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Lavrov ospite al congresso di Marco Rizzo, l’ira dell’Ucraina. L’ambasciata a Open: «Qualcuno cerca visibilità dando spazio a criminali di guerra»

28 Gennaio 2026 - 17:36 Simone Disegni
Dura replica delle autorità di Kiev dopo la notizia dell'intervento in collegamento del ministro degli Esteri russo alla due giorni di Democrazia sovrana popolare

Sergej Lavrov interverrà al congresso di un partito italiano, con tanto di ambasciatore ad applaudire dalla platea? Ma come, al Cremlino non ritenevano l’Europa epicentro di un «Occidente decadente» di nessun interesse? È la reazione piccata del governo ucraino alla notizia che il ministro degli Esteri russo sarà ospite d’onore (in collegamento video) al congresso di Democrazia sovrana popolare, il movimento «rosso-bruno» guidato dall’ex comunista Marco Rizzo. La kermesse si terrà il 31 gennaio e il 1° febbraio all’Hotel Ergife di Roma, e l’intervento in collegamento di Lavrov è in programma sabato pomeriggio. Parlerà «del mondo multipolare» e contiamo che ci porterà «buone notizie sulla pace», ha spiegato ieri a Open Rizzo, provando a stoppare sul nascere le polemiche – più che prevedibili – su un tappeto rosso steso alla propaganda di guerra del Cremlino. Una versione che le autorità di Kiev non sembrano decisamente volersi bere. Anzi. A Open consegnano una replica durissima, tanto contro Lavrov quanto contro chi ha pensato bene di invitarlo come special guest («insieme a tanti altri», ha tenuto a precisare Rizzo) al proprio congresso.

La replica dell’ambasciata d’Ucraina

«L’invito rivolto a Lavrov a un evento di questo genere non desta alcuna sorpresa, soprattutto se si considera che siamo ormai al quarto anno della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e che in Italia continua a esistere un certo circuito politico e mediatico che promuove e legittima le posizioni russe, incluso il presunto “diritto” di uccidere: colpendo direttamente con missili, cercando di affamare la popolazione — una strategia già più volte sperimentata — o di farla congelare», commenta ad Open l’ambasciata d’Ucraina in Italia. «La realtà è semplice e brutale: esiste uno Stato aggressore — la Russia — che persegue sistematicamente la distruzione dell’Ucraina, colpendo le sue città, la popolazione civile e le infrastrutture critiche. Proprio in questi giorni, a seguito dei massicci bombardamenti russi contro il sistema energetico ucraino, milioni di persone sono rimaste senza elettricità, riscaldamento e acqua, nel pieno dell’inverno. Si tratta di azioni che violano apertamente il diritto internazionale umanitario e tutti i principi e le consuetudini della conduzione dei conflitti armati».

Bombe e propaganda (e i negoziati?)

«In questo contesto – prosegue la rappresentanza di Kiev in Italia – la partecipazione online del ministro degli Affari Esteri russo, Sergej Lavrov, a un evento organizzato da una forza politica italiana, alla presenza anche dell’ambasciatore russo in Italia, appare offensiva e, al tempo stesso, chiaramente intenzionale da parte degli organizzatori. Vi è ancora chi continua a considerare la Russia e i suoi rappresentanti come portatori di una grande tradizione culturale e storica, ignorando il fatto che oggi quegli stessi rappresentanti firmano ordini di bombardamento, repressione, torture e violenze contro un’intera nazione, quella ucraina». Tutto ciò mentre i negoziati che gli Usa spingono per tentare di arrivare a un cessate il fuoco – ora ospitati negli Emirati Arabi – continuano come sempre a non decollare, in mancanza di un’accettazione da parte di Kiev della resa di fatto con il ritiro dall’intero Donbass. D’altronde per Kiev ha del grottesco la postura del Cremlino verso l’Italia e l’Europa: cangiante a seconda della convenienza? «Colpisce la profonda contraddizione tra la retorica ufficiale russa, che definisce l’Europa come un “Occidente decadente”, e la costante partecipazione di esponenti russi a eventi organizzati proprio in Europa», è l’annotazione polemica.

L’ira su Rizzo: «Cerca visibilità dando spazio a criminali di guerra»

Quanto a Rizzo e alla sua Democrazia sovrana popolare, puntualizza infine l’ambasciata ucraina, «considerata la natura di questo evento, risulta evidente come figure direttamente coinvolte in una guerra di aggressione vengano strumentalizzate per aumentare visibilità e consenso, invitando di fatto potenziali criminali di guerra a intervenire sulle presunte “vere cause” del conflitto, sugli “obiettivi raggiunti”, sul cosiddetto “nuovo ordine mondiale”, nel tentativo di giustificare crimini contro l’umanità». Dopodiché, «se gli organizzatori desiderano ascoltare una “lectio” intrisa di propaganda, basata su argomentazioni già smentite dai fatti e dalla realtà sul campo — una propaganda che spesso nemmeno i principali media italiani riescono o vogliono riportare integralmente — vi è ben poco altro da aggiungere».

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