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Olimpiadi, Naumov mostra la foto dei genitori morti in un disastro aereo. La storia del pattinatore Usa: «Guardate cosa abbiamo fatto»

11 Febbraio 2026 - 18:59 Anna Clarissa Mendi
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Dopo l’esibizione a Milano-Cortina, il pattinatore statunitense ha mostrato l’immagine di Evgenia Shishkova e Vadim Naumov, ex campioni del mondo di coppia: «Erano con me»

Una foto con mamma e papà, poi lo sguardo rivolto al cielo. Al termine della sua prima esibizione alle Olimpiadi di Milano-Cortina, il pattinatore statunitense Maxim Naumov ha mostrato uno scatto di quando era bambino: pattini ai piedi, sul ghiaccio, mano nella mano con i suoi genitori, gli ex campioni del mondo di coppia Evgenia Shishkova e Vadim Naumov, scomparsi tragicamente il 29 gennaio 2025 in un incidente aereo negli Stati Uniti. «Mi hanno ispirato fin dal primo giorno, da quando siamo saliti sul ghiaccio insieme», ha raccontato Naumov, visibilmente commosso, dopo la gara.

Il pattinatore Usa: «Guardate cosa siamo riusciti a fare»

Durante l’esibizione ha sentito la loro presenza al suo fianco, lo ha confidato dopo la prova: «Era come se una mano mi sfiorasse la schiena, spingendomi in avanti. Percepivo i miei genitori guidarmi da un elemento all’altro, aiutandomi a restare concentrato e con i piedi per terra. Una sensazione diversa da qualsiasi altra abbia mai provato». Quella presenza gli ha trasmesso calma e sicurezza già prima di entrare in pista: «Li ho sentiti con me per tutta l’esperienza, fin dal riscaldamento». Al termine della performance, Maxim si è inginocchiato sul ghiaccio e ha alzato lo sguardo al cielo: «Guardate cosa siamo riusciti a fare». Come se, ancora una volta, fossero tutti e tre insieme.

L’incidente aereo e la foto a ogni gara

I genitori, Evgenia Shishkova e Vadim Naumov, hanno perso la vita in un incidente aereo avvenuto il 29 gennaio 2025, quando il volo 5342 dell’American Airlines si è scontrato con un elicottero militare nei pressi dell’aeroporto nazionale Ronald Reagan, precipitando nel fiume Potomac. Le vittime sono state 67, tra cui anche diversi rappresentanti del pattinaggio artistico statunitense, compresi i genitori di Maxim. Solo poche settimane prima avevano discusso su come crescere ancora e perfezionarsi per inseguire il sogno olimpico. Proprio quel sogno è diventato per Maxim la forza per rialzarsi, il filo a cui aggrapparsi per attraversare il dolore e trasformarlo in determinazione. Da allora, a ogni gara porta con sé una fotografia dei suoi genitori. La stringe al petto prima del verdetto, come per sentirli ancora al suo fianco.

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