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Milano-Cortina 2026, la corsa contro il tempo dei cantieri olimpici: a che punto siamo – Il video

27 Gennaio 2026 - 17:14 Cecilia Dardana
A dieci giorni dall’inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, siamo andati nei principali cantieri di Milano per capire a che punto sono davvero i lavori. Ecco cosa abbiamo visto

C’è una Milano che non dorme mai. E questa volta non è quella da bere, ma quella da costruire. A meno di dieci giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, alcune aree della città si presentano ancora come grandi cantieri a cielo aperto. Lavori che procedono senza sosta, giorno e notte, domeniche e festività comprese, per rispettare una scadenza che non ammette rinvii. Non tutto, però, ad oggi appare rifinito.

Cominciamo col dire che le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 saranno i primi Giochi invernali diffusi della storia, con gare ed eventi tra diverse città e regioni. Il piano olimpico complessivo prevede 98 interventi distribuiti tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige: 47 impianti sportivi e 51 opere infrastrutturali, tra strade, ferrovie e nodi di accesso. Di questi, una parte è considerata essenziale per lo svolgimento delle Olimpiadi. Eppure, secondo i dati pubblici di Simico, la società incaricata di realizzare la maggior parte delle opere, e le relazioni della Corte dei conti, solo un’opera su sei risulta completata.

Sul portale di monitoraggio di Simico risultano oggi 16 opere concluse e oltre 50 cantieri ancora aperti. Altri progetti sono in fase di progettazione o di gara, soprattutto quelli destinati a essere ultimati ben oltre la fine dei Giochi. Una fotografia che restituisce l’idea di una volata finale tutt’altro che semplice.

Santa Giulia Ice Hockey Arena

A Milano uno dei cantieri simbolo è quello della Santa Giulia Ice Hockey Arena, destinata a ospitare le partite di hockey su ghiaccio. Qui il colpo d’occhio è quello di un cantiere in piena attività: camion che entrano ed escono, operai al lavoro senza sosta, accessi ancora interdetti. Nei giorni scorsi sono stati collaudati la pista e l’impianto luci, ma l’ingresso principale resta chiuso: «Serve ancora tempo», è la risposta che arriva a chi prova ad avvicinarsi. Durante le Olimpiadi i biglietti per assistere alle partite partono da circa 30 euro e superano i 10mila per le partire più ambite. Dopo i Giochi, l’arena, che conta 14mila posti, dovrebbe trasformarsi in uno spazio polifunzionale per eventi sportivi e concerti, una delle eredità materiali promesse alla città.

Forum di Assago

Diversa la situazione al Forum di Assago, che ospiterà le competizioni di pattinaggio. Qui i lavori sono alle battute finali e riguardano soprattutto il nuovo parcheggio, pensato per ridisegnare la circolazione interna e migliorare sicurezza e gestione dei flussi nei giorni di grande affluenza. Un intervento nato per l’Olimpiade, ma destinato a restare anche dopo.

Stazione e metro Garibaldi

Accanto agli impianti sportivi, però, ci sono le infrastrutture “collaterali”, decisive per la tenuta dell’evento. Alla stazione di Milano Garibaldi, uno dei principali nodi di accesso alla città, il corridoio di collegamento tra treni e metropolitana è ancora parzialmente coperto da tendoni e transenne. Un passaggio che sarà cruciale per gestire i flussi delle persone nelle giornate di maggiore affluenza.

Il villaggio olimpico allo Scalo di Porta Romana

Il quadro cambia allo Scalo di Porta Romana, dove sorge il villaggio olimpico. Gli edifici che ospiteranno circa 1.700 atleti sono ormai completati e si lavora sugli ultimi dettagli. In questi giorni iniziano anche ad arrivare le prime delegazioni. È qui che si concentra una delle eredità più ambiziose (e controverse) di queste Olimpiadi. Terminati i Giochi, il villaggio diventerà il più grande studentato d’Italia in edilizia convenzionata. Un progetto che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto dare una risposta al cronico problema degli affitti e della carenza di alloggi accessibili per studenti. I numeri, però, raccontano una storia più complessa. Solo una parte dei posti sarà assegnata a canoni calmierati, mentre la maggioranza verrà affittata a prezzi vicini a quelli di mercato. Anche gli appartamenti convenzionati e quelli di edilizia residenziale pubblica previsti nell’area non sembrano in grado di incidere in modo strutturale sul caro-casa milanese.

La cerimonia di apertura

Il conto alla rovescia, intanto, continua. Il 6 febbraio la cerimonia di apertura a San Siro darà ufficialmente il via ai Giochi (anche se qualche gara ci sarà già nei giorni prima). Tra i protagonisti della cerimonia ci sarà anche Ghali. Per partecipare, i biglietti vanno dai 260 ai quasi 9mila euro. Da quel momento in poi sarà tutto in discesa. O almeno si spera.

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