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Crans Montana, Jacques Moretti torna libero dopo il pagamento della cauzione. L’ira di Tajani e Salvini: «Vergogna»

23 Gennaio 2026 - 19:17 Giovanni Ruggiero
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Un amico del proprietario del Constellation ha pagato 200mila franchi per scarcerarlo. Le motivazioni del tribunale e l'indignazione dei vicepremier

Il proprietario del Constellation a Crans-Montana Jacques Moretti torna libero. È quanto deciso dal Tribunale delle misure coercitive di Sion per l’indagine sulla strage di Capodanno, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Assieme alla moglie Jessica Maric, Moretti è indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi. L’uomo, che ha pagato una cauzione di 200mila franchi, sarà comunque sottoposto a misure cautelari come l’obbligo di firma e la consegna dei documenti di identità.

La cauzione

A soccorrere Moretti sarebbe stato un amico della coppia. Come avevano raccontato i media francesi, era stato lui, rimasto anonimo, a fornire a Moretti i 200mila franchi. L’uomo avrebbe anche anticipato la stessa cifra per la moglie di Moretti, nel caso fosse stata necessaria per evitarle il carcere. La donna, come ora il marito, è sottoposta a custodia cautelare che la obbliga a consegnare i documenti di identità, impedendole così di lasciare la Svizzera, e indossare un braccialetto elettronico. La misura sarebbe stata concessa a Jessica Maric anche per garantire l’assistenza ai suoi due figli, uno di quattro anni e l’altro di dieci mesi. In precedenza, era emerso dalla procura che Moretti non avesse alcun reddito e che, assieme alla moglie, possiede immobili ipotecati e veicoli in leasing, motivo per cui era stato deciso l’importo di 200mila franchi.

Le motivazioni del Tribunale

In un comunicato ufficiale, il Tribunale ha fatto sapere di esser giunto a questa conclusione dopo aver «valutato nuovamente il rischio di fuga» di Moretti e «dopo aver esaminato l’origine dei fondi e la natura dei rapporti intercorrenti tra l’imputato e la persona che ha versato l’importo, un suo caro amico». La nota ricorda che «ogni imputato è presunto innocente fino a quando una sentenza di condanna non diventa definitiva. Il principio cardine della procedura penale svizzera è pertanto che l’imputato rimanga in stato di libertà fino al suo giudizio; la custodia cautelare può essere ordinata solo in casi eccezionali e come extrema ratio per garantire il corretto svolgimento dell’istruzione». E conclude: «Pertanto, se misure meno coercitive della detenzione preventiva consentono di raggiungere lo stesso risultato, tali misure (denominate alternative) devono obbligatoriamente essere disposte in sostituzione della detenzione».

L’ira di Salvini e Tajani contro la scarcerazione

I vicepremier sono completamente indignati per la decisione del tribunale. «Non ho parole per commentare la scarcerazione in Svizzera di Jacques Moretti. È un atto che rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il Popolo italiano», ha scritto su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Rafforzeremo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ai genitori delle vittime di questa incredibile sciagura. Continueremo a collaborare affinché le autorità svizzere accertino la verità e le responsabilità di quanto accaduto», ha aggiunto. Della stessa linea, anche il ministro del Trasporti, Matteo Salvini, che nel commentare la decisione si è limitato a dire: «Vergogna!».

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