Omicidio Pretti, la bufala sul licenziamento e le false accuse di pedofilia

Nei giorni successivi all’uccisione di Alex Pretti da parte degli agenti dell’ICE a Minneapolis, sui social sono stati diffusi diversi contenuti falsi per elogiarlo o diffamarlo. In questo caso, analizziamo un post che punta a screditare la vittima con accuse gravissime e infondate, sostenendo che Pretti sarebbe stato licenziato tre mesi prima dell’omicidio e coinvolto in presunti casi di comportamenti sessuali inappropriati su minori. Insomma, la classica accusa infondata della pedofilia tipicamente usata sui social per distruggere la credibilità e l’integrità morale di una persona, in questo caso uccisa.
Per chi ha fretta
- La notizia nasce da un sito anonimo creato nel 2025.
- L’ospedale citato non esiste.
- Le informazioni su Pretti risultano errate.
- Nessuna fonte riporta le false accuse contro l’infermiere.
- La foto usata riguarda un’altra persona.
Analisi
I post condivisi sui social riportano il seguente testo:
ALEX PRETTI.
IL DIRETTORE DELL’OSPEDALE SI ESPRIME SULL’INFERMIRRE ALEX PRETTI, UCCISO DALL’ICE.
“ALEX PRETTI è stato licenziato 3 mesi fa dopo multiple denunce per comportamento inappropriato”
L’infermiere Alex Pretti era un p*dofilo che praticamente dei comportamenti inappropriati su bambini

La fonte della bufala
Attraverso la ricerca testuale del testo in inglese “Hospital Director Speaks Out: Former Employee Alex Pretti Fired Three Months Ago Amid Multiple Complaints of Inappropriate Behavior“, presente nell’immagine condivisa per accusare falsamente Pretti, riscontriamo un articolo pubblicato il 27 gennaio 2026 dal sito BuzzReport247[.]com.

Il sito, il cui dominio risulta creato nel mese di luglio 2025, risulta anonimo.
Le falsità dell’articolo
Un errore evidente dell’articolo di BuzzReport247 riguarda l’età di Pretti, indicato come 42enne anziché 37enne. Gli errori e le falsità non mancano.
Dove lavorava realmente Alex Pretti
Il pezzo sostiene che il direttore di un presunto “Lakeshore Medical Center” avrebbe confermato il licenziamento di Pretti per comportamenti sessuali inappropriati verso pazienti vulnerabili. La struttura indicata, di fatto, non esiste.

In ogni caso, Alex Pretti non lavorava presso una struttura (inesistente) chiamata “Lakeshore Medical Center”, ma presso presso il Minneapolis VA Medical Center (che esiste), come confermato nel comunicato del Segretario degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti, Doug Collins, al quale si aggiunge quello del senatore Richard Blumenthal.
Accuse infondate sul licenziamento e pedofilia
Non esiste alcuna prova del licenziamento o delle accuse di pedofilia. Al momento della sua morte era ancora in possesso della sua licenza infermieristica e nessuna testata giornalistica riporta tali accuse contro di lui. A rafforzare questa situazione è un comunicato del sindacato al quale apparteneva, l’AFGE.

La foto con il vestito rosa
La foto attribuita a Pretti, quella dove indosserebbe un vestito da donna color rosa, mostra in realtà un’altra persona. Come verificato dai colleghi di LeadStories, Si tratta di Benjamin Taylor (“Ben Taylor”), creatore del reality shof Fishtank. In questo fotogramma dello show è possibile riscontrare che la scena è stata ritratta nello stesso posto.

Su Fandom è possibile riscontrare una foto dove è possibile riconoscere Ben:

Conclusioni
Le accuse rivolte contro Alex Pretti, ucciso dall’ICE a gennaio 2026, risultano infondate. La foto usata per accusarlo di atti osceni e pedofilia è in realtà tratta da uno show dove l’infermiere non ha mai partecipato.
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