’anno e mezzo trascorso da allora?» si chiede l’attrice. Uno studio del 2023 condotto dalla Stanford University ha dimostrato che uno dei set di dati di addestramento più popolari, in pratica il nutrimento per l’AI, conteneva già più di mille riferimenti pedopornografici. Collegamenti che poi sono stati rimossi dal set, ma la soluzione è ben lontana da potersi considerare definitiva, i ricercatori infatti hanno sottolineato che un’altra minaccia è rappresentata dalle immagini realizzate combinando quelle di bambini e quelle pornografiche, il che è possibile, basta che entrambi siano presenti nei dati di addestramento.

In Italia

Il dossier italiano su AI e minori è stato presentato dall’associazione Meter ETS a Roma nel 2025: il documento affronta rischi legati all’uso dell’AI (chatbot, deepfake, deepnude) per adescamento, pedopornografia e molestie online su minori. Non si tratta di uno studio scientifico peer-reviewed, ma costituisce finora uno dei primi tentativi di analizzare questo fenomeno con dati e testimonianze su come l’AI stia venendo sfruttata da predatori online. Lo scorso febbraio la Polizia Postale e delle Comunicazioni e la Procura di Catania hanno condotto maxi-operazioni contro materiale pedopornografico generato o diffuso con l’AI che hanno portato a 25 arresti. Naturalmente poco rispetto alla grandezza del problema.

leggi anche