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Piantedosi sugli scontri: «A Torino una chiara strategia di eversione, attenzione a chi sfila con questi delinquenti»

03 Febbraio 2026 - 14:43 Federico D’Ambrosio
matteo piantedosi
matteo piantedosi
Il ministro dell'Interno durante l'informativa alla Camera: «Dispositivo di sicurezza ha evitato problemi peggiori»

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parte, nella relazione alla Camera dei deputati sui fatti di sabato a Torino, esprimendo solidarietà agli agenti feriti negli scontri e «a tutte le forze impegnate nella tutela dell’ordine pubblico». La manifestazione, dice «era promossa da esponenti dall’antagonismo locale» che protestavano perché il centro sociale Askatasuna «è stato sgomberato dopo un problema di illegalità troppo a lungo tollerata».

La ricostruzione della giornata

Il titolare dell’Interno racconta che la manifestazione ha preoccupato la questura di Torino fin dal momento della sua comunicazione, «lo scorso venerdi 23 gennaio, è giunta una mail con cui Askatasuna, Cobas, Usb e Rifondazione comunista in cui si preannunciava una manifestazione. Secondo il ministro fin dal principio l’indizione e le sigle aderenti mostravano la vicinanza a movimenti eversivi e antidemocratici. Da questa manifestazione si sono poi staccati “1.500 soggetti per dirigersi verso la polizia», dando seguito a violenze di vario genere, incluso il ferimento di un agente del reparto mobile di Padova .

Il bilancio finale è quindi stato di «108 feriti tra forze dell’ordine»: «All’esito di una prima attività di indagine sono state sottoposte a fermo 27 persone. Tre persone arrestate per violenze, tra di loro un 22enne, denunciato per rapina». Piantedosi riferisce che tutto cio che si poteva fare per limitare i danni è stato fatto: «L’analisi delle informazioni circa le criticità avevano indotto a realizzare un efficace dispositivo per intercettare preventivamente l’arrivo di manifestanti violenti. Sono state messe in piedi attente misure di controllo del territorio, proprio per intercettare l’arrivo di soggetti noti per precedenti specifici, che hanno evitato problemi peggiori. Questo grande lavoro svolto ha ridotto il fronte degli aggressori violenti, sono state controllate 800 persone di cui più di 50 stranieri, comminando 7 daspo e 30 fogli di via».

La «spinta eversiva»

Secondo il titolare del Viminale, in ogni caso, i fatti di Torino dimostrano che «c’è una crescente propensione ad aggredire i poliziotti». Addirittura, spiega: «Siamo di fronte ad una strategia che mira ad innalzare il livello dello scontro, una strategia che richiama dinamiche squadristiche e terroristiche del nostro passato. Una situazione che è stata sottovalutata da parte di chi ha sollecitato la rivolta sociale. Non ci troviamo più davanti ad una modalità discutibile di espressione del dissenso, ma davanti ad una strategia di eversione dell’ordine democratico. Chi sfila accanto a questi delinquenti finisce per fornire loro una prospettiva di impunità», attacca.

In ogni caso, conclude il ministro, «sarà massimo l’impegno a garantire queste persone alla giustizia».

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